22/11/'63 22/11/'63 Hot

22/11/'63

Letteratura straniera

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Jake Epping ha trentacinque anni, è professore di inglese al liceo di Lisbon Falls, nel Maine, e arrotonda lo stipendio insegnando anche alla scuola serale. Vive solo, ma ha parecchi amici sui quali contare, e il migliore è Al, che gestisce la tavola calda. E proprio lui a rivelare a Jake il segreto che cambierà il suo destino: il negozio in realtà è un passaggio spaziotemporale che conduce al 1958. Al coinvolge Jake in una missione folle - e follemente possibile: impedire l'assassinio di Kennedy. Comincia così la nuova esistenza di Jake nel mondo di Elvis, James Dean e JFK, delle automobili interminabili e del twist, dove convivono un'anima inquieta di nome Lee Harvey Oswald e la bella bibliotecaria Sadie Dunhill. Che diventa per Jake l'amore della vita. Una vita che sovverte tutte le regole del tempo conosciute. E forse anche quelle della Storia.

Recensione della Redazione QLibri

 
22/11/'63 2012-04-10 16:22:47 pirata miope
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pirata miope Opinione inserita da pirata miope    10 Aprile, 2012
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AL DI LA' DEL BENE E DEL MALE

Difficile non considerare l’ultimo corposo romanzo di King una sorta di testamento spirituale. L’incipit, se la si legge con attenzione, è una dichiarazione di poetica: a mettere in moto l’azione è la lettura da parte del protagonista, Jake, insegnante di liceo, del racconto autobiografico in un tema di un massacro compiuto da un padre violento. C’è chi scrive “sulla difensiva”, riflette Jake, e sono i più; c’è invece chi riesca a scrivere “in attacco”. Lo scrittore autentico è dunque colui che aggredisce e mette in discussione le certezze del lettore e lo spinge a concentrare lo sguardo sulla realtà fino a scoprirne il buco” nascosto, quello che consente di penetrare in una dimensione altra, quella dove lui stesso convive con l’orrore e la follia. Avviene in tutte le opere di King, ma in “22/11/’63” l’esplorazione del caos è ancora più radicale: non si tratta più delle fogne di una città o dei fantasmi sepolti nell’albergo sulla montagna, bensì si chiede all’eroe protagonista di sconfiggere il tempo e la Storia, tornando attraverso una scala magica nel 1958 e impedire l’assassinio di Kennedy. Il clown malefico di “It” ha lasciato una sua impronta su Derry e Derry è la prima tappa del docente proveniente dal futuro: lì non vi sono che presagi, il segno che il male ha inquinato irrimediabilmente la città dell’uomo. Tuttavia il nemico vero di Jake è senza volto e non ha bandiere : è il passato che non ha altro scopo se non la preservazione di sé al di là del bene e del male. La lotta contro un’entità astratta, il cosiddetto caso, non è ad armi pari: l’uomo è mosso dalla volontà utopica di raddrizzare i torti perpetrati dalla Storia, può vincere o perdere, il destino vince solamente perché non ha direzioni precise da rispettare. L’ansia comunicata al lettore dall’eroe benefattore dell’umanità protagonista del romanzo non deriva tanto dalla curiosità di sapere come “andrà a finire”, ma dal dubbio sul senso della missione. È sufficiente l’anelito al bene per modificare la sorte dei popoli e degli individui? Forse si, forse no, tuttavia ciascuno di noi può scegliere se abitare a Derry, la città di It, o condividere con i “buoni” incontrati per strada l’idillio di un “anti-Derry”, un minuscolo villaggio sperduto, dove adolescenti ed adulti ballano la sera della festa.

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A chi è interresato alla seguenti tematiche: i confini dei generi letterari nella letteratura contemporanea-la lotta dell'eroe contro il destino: dall'epica classica alla paraletteratura contemporanea
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22/11/'63 2018-06-12 07:49:47 Simona P.
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Simona P. Opinione inserita da Simona P.    12 Giugno, 2018
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Viaggio nel tempo

