Narrativa italiana Romanzi I soldi sono tutto
 

I soldi sono tutto I soldi sono tutto

I soldi sono tutto

Letteratura italiana

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Roma, 2006. Moglie ricca e lagnosa, disprezzato dai suoceri, carriera in stallo: la vita di Gianni Alecci, cinquantacinque anni, è all'insegna della frustrazione. Le giornate ristagnano tra l'ufficio, in cui subisce le angherie di Riccardo Premoli, il suo direttore trentenne, e la famiglia, trascinandosi in liti costanti con la moglie Eleonora e il figlio Stefano, adolescente perditempo. Un ulteriore motivo di acredine è il confronto con il primogenito Roberto, adorato dalla madre e precocemente affermatosi all'estero come investment banker, la cui sola esistenza sembra rinfacciargli la sua mediocrità. Unico spiraglio è la sua giovanissima amante trash, Lou, con cui scorrazza in moto e consuma la tresca in uno squallido monolocale adibito a garçonnière: una tresca non di tutto riposo a causa delle pressioni della ragazza, smaniosa di trovare il suo posto al sole. Alecci medita rivalse, si arrovella sui soldi come mezzo per compiere un'ascesa sociale, essere accolto in circoli esclusivi, frequentare la gente che conta. L'occasione gliela offre un suo amico, il serpentino Alberto Lepore, avvocato di grido e sagace investitore, che gli suggerisce il canale attraverso cui ha accumulato ingenti ricchezze: Aletheia, una società di fondi offshore, gestita da un asso della finanza. Grande sarà la sorpresa di Alecci nello scoprire che il personaggio riemerge dal suo lontano passato: Vincenzo Greco, un compagno di classe ai tempi del liceo. Nasce un sodalizio che arreca frutti immediati. Dopo avere investito le sue poche migliaia di euro di risparmi, Alecci convince la moglie a mettere nel piatto l'intero patrimonio, coinvolgendo perfino l'odiata suocera a intervenire con un importo consistente. In meno di un biennio la ruota ha girato. I soldi acquisiti gli aprono gli agognati salotti. Ha acquistato perfino la fama di esperto. Finalmente si sente un vincente. Nel frattempo, lo spettro di una grave crisi si sta già materializzando. Siamo ormai nel 2008, annus horribilis per i mercati finanziari. Nel vortice della propria hybris, finge di ignorare che quello costruito da Greco sui derivati rischia di rivelarsi un castello di carte, destinato a crollare trascinando con sé i suoi sogni. Liberamente ispirato alla vicenda del cosiddetto "Madoff dei Parioli", nella quale l'autore è stato coinvolto in prima persona, I soldi sono tutto narra le lusinghe e i retroscena di un'incredibile truffa finanziaria.

Recensione della Redazione QLibri

 
I soldi sono tutto 2018-06-13 17:55:54 ornella donna
Voto medio 
 
2.3
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
2.0
Piacevolezza 
 
2.0
ornella donna Opinione inserita da ornella donna    13 Giugno, 2018
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una fallace ascesa sociale

I soldi sono tutto porta la prestigiosa firma di Fabio Calenda. Lui è nato a Parigi, e ha vissuto a Roma. Ha diretto gli studi finanziari e la formazione in una banca d’investimento e ha collaborato per dieci anni con il supplemento finanziario del quotidiano “La Repubblica”. Ha pubblicato il fantasy archeologico La porta del tempo e successivamente Rosso totale, la storia d’amore tra due ragazzi di opposta estrazione sociale durante gli anni di piombo a Roma.
Ora in questo libro una storia che racconta di una truffa colossale; un libro amaro, scritto con una prosa lieve e precisa, che denota buona conoscenza dei meccanismi che regolano e costruiscono l’alta finanza. Una vicenda che inizia a Roma nel novembre 2006 e termina a dicembre del 2009. Il protagonista assoluto è Gianni Alecci, cinquantacinquenne, con due figli, moglie a carico che lo disprezza continuamente, una suocera a dir poco difficile, un’amante più giovane Lou, che alterna momenti di grande passione ad altri in cui poco lo apprezza. Una che:
“Gli va proprio a sangue, non soltanto per le sue acrobazie tra le lenzuola, ma anche per la prontezza di lingua e per le sue bizze, rivelatrici di una fragilità disarmante. (…) Il coinvolgimento fisico non gli impedisce di vivere la storia come un magnifico altrove in cui rigenerarsi, prima di ripiombare nel grigiore della routine: un giardino segreto pieno di delizie da assaporare con avidità, anche al costo di incappare in qualche spina.”.
Mentre la moglie Eleonora è una lagna, sciatta, poco curata, lo disprezza in continuo e gli fa pesare le sue scarse capacità. Lei:
“sta diventando sempre più sciatta, lo fa apposta. Da secoli non mette piede dal parrucchiere. Un tempo sotto il casco di Grazia ci passava la vita. Non gliene frega più niente di tenere i capelli in ordine: tanto più adesso, dopo l’alzata di ingegno di tagliarseli. E dire che aveva la capigliatura più bella di Roma.”.
Ma lui ha una strategia:
“conosce alla perfezione la ricetta per gestire un caso del genere: attendere che fiocchino le accuse, subito dopo cadere dalle nuvole e negare tutto, anche l’evidenza.”.
Il figlio più grande, Roberto, appena potuto è fuggito all’estero, a Londra, lontano da nonna e madre, ma ciononostante gode della loro massima stima. E’ quasi un mito, il suo volere legge ferrea:
“lo sguardo di Roberto esprimeva un’attesa, che lui interpretò come senso di colpa. (…) La scelta di Roberto di terminare il liceo in Inghilterra suggellò il distacco definitivo. (…) Londra è stata la sua salvezza. Da solo, c’è andato, neanche a sedici anni, pur di fuggire il clima avvelenato dalla tua stramaledetta ostilità.”
Stefano, il figlio più piccolo, è un adolescente problematico che poco comprende ed accetta le dinamiche familiari che tentano di irretirlo. In questo quadro di sofferenza e di scarsa avvedutezza, Gianni tenta l’ascesa sociale, deve trovare ad ogni costo soldi che gli permettano di compiere il grande salto di qualità. L’occasione gli è offerta dal suo amico avvocato Alberto Lepore,
“Lepore aveva ingranato, diventando in tempo record un penalista di grido, (…) era stato il più solerte a mantenere il filo della consuetudine, suscitando incontri diradati ma regolari.”.
La fortuna gli viene incontro nell’investire ingenti patrimoni in Aletheia, una società di fondi offshore, gestita da un asso della finanza: Vincenzo Greco, un suo ex compagno di classe al liceo. Convinta moglie e suocera in questa, Gianni cerca e trova innumerevoli altri investitori. Ecco che le porte dei salotti più esclusivi gli si aprono e nel giro di due anni il suo status muta, diventando un vincente. Ma c’è un fantasma che si sta affacciando prepotente: la crisi. E allora? Le difficoltà ritornano e il bel sogno si rivela un inutile e vacuo castello di carte.
Liberamente ispirato alla vicenda del cosidetto “Madoff dei Parioli”, la storia è priva di scrupoli, di scarsa moralità e di scarsi valori. Racconta di un mondo acido e cinico, di un uomo profondamente solo, privo di scrupoli e di nessun sentimento. La caccia al soldo, alla ricchezza e a qualunque prezzo è di rilevanza nel libro, che si è rivelato, al termine, una lettura poco piacevole proprio nella sua intima caratterizzazione e nei contenuti.

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