Narrativa italiana Gialli, Thriller, Horror Come la pioggia sul cellofan
 

Come la pioggia sul cellofan Come la pioggia sul cellofan

Come la pioggia sul cellofan

Letteratura italiana

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Giorgia Cantini, investigatrice privata a capo di una piccola agenzia di periferia nella Chinatown di Bologna, è appena stata lasciata da Luca Bruni, dirigente della questura e capo della Omicidi, e sfoga la propria tristezza ubriacandosi nei bar e nei locali della città. È in questa fase non facile della sua vita che incappa in Furio Salvadei, un affascinante cantautore alla soglia dei cinquant’anni che sembra avere tutte le fortune – fama, ricchezza, talento –, ma che al momento è un musicista in piena crisi artistica ed esistenziale. Furio infatti abusa di alcol, è deluso dal mondo discografico, ed è sotto stress a causa di una donna, Adele, una fan insistente che gli dà il tormento seguendolo ovunque e pressandolo con telefonate e messaggi. Furio incarica Giorgia di pedinare la sua persecutrice e di provare a riportarla alla ragione prima che si trasformi in una stalker violenta. Il problema è che Adele dimostrerà di essere un vero e proprio enigma. Sotto le piogge persistenti dell’autunno alle porte, con la mente un po’ annebbiata dai drink delle sue sere solitarie e dalla nostalgia di Bruni, Giorgia si perderà in un’indagine che è un continuo gioco di specchi e sovrapposizioni, e in una vita filtrata da schermi, computer, telefoni, tv, dove i sentimenti diventano mere proiezioni. Quella realtà fittizia che, come un involucro di cellofan, protegge dagli urti è la stessa che separa i personaggi di Grazia Verasani dal contatto nudo con le cose: sembrano tutti alla ricerca di una vertigine che li faccia sentire più vivi, ma che, inevitabilmente, non li dispensa dal rischio di precipitare.



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Come la pioggia sul cellofan 2020-08-04 15:57:36 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    04 Agosto, 2020
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L'investigatrice Giorgia Contini

Torna Giorgia Contini, creatura di carta di Grazia Verasani, in Come la pioggia sul cellofan. Un bel libro giallo classico, che risponde molto bene alle caratteristiche di genere a cui appartiene.
Giorgia Contini è titolare di un’agenzia investigativa, ereditata dal padre
“ex maresciallo dei carabinieri. (…) mi occupo essenzialmente di tradimenti: raccolgo informazioni e vado in cerca di prove per i processi di separazione; mi concentro cioè sul soggetto da investigare: chi frequenta, le sue abitudini, gli amici, il calcetto, e alla fine, quasi sempre ho la conferma della sua infedeltà.”
Svolge indagini vecchia maniera,
“Con quello che mi piace definire un approccio artigianale da investigatori di una volta, quando, per intenderci, non c’era bisogno di altro che di fiuto, attività sul campo e quel talento per la curiosità che ti faceva sentire una specie di Diogene con la sua lanterna.”
Qui è stata incaricata da Furio Salvadei, un cantautore sull’orlo del declino, di stanare una donna che spesso ha nei suoi confronti atteggiamenti di vera e propria stalker. Costei si chiama Adele ed è un vero e proprio mistero. Chi è veramente? Riuscirà Giorgia a stanarla, lei che è persa dietro al suo amore sbagliato per il capo della Omicidi, dottor Luca Bruni, che l’ha abbandonata per tornare a capo chino dalla moglie? Sotto una pioggia che ottenebra le facoltà, ma rende un’atmosfera surreale e di gran fascino, Giorgia Contini svolge un’indagine delicata, al confine tra realtà ed evasione.
Un bel giallo, ben strutturato e ben congegnato. I personaggi sono resi con particolare attenzione, anche da un punto di vista intimo ed intimistico. Nulla è come appare, e lo svolgersi pian piano dell’azione è narrata con particolare abilità. Un giallo classico da gustarsi con attenzione.

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