La trama è particolare, la storia avvincente e intensa, l’autore attraverso il suo stile inconfondibile, affronta un argomento, spesso preso in esame nel romanzo di fantascienza e molto amato dal cinema e dalla letteratura, cioè il viaggio nel tempo, attraverso, in questo caso, un varco situato dietro la dispensa di una comune tavola calda.
Il tema del ritorno nel passato oltre ad attirare per la sua spettacolarità, presenta anche un risvolto più profondo, filosofico e riflessivo; si può cambiare il passato in modo positivo, per poi magari avere un futuro migliore? Modificare alcuni grandi eventi della storia avrebbe potuto ridimensionare le sorti dell’umanità? Alcune catastrofi potevano essere evitate? Allora utilizzare un passaggio temporale per migliorare le sorti del mondo, è possibile? Dobbiamo anche pensare e tenere presente che intervenire nel passato potrebbe modificare il futuro in modo inatteso, non sappiamo come; in un tutto panteista, in un equilibrio cosmico, un battito d’ali di una farfalla può provocare un uragano dalla parte opposta del mondo.
La fantasia del maestro dei thriller-horror è inesauribile, il Re non delude mai; componimento narrativo molto ampio, il romanzo presenta una trama lunga ma che tiene bene; grazie al suo linguaggio accattivante e avvolgente, non ci sono momenti di noia, né pause riflessive stancanti, tutto è nella mente del protagonista. Jake Epping, professore separato, abbastanza metodico, onesto, caratterizzato da esistenza tranquilla e ritmata, forse annoiato e in cerca, senza saperlo, di una cambiamento, è amico di Al e frequentatore della sua tavola calda che offre agli avventori prezzi estremamente convenienti, garantendo cibi di qualità, i clienti nutrono sospetti sull’origine della carne utilizzata da Al per i suoi famosi piatti.
Un giorno Jake riceve una strana telefonata al lavoro, è Al che insiste per vederlo subito, deve parlargli, il professore rimane perplesso ma accetta di vedere l’amico; si reca all’appuntamento dove troverà una inquietante sorpresa. Incredulo ed estremamente confuso, incerto se proseguire nella irreale proposta di Al, Jake accetterà la sfida: un viaggio nel tempo, per la precisione nel 1958, una nuova identità, George Amberson.
Un romanzo che inizia con un tema scolastico in cui viene descritta una storia violenta, atroce e reale, un omicidio plurimo dei più efferati; una storia che prosegue negli anni cinquanta con i tabù sulla sessualità, la tv in bianco e nero, il fumo di sigaretta ovunque; una trama che porta nel Maine, in una citta-fantasma, Derry, fin dall’inizio descritta come ostile, dove sono successe cose terrificanti e sembra che ci siano occhi che spiano ovunque. Il riferimento a IT qui è immediato. Inoltre c’è la famosa data, quel 22 Novembre 1963.
Uno stile scorrevole e raffinato, spesso con sfumature di sottile ironia, che rimane costante anche nelle circostanze più inquietanti e un linguaggio duttile che si adatta a tutte le situazioni, dal monologo interiore alla descrizione, dall’avventura al brivido, caratterizzano questa lunga storia di Stephen King che ancora una volta lascia col fiato sospeso e stupisce i suoi lettori; la suspense non manca come le sorprese, il dubbio, la tensione, la paura, il brivido. Da leggere!

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22/11/'63 2018-05-05 12:28:32 Chiara77
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Chiara77 Opinione inserita da Chiara77    05 Mag, 2018
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Le stringhe del tempo

Mentre scrivo questa recensione sono ancora avvolta dall'atmosfera particolare del romanzo “22/11/'63”. Il celebre romanzo di Stephen King del 2011 infatti narra di viaggi nel tempo: sicuramente un argomento affascinante e non nuovo in letteratura e nel cinema, reso in questo caso avvincente e credibile dal “re” dell'horror.

Jake Epping, professore di lettere nel liceo di una cittadina del Maine, Lisbon Falls, è il protagonista della narrazione; un personaggio che attira simpatia e consenso: un buono al 100%, un po' riservato ma in fondo molto coraggioso ed intraprendente. Il nostro Jake, incredibilmente, trova un varco temporale, una “buca del coniglio” o una bollicina del tempo che lo può catapultare direttamente nella Lisbon Falls del 9 settembre 1958. Un salto indietro che lo proietta in un mondo che non conosce internet e smartphone, dove tutti fumano indisturbati ed incuranti degli eventuali danni alla salute, fra sapori genuini e dimenticati. Non è un mondo perfetto però, ovviamente, anche nel “Mondo di Allora” troviamo odio, rancore, cattiveria, indifferenza, razzismo, pazzia... Jake ritiene di poter cambiare alcuni episodi negativi della storia, da fatti privati di cui egli è a conoscenza ad eventi di portata mondiale, come l'omicidio del presidente Kennedy, assassinato a Dallas il 22 novembre 1963. Si adopererà per riuscirci in tutti i modi possibili, ma non sarà un'impresa facile, perché il passato non vuole essere cambiato. C'è inoltre una parte romantica che racconta la storia d'amore fra il buon professore e la bella ed altissima Sadie, che, secondo me, rende ancora più piacevole la lettura. Si tratta di un romanzo appassionante: riuscirà Jake a compiere la sua missione? Cosa scoprirà alla fine?

