Narrativa italiana Romanzi Un giorno di gioia
 

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Un giorno di gioia

Letteratura italiana

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Jean e Tilda sono madre e figlio. Jean, il narratore, vuole raccontare la sua storia e quella della madre, che dopo la morte del padre è divenuta ladra e rapinatrice – in una eccentrica, sensuale famiglia, segnata da conflitti economici, follie e scontri passionali. Madre e figlio fuggono a una velocità emotiva che stritola realtà e finzione: i loro sogni confondono la realtà; i loro gesti tradiscono l’immaginazione. Jean non vive una vita semplice ma accetta la femminilità sfrenata e folle di Tilda. Tilda è madre, femmina e criminale: una criminale romantica, bellissima, che ama e si dispera in mezzo ai gioielli, dentro un castello con una tigre che si chiama Asia e un tesoro che si chiama Jean.



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Un giorno di gioia 2015-11-05 05:27:39 Natalizia Dagostino
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Natalizia Dagostino Opinione inserita da Natalizia Dagostino    05 Novembre, 2015
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Equilibri fra castello e confine

Storia di genitori fragili, di donne irrisolte, di relazioni contaminate, di figli turbati.

L’inconsistenza pericolosa del possesso. Scrittura sicura di crimine e di sesso, scrittura chiara di un’estetica violenta e dolente.

Aurelio Picca convince. Inaugura la speranza, attraverso il ricordo e il dolore di raccontarsi e di fidarsi.

“Mentre cresceva l’idea di scrivere questa storia, ho capito che castello e confine coincidevano, trasformandosi in una sorta di mia intima patria. Nel raccontare ho chiarito che sul confine è ubicato non solo il castello, bensì il mondo intero. Il mondo che ha perduto culture e pietà, talento e rivolta. E proprio perché la storia sta cancellando i suoi vecchi confini tutti noi siamo aggrappati a un ciglio di rupe che si affaccia sul precipizio. Accade, più spesso di quanto ce ne rendiamo conto, che le esperienze personali coincidano con molti destini – addirittura con il destino del mondo. Ormai sono convinto che il castello-confine sia stare appesi sul vuoto, camminare su una corda tesa sopra la voragine.” p.177

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