Narrativa italiana Romanzi Esco presto la mattina
 

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Letteratura italiana

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Andrea Dell'Arti ha trentacinque anni ma ne dimostra meno di trenta. La vita sta esaudendo tutti i suoi desideri: l'amore e la famiglia, il lavoro e le aspirazioni creative. E tutto questo accade, per di più, in una città corrotta e malata, e negli ambienti più difficili. Contro ogni logica, al di là di ogni merito. Andrea non ha niente di diverso dai suoi amici e coetanei, solo che si trova sempre al posto giusto nel momento giusto: perché ogni volta c'è qualcuno che ha bisogno di un ragazzo brillante (ma non troppo), volonteroso (ma non troppo), ambizioso (ma non troppo), idealista (ma non troppo). Come un novello Candide, questo pavido eroe del nostro tempo attraversa lo scalcagnato inferno contemporaneo.

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Esco presto la mattina 2009-10-15 22:29:18 Rossella Camerlingo
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Opinione inserita da Rossella Camerlingo    16 Ottobre, 2009

Il più bel romanzo degli ultimi anni

Bellissimo libro, deliziosamente rinfrescante nella sua ferocia, colpisce spietatamente a 360 ° ma lo fa con una scrittura di una grazia e finezza incredibili. E' impossibile non essere catturati fin dalla prima pagina e confesso che non ho potuto fermarmi fino all'ultimo rigo, condotta per mano in un vortice di gironi infernali in cui il protagonista si aggira con l'incoscienza dell'innocente e la perfidia del complice a denti stretti; segue un produttore-mostro fino all'apoteosi del male e del nulla assoluto; umilia la sua cultura in una scuola privata dove le signore mamme della camorra "contano i capelli in testa" ai loro rampolli, e guai a chi ne torce uno; provoca risate omeriche in un assessorato ipotizzando che l'assessore si possa dimettere; distruggendo, in un finale indimenticabile e grottesco, il mito della trasgressione maschile (e anche femminile) a buon mercato; e infine, con autentica tenerezza, è "contento", perché esiste l'odore bellissimo della famiglia, sede e fonte di ogni ambiguità, causa di ogni rassegnazione e complicità, ma depositaria della speranza in un mondo impossibile nel quale bisogna pur vivere ogni giorno... Come abitante dell'inferno di Napoli in questa generazione, mi sono ritrovata in questo romanzo come se l'autore mi avesse spietatamente messo davanti uno specchio, uno specchio che non riflette quello che gli specchi normali fanno vedere, ma mostra il mondo intorno a noi e la nostra posizione rispetto alle cose. Allora, se la grande letteratura è capacità di creare cultura, cioè conoscenza della realtà - e di conseguenza, crea lo strumento per cambiarla, la realtà - questo libro è un grande libro, e questo scrittore è un GRANDE scrittore. E' un libro fresco, crudele, tenero e delizioso, che ha sfiorato il Premio Strega, e che fa ben sperare per ciò che in futuro ci porterà l'autore.

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