Il romanzo è scritto in prima persona dall'io narrante del protagonista, il linguaggio è scorrevole e colloquiale e non mancano spunti di ironia, nonostante gli argomenti affrontati siano piuttosto cupi. L'opera è molto calata nella storia e nella realtà statunitensi ed io personalmente ho avvertito un po' la distanza da questo tipo di ambientazione.

In conclusione quindi, un ottimo romanzo, scritto per i lettori più che per i critici letterari, si legge volentieri e velocemente, nonostante la mole e lascia addosso un pizzico di magia.

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22/11/'63 2015-08-16 13:27:36 Francj88
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Francj88 Opinione inserita da Francj88    16 Agosto, 2015
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Un lindy hop sulle note del tempo

Jake Epping è un tranquillo professore di Lisbon Falls, Maine, e il suo posto preferito per fare quattro chiacchiere è la tavola calda di Al. Al però non è un uomo comune, egli cela un segreto: la dispensa del suo locale nasconde un passaggio temporale che conduce al 1958. Per Jake questa è, ovviamente, una rivelazione sconvolgente, eppure l'incredulità non gli impedisce di farsi coinvolgere nella missione che ossessiona il suo amico da tempo: fermare Lee Harvey Oswald dall’uccidere Kennedy nel lontano 22 novembre 1963. Due minuti della sua vita (perché non importa quanto a lungo si resti nel passato, al ritorno nel presente saranno passati solo 2 minuti) potrebbero portare grandi cambiamenti nella storia: salvare Kennedy potrebbe voler dire salvare anche suo fratello Bob, Martin Luther King, bloccare le rivolte razziali...forse servirebbe ad evitare anche la guerra in Vietnam! Comincia così la nuova esistenza di Jake nei panni di George Amberson (identità fittizia che sceglie quando viaggia nel passato) nell’America degli anni ’50 e dei primi anni ’60, nel mondo di Elvis Presley, James Dean e JFK, delle automobili, del boom economico, del twist e del fumo di sigaretta, un mondo forse più chiuso, razzista e bacchettone ma per certi versi più genuino e più a dimensione d’uomo. In questo mondo vedremo Jake incrociare le proprie vicende personali a quelle della “storia”, nel tentativo di sovvertire le regole del tempo.

22/11/63 è un romanzo dal taglio sicuramente diverso rispetto a quello degli horror a cui lo scrittore ci ha sempre abituati. Questa volta Stephen King riprende una tematica come quella del viaggio nel tempo e dei mondi paralleli, che aveva affrontato soprattutto nella serie de La torre nera, legandola stavolta a vicende storiche, e lo fa in modo superbo a mio parere. Da ogni pagina traspare il grande lavoro di ricerca e documentazione che ha guidato la scrittura di questo romanzo. Il background socio-culturale è descritto in modo così particolareggiato che sembra davvero di poter viaggiare nel tempo e calarsi nella vita quotidiana, negli usi e nei costumi di un tempo ormai lontano. I personaggi sono più che verosimili, sono veritieri. Non importa quali siano di fantasia e quali realmente esistiti, in questa sorta di “fantastoria” creata da King si percepiscono come reali gli appartenenti ad entrambe le categorie. In particolare il protagonista Jake/George, un uomo che si trova a indossare i panni dell’eroe, spicca soprattutto per la sua umanità e familiarità, per il fatto di essere sostanzialmente debole, non immune al timore e agli errori, la cui forza d’animo però lo spinge a lottare con tutte le sue forze per ciò in cui crede. E bellissima è la storia d’amore tra il nostro protagonista e Sadie, una ragazza che incontrerà nel passato. Infatti sebbene le implicazioni del viaggiare nel tempo e la teoria dell’effetto farfalla (secondo cui ad ogni piccola variazione nelle condizioni iniziali di un sistema, in questo caso il sistema-evento “morte di Kennedy”, seguono grandi variazioni nel comportamento a lungo termine del suddetto sistema) rappresentano una scelta narrativa interessantissima, sostanzialmente King ha scritto una storia d'amore, una di quelle che ti levano il fiato e ti fanno commuovere fino alle lacrime.
Questo romanzo è fantasioso, intrigante ma allo stesso tempo concreto. Nonostante la mole imponente il libro scorre benissimo, anzi per me terminarne la lettura è stato traumatico. Dopo aver chiuso il libro, anzi dopo aver riletto le ultime pagine almeno 3-4 volte prima di chiudere il libro, è stato difficile riuscire a lasciare i personaggi al loro destino e ritornare al “mio” presente. Sì, perché anche io ho viaggiato nel tempo insieme a Jake e ho amato, lottato, sofferto e sperato insieme a lui. Non voglio illudervi, questo libro non vi dà la soluzione dell’enigma che accompagna la morte di Kennedy però vi farà molto riflettere sul senso del tempo, del destino e di quanto possa essere importante anche quella che sembra essere la più insignificante delle azioni. Essa invece, nell’architettura generale del flusso degli eventi, riveste un grande valore. Una presa di coscienza che può spaventare ma allo stesso tempo rendere consapevoli. Insomma, consiglio assolutamente la lettura di questo romanzo!

