Narrativa italiana Gialli, Thriller, Horror La terza (e ultima) vita di Aiace Pardon
 

La terza (e ultima) vita di Aiace Pardon La terza (e ultima) vita di Aiace Pardon

La terza (e ultima) vita di Aiace Pardon

Letteratura italiana

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La nebbia autunnale avvolge Milano quando Aiace Pardon, un mite senzatetto che vive e mendica presso la stazione Centrale, inizia a ricevere strane donazioni: prima 5, poi 10, 20 e 50 euro. Il vecchio è ipovedente e del misterioso benefattore vede solo la punta delle scarpe. Quando 100 euro cadono nel bicchiere dell'elemosina il gioco giunge al termine e il barbone, poco dopo, sparisce. È stato ucciso dall'uomo con le scarpe lustre? Ne è convinta una senzatetto sua amica, che si reca alla Polizia a denunciarne la scomparsa. Il commissariato al completo si raduna ad ascoltare la deposizione della donna ma nessuno la prende sul serio, eccetto Alex Lotoro, un giovane sbirro. Iniziano così le indagini che porteranno i due a scavare nel passato di Aiace, fino alla scoperta della verità.



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La terza (e ultima) vita di Aiace Pardon 2015-05-15 07:55:43 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    15 Mag, 2015
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Amicizia vera.

Chi era Aiace Pardon? Residente presso la stazione centrale di Milano Aiace era un mite senzatetto i cui giorni scorrevano rapidi tra un bottiglia di alcol e la richiesta di qualche monetina. Ipovedente ed ormai consunto dall'alcool il mendicante non si aspettava nulla dalla vita ecco perché quando misteriose donazioni iniziano a presentarsi con cadenza regolare ogni giovedì alla sua porta ne resta felice ed interpreta il gesto come l’atto di benevolenza di un uomo dalle scarpe lustre – unico carattere che riesce a notare dello sconosciuto benefattore – non riscontrando in ciò alcun rischio e/o pericolo.
Un giorno come tanti del povero si perde ogni traccia. Che fine ha fatto il barbone dall'animo bonario e dal temperamento pacifico? Nessuno si accorge della sua scomparsa, egli non è altro che l'ennesimo invisibile prodotto dalla nostra società, tanto che i giorni passano e di Aiace non si sa più nulla. Eppure, fra i silenzi dell'invisibilità, nei meandri del menefreghismo e dell'autoconservazione, c'è una persona che ha notato la sua assenza, che ne sente sinceramente la mancanza: mille e più sono i suoi nomi, la cultura è il suo biglietto da visita, il suo acume è sorprendente tanto quanto il suo linguaggio forbito ed erudito ed ella altro non è che un'altra abitante della stazione centrale, un'amica senzatetto del dipartito. Si reca alla polizia per denunciarne la scomparsa/ morte ma nessuno le dà credito.
Passano i mesi quando un corpo senza vita viene ritrovato in un parco, Alex Lotoro sovraintendente, rimembra il racconto della vecchia ed immediatamente pensa che possa trattarsi di Aiace ma così non è perché il cadavere appartiene ad un uomo sui 23 anni e non ad un individuo di età ben più grave quale Pardon è.
Per Lotoro questo è comunque un campanellino d'allarme: e se davvero qualcuno avesse preso di mira i senzatetto e se ne andasse in giro a farli fuori con la consapevolezza che tanto le forze dell'ordine non prenderanno mai seriamente casi del genere perché pregiudizievolmente verrebbero risolti con motivazioni quali risse tra bande, incidenti, misteri e fatti di cui è impossibile conoscere alcunché? A chi interessa di un uomo senza fissa dimora, chi mai reclamerà un barbone? Questo è il pensiero di molti in merito agli invisibili che popolano le nostre città. Quanti osservano, memorizzano eppure vanno oltre.. Inconsapevolmente il sovraintendente decide di venire a capo del mistero ma per farlo ha bisogno della donna, si mette pertanto alla sua ricerca.
Inizia così un romanzo veramente ben studiato, perfetto sotto molteplici punti di vista e privo di sbavature. Stilisticamente è ben scritto; composto da paragrafi brevi e da un linguaggio fluente ed erudito, il componimento scorre rapido e si fa divorare dal lettore in massimo un giorno e mezzo. I dialoghi tra Bianca (uno dei tanti nomi, forse l'autentico della barbona) e Alex sono perle rare di ironia ed acume. L'autrice ha creato un binomio veramente funzionante, lui il classico tamarro degli anni 2000, giovane, schietto e senza peli sulla lingua, con la passione delle donne, allergico ad ogni impegno serio con l'altro sesso ed un unico e vero grande amore; la sua corvette, lei saggia, erudita, calma, pungente, intelligente e provocatrice. Sono loro i protagonisti di questa prima avventura narrativa della Selmi che con gran abilità ha dato vita ad una coppia di detective professionisti e non capace di lasciare il segno. Una lettura non impegnativa ma lineare e piacevole, capace di far fare delle grasse risate al lettore ed al contempo di stuzzicarne l'interesse (perché alla fine porca miseria lo vuoi proprio sapere chi è che ha ucciso, se è stato ucciso, Pardon! Della serie, la curiosità è donna) donandogli ore liete e serene. Passatemi in termine: una chicca.

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