Narrativa italiana Romanzi A viso coperto
 

A viso coperto A viso coperto

A viso coperto

Letteratura italiana

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Vincitore del Premio Calvino 2012. Attraverso gli occhi di ultrà e celerini, Gazzaniga (di professione poliziotto) ci racconta il miscuglio di paura ed esaltazione, di odio e istinto di sopravvivenza che nella battaglia acceca ogni uomo. Due schieramenti nemici si sfidano ogni settimana su un terreno di rabbia e violenza: sono gli ultrà e i celerini. A Genova un gruppo di tifosi sceglie di non accettare imposizioni e ingaggia uno scontro frontale con la polizia. L'odio per le divise riesce a unire reduci del G8 ed estremisti di destra, adolescenti eccitati dalla guerriglia e uomini perseguitati dai fantasmi di un passato insopportabile. Tra le forze dell'ordine c'è chi è acceso dall'adrenalina e chi non può liberarsi da un tremendo rimorso, chi vuole raccontare in un libro la sua storia e chi potrebbe segnare la propria con un errore fatale.

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A viso coperto 2013-06-08 15:06:39 luvina
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luvina Opinione inserita da luvina    08 Giugno, 2013
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A viso coperto

Non è mai facile scrivere una recensione quando l'argomento ti interessa molto e il libro ti rimane dentro.
Non è il primo libro che leggo su questo tema ma è sicuramente uno dei migliori. Nicola Vivaldi (alter ego dell'autore) è un sovrintendente della Polizia di Stato reparto Celere che racconta, nell'arco temporale di 11 giorni, le vicende di un gruppo di ultras del Genoa e dei loro antagonisti "gli sbirri", le loro vite, il loro lavoro.
Tutto il romanzo è pervaso da adrenalina e da un senso di ineluttabilità e narra benissimo le sensazioni che si provano, da entrambe le parti, prima durante e dopo gli scontri.
Ci si stupisce quando ci si rende conto che in fondo non c'è poi differenza tra il ragazzo ultrà e il celerino che gli sta di fronte; il contesto sociale di appartenenza, i fallimenti, gli amori, le idee politiche sono comuni ad entrambi.
E' un mondo solo maschile, molto primordiale, nel quale regnano le regole dei clan e dove prevale la parte più nascosta ed inconfessabile dell'uomo: l'Istinto Animale. I colori della squadra del cuore sono solo un pretesto: lo scontro è un modo di sentirsi vivi.
C'è anche molta poesia nello scrivere di questo autore che ci lascia, in questo romanzo, delle pagine molto belle ed anche un colpo di scena che ovviamente non rivelerò.
Alla fine si rimane comunque con l'amaro in bocca pensando alle decine di vite sprecate (come quelle qui narrate), senza alcun appello, e la domanda che ti rimane dentro per molto molto tempo è PERCHE'???

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ACAB, " Onore ai diffidati " e per chi ha visto il film "Ultrà"
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A viso coperto 2013-05-13 19:59:00 Rokiweb
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Rokiweb Opinione inserita da Rokiweb    13 Mag, 2013
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DUE PUNTI DI VISTA.....

Un romanzo intenso, raccontato da due punti di vista diametralmente opposti. Frange di tifosi violenti che raccolgono estremisti di destra e sinistra, reduci del G8 e ragazzi solamente annoiati ed eccitati da possibili scontri, affrontano ogni domenica le forze dell'ordine composte da ragazzi come loro colpevoli solo di indossare una divisa. Un racconto anche commovente che sviscera abilmente una realtà ai più sconosciuta. Sono tanti i personaggi che compongono questo libro: dagli "ultras" genoani, bellissime le loro storie e le loro descrizioni, ai rappresentanti della Polizia anche loro abilmente raffigurati dall'autore, che d'altronde ne fa parte. Chi ha vissuto anche solo marginalmente in gioventù la realtà della curva, si ritroverà immediatamente rapito all'interno della storia ma anche chi non conosce questa realtà troverà tantissimi motivi di riflessione. Finalmente un libro senza veli, vero, in alcune parti anche cruento ma molto realistico. Le storie nella storia sono veri e propri capolavori che Gazzaniga ha saputo inserire abilmente e che consentono di calarsi nella vita di ogni personaggio. I tifosi appartenenti ad ogni estrazione sociale che nella bolgia si trasformano in pericolosi elementi e i poliziotti, spesso abbandonati a se stessi, privi di mezzi, che cercano, a volte anche in maniera eccessiva, di arginare il fenomeno. Ecco sono le situazioni estreme che ritroviamo nel romanzo a portarci nella vita di un reparto della Celere e a domandarsi: cosa farei io ? Quando la paura, l'adrenalina, i lacrimogeni, le bombe carta, le urla sovrastano il tuo raziocinio, come reagirei? E dall'altra parte, quella dei tifosi, riusciremo a capire, forse, "perchè" persone che conducono una vita normalissima, con famiglia, figli e un lavoro, si trasformano in pericolosi elementi, coperti e uniti dalla forza del gruppo. Ma anche qui scopriremo, grazie a Riccardo, molti di questi motivi; si perchè in questo libro, cosa assolutamente meritoria, non si condanna nessuno, a parte la violenza che può arrivare da tutte e due le parti! Molto poche le figure femminili e abbastanza marginali, anche se ben caratterizzate, ma d'altre parte, quello descritto, è un mondo prettamente maschile e forse anche maschilista! Una scrittura lineare fa scorrere il romanzo molto velocemente malgrado le sue oltre 500 pagine, che però non pesano assolutamente, anzi! In conclusione grande libro, da leggere anche forse per sgombrare il campo da molti pregiudizi! Complimenti a Paolo Vinciguerra che mi ha consigliato questo libro!

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