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22/11/'63 2015-04-13 05:30:18 Rebel Luck
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    13 Aprile, 2015
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Ucronìa andata e ritorno.

L'inizio è zoppicante, come se King avesse in mente la sua storia ma non sapesse come farci arrivare lì i suoi personaggi...
Quindi prende la sua idea ed un poco tirandola per i capelli ed un poco prendendola a calci nel culo, fa arrivare la storia dove voleva.
Il risultato sono, appunto, una settantina di pagine piene di cadute di stile ed inconpresibili sciocchezze.
Una specie di ragionamento su un gioco impossibile in cui siamo caduti tutti: "se potessi tornare indietro...".

La svolta però arriva, intorno alla centesima pagina, l'autore incrocia questa storia con una delle sue opere principe "IT" facendo sbattere il protagonista contro gli omicidi commessi dal "Clown", ricordandomi come è stato uccoso il povero George Denbrough, ributtandoci in quella realtà assurda dove gli adulti sembravano far finta di non vedere, di non sapere... Il pelo si rizza ed il re ell'horror sembra tornare.

Quando si arriva intorno alla duecentesima pagina la giostra dello zio Stephen è già a pieno regime, e quando gira così ad alti livelli, il numero delle pagine non conta più, la quantità di parole diventa solo un pregio, ed è impossibile staccarsi dalla sua presa.
King è tornato e ci ha presi un'altra volta per il collo.
Il romanzo diventa godibilissimo e noi ci immergiamo nella sua storia fondendoci in essa.
Ottimo.
King è tornato grande e più ci si addentra nella storia più la giostra si trasforma in una centrifuga, una centrifuga che con forza ci incolla il cervello alla sua rete.
In questa storia c'è tutto per intrappolarci nelle sue trame: storia, ansia, imprevedibilità, suspance ed anche amore.
Senza fare spoiler, dico che il finale è agrodolce, quando sei all'ultima riga una lacrima, una sola, si fa strada e non è possibile trattenerla.
Avrei preferito un finale diverso, positivo al 100%, ma non si può certo dire che questo sia brutto o sbagliato. Per una volta King non ha avuto cadute di stile nelle ultime pagine...

"Due punti a favore della Terra di Allora: meno scartoffie da riempire, molta più fiducia nel prossimo."

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King.
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22/11/'63 2015-03-12 10:01:41 cosimociraci
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cosimociraci Opinione inserita da cosimociraci    12 Marzo, 2015
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Terminator, rosa o fantascienza?

Un uomo proveniente dal futuro, torna indietro nel tempo nel tentativo di salvare la vita ad un uomo da cui dipende un futuro migliore.
Adesso se l'uomo che torna indietro nel passato si chiama Kyle Reese e l'uomo da salvare si chiama John Connor allora abbiamo la trama di Terminator, se invece l'uomo che viene dal futuro si chiama Jake Epping e l'uomo da salvare è Kennedy abbiamo la trama di questo libro.
La premessa sta ad indicare che a mio modesto parere l'idea di base del libro è vecchia di 27 anni infatti è datata 1984 l'anno di uscita del film. Naturalmente lo stile narrativo di King è sempre buono e piacevole da leggere ma non capisco il genere. Dovrebbe essere un romanzo di fantascienza ma c'è tanto del romanzo rosa, soprattutto nella parte centrale che perde paracchio il ritmo rispetto all'inizio e che personalmente avrei sfoltito perché non è fondamentale per gli eventi del romanzo. C'è un pizzico di romanzo storico con la ricostruzione delle vicende che hanno portato all'uccisione di JFK. Riprende il ritmo, ed il piacere di leggerlo nella parte finale. In generale non mi ha entusiasmato molto forse perché mi aspettavo un thriller fantascientifico che mi prendesse dall'inizio alla fine.

