Narrativa italiana Romanzi La suora giovane
 

La suora giovane La suora giovane

La suora giovane

Letteratura italiana

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Torino, inverno livido, un ragioniere di quarant'anni e una novizia di appena venti. Un incontro, il loro, che sarà una timida quanto feroce rivoluzione privata. La suora giovane è il diario di una storia che si consuma prima in attesa del tram 21 e poi seduti su un pianerottolo, mentre lui, Antonio Mathis, "quel niente travestito da uomo ammodo", cambia pelle e scopre d'essere altro e lei, Serena, con mani giunte e "coraggio giovane", chiede amore e conoscenza. O forse d'essere salvata.



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La suora giovane 2019-06-27 14:18:24 Antonella76
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Antonella76 Opinione inserita da Antonella76    27 Giugno, 2019
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La possibilità di un amore impossibile



Limpido, pulito, morbido...questo libro è stato esattamente così, sotto tutti i punti di vista, della storia e della scrittura.
Arpino è pacato nello scegliere le parole, niente slanci o voli pindarici, esattamente come il suo protagonista, Antonio, un uomo medio, direi proprio mediocre, uno di quelli che si lascia vivere, che non chiede, non pretende, non si fa domande.
Uno che non morde la vita.
E che non ha mai "osato" nulla.
Impiegato quarantenne, impegnato in una relazione scialba, incolore, priva di amore e di qualunque interesse, ma che procede placida, sospinta dall'inerzia che governa ogni sua giornata.
(Spesso, durante la lettura, ho avuto l'impressione di essere con un altro "Antonio", quello nato dalla penna di Buzzati in "Un amore"...).

La scrittura è chiara, pulita, proprio come il sentimento che lega Antonio a Serena, la giovane suora appena ventenne che non vuole prendere i voti, e che dopo un lungo gioco di sguardi e di attese alla fermata del tram, gli chiede affetto, tempo e parole.
Parole pronunciate piano su un pianerottolo buio, di notte, attraverso un uscio semiaperto...
La possibilità di un amore che germoglia proprio nella sua impossibilità.
Un amore sussurrato che giorno dopo giorno invade ogni pensiero.
Per la prima volta nella sua vita Antonio "vuole" qualcosa, e per la prima volta si troverà nella condizione di dover agire, prendere una posizione, decidere.

L'atmosfera del libro è soffusa, morbida, anche durante i tormenti di Antonio...
Ogni pagina è caratterizzata da una luce livida, crepuscolare...in una Torino degli anni '50 fredda e scura.
Un racconto tenero, ma intenso e trascinante, pieno di poesia.
Arpino, grande scoperta per me (tardiva, lo so).

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La suora giovane 2018-06-15 15:41:34 Laura V.
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Laura V. Opinione inserita da Laura V.    15 Giugno, 2018
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Incontri inaspettati

Una Torino grigia e immalinconita dall’inverno fa da sfondo alla vicenda narrata in questo breve romanzo di Giovanni Arpino. Un impiegato quarantenne e una novizia di vent’anni s’incontrano ogni sera, da tempo, alla fermata del tram; i due si cercano pur in assenza di parole e quando la scena degli incontri si sposta dalla strada al pianerottolo al quarto piano di un condominio – e lì sì che le parole diventeranno tante – finiscono per emergere del tutto due solitudini inquiete che si chiedono aiuto a vicenda al fine di salvare le rispettive esistenze destinate altrimenti a concludersi molto diversamente.
Pubblicato sul finire degli anni Cinquanta, “La suora giovane” è un testo, scritto pressoché sotto forma di diario, che fotografa piccoli scenari di quel decennio divisi tra città e provincia. Molto ben caratterizzato il protagonista maschile, Antonio, “quel niente travestito da uomo ammodo” che si porta dietro un eterno senso di infelicità e indecisione che gli corrode l’anima, mentre lei, Serena, la novizia prossima ai voti, colpisce fin da subito per la lucida iniziativa che, inseguendo semplici sogni di ragazza, condurrà a un finale inaspettato. Particolarmente suggestivi gli scenari di Piazza Vittorio Veneto, della Gran Madre e del Po, sapientemente ritratti tra queste pagine nelle loro atmosfere notturne.
Davvero una bella scoperta Giovanni Arpino, prolifico e poliedrico autore del Novecento e vincitore del Premio Strega nel ’64. Indubbiamente da approfondire.

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