Narrativa italiana Gialli, Thriller, Horror Il gigante e la Madonnina
 

Il gigante e la Madonnina Il gigante e la Madonnina

Il gigante e la Madonnina

Letteratura italiana

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Maggio 1932. Sotto lo sguardo attento della Madonnina, i milanesi si preparano ad assistere all’evento sportivo del momento: il ritorno sul ring di San Siro del boxeur Primo Carnera. Osannato da Mussolini per incarnare la forza e il coraggio dell’Italia fascista, le sue gesta e le sue vittorie in giro per il mondo l’hanno ormai reso un simbolo dello spirito nazionale all’estero, un motivo d’orgoglio per l’intero Paese. Eppure, qualcuno trama nell’ombra perché il gigante del pugilato italiano perda il proprio incontro. Qualcuno con cui il commissario Carlo De Vincenzi, conosciuto da tutti come “il poeta del crimine”, ha già avuto a che fare in passato. Intanto, la morte di una giovane donna impegna il poliziotto. Si è lanciata dalla cima del Duomo ma a De Vincenzi qualcosa non torna…Dopo i due precedenti romanzi, continua l’omaggio appassionato di Luca Crovi alla Milano che fu, e al poliziotto di culto del giallo italiano creato da Augusto De Angelis a cavallo tra gli anni Trenta e Quaranta.



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Il gigante e la Madonnina 2022-05-11 21:01:31 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    11 Mag, 2022
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La madonnina

«Madunina ghe scapa nient. Nulla può sfuggire ai suoi occhi. Dalla cima del Duomo scruta la vita ma osserva anche la morte.»

Luca Crovi rende omaggio al commissario De Vincenzi, creatura di Augusto De Angelis, con due libri che aprono le fila a “Il gigante e la madonnina”. In questi, “L’ombra del campione” e “L’ultima canzone del Naviglio”, conosciamo del personaggio e delle prime avventure.
Ma veniamo a noi. Siamo nel 1932, siamo a Milano e il presunto suicidio di Clotilde, apparentemente gettata giù dal Duomo, scuote gli animi. Ad indagare è Carlo De Vincenzi che, detto “il poeta del crimine” proprio per il suo amore per i classici e i libri in genere, non è così convinto di questo scenario. La vittima, d’altra parte, era stata maestra, ricamatrice, impiegata ed istitutrice. Era forse irrequieta ma anche espansiva e vivace, aveva anche lavorato in una rubinetteria e ora, con la nuova occupazione, era felice. Perché dunque suicidarsi?
Al contempo la città attende con ansia il ritorno sul ring di San Siro di primo Carnera, il boxeur detto “la montagna che cammina”. E se qualcuno volesse ostacolare questo evento?
Giorni ambigui, fatti di mistero e cupezza, dove ogni azione può essere intrapresa e interpretata in modo diverso e in cui il commissario dovrà agire per trovare una verità oscura e intricata in una matassa i cui nodi non sembrano volersi sciogliere.
Al giallo milanese ambientato nel passato si somma uno stile fluido e magnetico che trattiene e coinvolge tra descrizioni di ambienti e scenari e situazioni che si snodano con rapidità. Forse non il migliore della serie ma un degno nuovo capitolo che ben lascia spazio a ore liete e che dona ai lettori spunti di riflessione e un intreccio ben costruito. Tra presente e passato, tra giallo e mistero, in una Italia che mostra un volto diverso da quello che oggi conosciamo.

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Il gigante e la Madonnina 2022-04-25 14:29:16 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    25 Aprile, 2022
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Omaggio alla "Madunina"

Luca Crovi omaggia il commissario De Vincenzi, felice creatura di Augusto De Angelis, con due libri intitolati L’ombra del campione e L’ultima canzone del Naviglio. Ora torna in libreria con la terza tappa, intitolata Il gigante e la Madonnina, edito da Rizzoli.
Siamo sempre nel 192 e Milano è scossa da un tragico evento: il presunto suicidio di una ragazza, Clotilde, che si è gettata giù dal Duomo. Ad indagare il commissario Carlo De Vincenzi, detto “il poeta del crimine”, per il suo amore per i classici e i libri in genere. Suicidio, così pare, ma a lui questa tesi non convince proprio per niente. La vittima era:
“stata maestra, ricamatrice, impiegata ed istitutrice. Irrequieta, vivace ed espansiva, per un po’ aveva lavorato anche in una rubinetteria, ma presto si era licenziata perché non si trovava a suo agio. Di recente aveva trovato una nuova occupazione , di cui sembrava felice. “
Inoltre la città è in ansia per l’evento clou del momento: il ritorno sul ring di San Siro del boxeur Primo Carnera, detto:
“la montagna che cammina”.
Qualcuno però trama nell’ombra perché questo non avvenga. Chi? E per quali motivi? Sono tempi cupi ed ambigui, dove ogni azione può essere interpretata in modo sbagliato, per cui:
“Pare che la gente non si lasci più convincere dalla nostra predicazione, che sia indifferente ai problemi della salvezza. La santità, però, colpisce ancora gli animi. Di fronte ad un santo, le persone continuano a inginocchiarsi e a pregare, tornano a credere.”
Riuscirà il nostro commissario a raggiungere la verità? Forse aiutato da:
“Madunina ghe scapa nient. Nulla può sfuggire ai suoi occhi. Dalla cima del Duomo scruta la vita ma osserva anche la morte.”
Un giallo tutto al milanese, che riporta ad un passato lontano, descritto con proprietà di linguaggio e sapienza narrativa. Un viaggio all’interno di molti miti che caratterizzano la città: come la storia di Bagonghi, il nano; gli anfratti oscuri e quelli luminosi della Stazione; per giungere a Primo Carnera e alle sue imprese. Un giallo scritto da un autore molto competente del genere letterario che va descrivendo. Una storia ricca di mistero e di intrigo, che appassiona con gusto. Per intenditori.

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Consigliato a chi ha letto...
Adatto a chi ama la città di Milano, agli estimatori di Augusto De Angelis, e agli amanti del genere giallo.
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