Paolina Paolina

Paolina

Letteratura italiana

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Quando Paolina scopre di essere incinta non ha niente e nessuno, solo tanti pensieri da mettere in fila, un giorno per decidere, e tre rose rosse ricevute in dono da una zingara. Investita di un compito più grande di lei, s'incammina per le strade di Roma invisibile al mondo, alla ricerca dei tre ragazzi con cui ha avuto una breve storia d'amore. Il primo è un punk che suona in un centro sociale, il secondo è un borghese che tira di scherma, il terzo è un amico pieno di problemi. Quando li trova, è ogni volta un incontro difficile, vibrante, deludente. Nessuno di loro vuole essere il padre di suo figlio: sono infelici, fragili, confusi, ma sono soprattutto così rassegnati da sentirsi già la vita alle spalle. Paolina si trascina per la città ancora più sola, in una giornata che sembra dilatarsi all'infinito, e che diventa ai suoi occhi attenti un immenso teatro in cui da sempre si ripete identica la stessa scena. Sarebbe bello sparire, pensa, o forse, nonostante tutto, incrociare uno sguardo «che la mantenga nel mondo», che le dica che in quel caos anche il suo esserci ha un senso. E così arriva la sera, il buio, la paura, e Paolina non può far altro che chiudere gli occhi, per difendersi dal mondo e rifugiarsi altrove, in un ricordo leggero che la porti via di lì. Ma all'alba, nella macchina parcheggiata in cui ha trascorso la notte, il cellulare suona. Ed è una telefonata assurda e miracolosa. Una voce sconosciuta che sa come proteggerla perché da sempre conosce la sua solitudine. E soprattutto quel vuoto incolmabile che la rende diversa eppure speciale, perché, le rivela, nel suo niente c'è coraggio, c'è il mondo intero, e tutta se stessa. Ancora una volta, con parole cariche di poesia, Lodoli cuce in una storia il finito e l'infinito, la fragilità e l'assoluto, il tempo e l'eternità. Paolina ha quindici anni e la sensazione di averne diecimila. Di essere inutile eppure in qualche modo necessaria, come una montagna che fa da contrappeso al mondo impedendogli di precipitare. Con l'immensa fatica degli ultimi, di chi ha solo il posto che gli è stato assegnato e nient'altro, Paolina percorre la sua strada con la forza e la purezza di una creatura celestiale chiamata a un compito supremo: andare più lontano e non essere mai infelice, neanche nell'infelicità. «Forse tutti quanti insieme portano l'umanità da qualche parte, non sanno dove ma spingono la vita verso il futuro del mondo. E allora ognuno ha un senso, anche chi va in direzione opposta».

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Paolina 2019-02-11 14:47:05 Antonella76
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Antonella76 Opinione inserita da Antonella76    11 Febbraio, 2019
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Paolina guarda il mondo, appoggiata al muro...



Io, Paolina, vorrei abbracciarla, portarla a casa mia, darle da mangiare (magari le meringhe con la panna e cioccolato), farla sentire amata e dirle "tranquilla, non sei sola, adesso ci penso io a te".
Perché a 15 anni ci dovrebbe essere sempre qualcuno che si occupi di te, che ti ami incondizionatamente.
Invece Paolina, di anni, se ne sente diecimila...come una montagna.
Si sente inutile, inconsistente, indegna di chiedere, di volere, di desiderare.
"Il cavolo sotto cui è nata è subito marcito"...e a lei non resta altro che "guardare il mondo, appoggiata al muro".

Ha una madre portinaia troppo occupata a leccarsi le ferite e a rimpiangere la vita che non ha avuto, per potersi occupare anche di lei...
Ha un padre "non pervenuto", che lei aspetta per anni all'uscita di scuola e di cui cerca sempre di immaginarne il viso guardandosi allo specchio.

Paolina è incinta e sola, ha un solo giorno per decidere della sua vita, tre rose rosse (tante quanti i ragazzi con cui ha fatto l'amore) e un telefonino che non le appartiene.
Ma sopratutto possiede la forza degli ultimi, quella che le permette di essere felice anche nell'infelicità, di sentirsi necessaria nella sua inutilità.
Le sue tre rose perderanno i loro petali, appassiranno nell'arco di 24 ore proprio come i suoi fragili amori, ma la sua innocenza rimarrà intatta e proprio all'alba, in una Roma che si accinge a svegliarsi, Paolina capirà che può ricominciare solo da se stessa.

Un piccolo libro denso di significato, da centellinare e assaporare in tutta la sua bellezza e profondità.




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