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Allontanarsi. La saga dei Cazalet
 
Allontanarsi. La saga dei Cazalet 2017-10-04 07:07:19 68
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68 Opinione inserita da 68    04 Ottobre, 2017
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Passato sempre presente e futuro ancora da definir

La guerra è alle spalle, tutto è cambiato, un nuovo inizio accompagna la necessità di fare funzionare le cose, curare, rifondare, ricostruire. La Londra post-bellica e’ rappresa in una pagina di squallore e sfinimento, la gente stremata, grigia, dimessa.
Anche i Cazalet, oltre ogni apparenza, sono cambiati ed il ritorno alla vita non è più lo stesso.
C’e’ chi, oltre il dolore dei ricordi, si sente solo ( Hugh ), chi continua ad essere egoisticamente se stesso (Edward ), chi si sente diverso in una dimensione diversa e chi è ormai avvezzo a tristezza e privazioni, avendo rinunciato da tempo alla leggerezza (Villy ).
Coloro che fino a ieri rappresentavano l’ essenza di una vita, pensiero e desiderio costante, assumeranno contorni di estraneità, in un rapporto votato ad una cortesia ansiosa tra perfetti sconosciuti.
Quanto tempo ci vuole per elaborare un lutto, forse non basterà e quella pace così a lungo sognata non ha reso felice nessuno in un presente difficile e oscuro.
Clary, Polly e Louise, scosse, incerte, deluse, vivono ancora profonde incertezze sentimentali e professionali, avrebbero bisogno di un aiuto esterno ma non estraneo. Il ritorno alla libertà ed alla normalità, in un tempo che permetterebbe di scegliere e decidere del proprio destino, che si apre ad insperate possibilità, accresce incertezza ed abbandono perché, per quanto il passato pare morto e sepolto, il futuro al momento e’ solo un’ ipotesi.
Questo Natale potrebbe considerarsi il primo post-bellico o l’ ultimo trascorso nella collettività di Home Place, da domani ognuno prenderà strade diverse vivendo altrove la propria vita.
Tra le pagine una lunga serie di tradimenti, amori fugaci, impossibili, insostenibili, retaggio di un passato che continuamente ritorna ad impedire una vita degna di essere vissuta.
Spesso a mancare è l’ amore e la fiducia in se stessi, chi per un motivo chi per un altro, ed allora si cerca di ovattare una vita allo sbando, di farsi del male ( Louise ), o finalmente, per caso, si incontra qualcuno che riesca a farci guardare dentro o semplicemente ci consideri per quello che siamo ( Polly ). Altrove quel qualcuno pare esserci già da tempo, ma una scarsa autostima e la paura di amare ed essere amati rifugge qualsiasi tentativo di approccio ( Clary ).
Anche Home Place, con il trasferimento a Londra del Generale e della Duchessa, se copre di un alone di tristezza ed appare vuota, silenziosa, strana.
Da qui avrà inizio una peregrinazione lontano da casa con qualche ritorno, perché in questi anni, spesso inconsapevolmente, si sono creati e vissuti anche legami solidi.
Nel presente alcuni fanno i conti con un passato che ha svelato inganni ed egoismi, altri con un mondo cambiato scoprendo che le persone vicine ormai hanno altri confidenti.
Le ragazze desiderano allontanarsi da una educazione borghese che non prevede accesso alla modernità, le cose del passato vengono ancora taciute, evitate anche se non è più come prima. Nel frattempo il neo governo labour ed il Welfare State imperano, L’ Inghilterra abbandona l’ India ( 1947 ) e continuano le restrizioni alimentari.
Il momento del lutto è finito, la storia insegue altri tempi. E si scopre, tra riflessioni e sofferenze, che …” ciò che ci si deve lasciare alle spalle non sono le cose o le persone che hanno fatto parte della vita passata, ma altri fantasmi misteriosi ed ancora ignoti che ci si annidano dentro “…
Spesso l’ idea di andarsene ci fa respirare un’ aria nuova, la libertà, a volte il semplice affrontare gli errori o il confessare il proprio burrascoso recente passato rappresenta un nuovo inizio.
Ma c’ anche chi, fedele a se stesso, ritiene ancora che …” l’ essere accolto nella dimora dei Cazalet rappresenti una vita invidiabile “. A questo ha sempre mirato, ma …” qualcosa manca e forse l’ essenziale “. Per contro esiste la possibilità che …” un amore sincero irradi altro amore “…
Il quarto volume della saga e’ assimilabile e riconducibile al terzo per profondità relazionale e visione d’ insieme, senza più il peso insostenibile della guerra ma con l ‘ incertezza di un futuro economicamente instabile e pieno di insidie ed un desiderio di rinnovamento che scacci le nubi del passato in un viaggio affettivo ed autocritico periglioso e purificatorio.
Il desiderare fortemente per qualcuno pare impossibile, per altri, ancora in balia degli eventi, estraneo alla propria natura, c’è’ chi invece è ancora inserito nella grande menzogna, disilluso dalla vita, od ancorato ad un passato compassionevole ed a ricordi consolatori.
Con il solito linguaggio colloquiale, scorrevole, gradevole e mai banale, l’ intricato mondo dei Cazalet dopo dieci anni pare giunto ad una svolta, forse all’ epilogo, molti eventi ancora trascinati ed irrisolti, altri assodati e futuribili, i protagonisti entrati in un lessico famigliare in attesa di ulteriori sviluppi, invenzioni, colpi di scena, continuando ad immaginare scenari possibili e del tutto inattesi.

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