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22/11/'63 2015-01-04 08:46:57 Stefano74
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Stefano74 Opinione inserita da Stefano74    04 Gennaio, 2015
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Il miglior viaggio temporale

Tra le opere del maestro Stephen questa è quella che a mio parere rappresenta la maturità per eleganza e stile descrittivo. Non è il classico viaggio spazio-temporale ma un intricato intreccio di generi e piani in cui l'autore ci catapulta rendendo il lettore tutt'uno con gli avvenimenti.
Un thriller, uno spy-story, un dramma in continua evoluzione che fa anche riflettere su quelli che potrebbero essere gli effetti di una modifica del passato nel nostro futuro.
Ed infine una storia d'amore che lega il protagonista non solo nel passato ma ...
Un vero e proprio masterpiece!

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22/11/'63 2014-09-16 07:59:44 ferrucciodemagistris
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ferrucciodemagistris Opinione inserita da ferrucciodemagistris    16 Settembre, 2014
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22/11/'63

Un'intrigante e affascinante ucronìa; una descrizione e narrazione fantasiosa, ma ben dettagliata con dovizia di particolari e accadimenti storici, che trascina in quell'astrazione mentale del viaggio spazio-tempo e, inoltre, le infinite possibilità di poter rivoluzionare gli eventi, in maniera anche catastrofica, ogniqualvolta, almeno teoricamente, si interferisca con la continua linearità del tempo come noi lo percepiamo. Un eccellente romanzo che ha la capacità di farsi "divorare" e di farci riflettere su fenomeni aldilà della nostra comprensione ma non per questo sicuramente impossibili.

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22/11/'63 2014-07-21 09:04:26 Marini
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Marini Opinione inserita da Marini    21 Luglio, 2014
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UN PO' UCRONIA, UN PO' FANTASCIENZA, UN PO' ROSA

Un tizio trova "una buca del coniglio" che dal 2011 ti porta nel '58, e l'idea è quella di evitare l'uccisione di JFK. Ma il passato sembra che non ami essere modificato. Di lì le vicende. Lo prendi per essere ucronia, ci trovi fantascienza, scopri una storia d'amore. Con 200 pagine in meno, tolte alla storia tra George/Jake e Sadie, sarebbe stato perfetto, perché le prime 300 e le ultime 150 si leggono in un soffio. Scrittura estremamente moderna che rende il meglio sull'action (qualcosa di inquietante horror non manca mai nei romanzi di King, e come la mette lui pochi altri) e diventa farraginosa e un po' banale sul rosa (ma gli americani apprezzano così). Finale bello, non scontato, dove anche la parte rosa si rivaluta con più stile. Bella l'ucronia, e su questa non guastava qualche pagina in più. Insomma, nel complesso intrigante, coinvolgente in testa e coda, comunque consigliato.

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22/11/'63 2014-06-17 15:00:33 Jack_84@yahoo.it
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Jack_84@yahoo.it Opinione inserita da Jack_84@yahoo.it    17 Giugno, 2014
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Forse il romanzo più bello della mia vita

Esordisco la mia recensione con una semplice parola: magnifico!!! Non definirei neanche questo un romanzo, ma più che altro una "poesia in prosa", sia per quanto riguarda lo stile narrativo ma anche e soprattutto per la piacevolezza e la profondità della trama. Quest'opera letteraria di King si discosta radicalmente dai suoi "classici", intrisi di horror e scene raccapriccianti, ma narra una storia che altro non è che una storia di amore che attraversa e sopravvive al tempo! I vari viaggi nel tempo del protagonista, Jack Epping alias George Amberson, descrivono una società americana ormai sepolta, dove i sani principi e la fiducia nel prossimo erano ben radicati. Mentre accompagniamo il protagonista nel corso della suo viaggio nel tempo ci sembra quasi di sentire quegli odori, di vedere quelle scene e quei paesaggi di un'epoca passata e il Re è molto bravo a suscitare nel lettore quel senso di nostalgia anche in chi - come me - quegli anni non li ha vissuti. Va da sé, pertanto, che lo stile di scrittura vira volutamente su un registro melodrammatico, i personaggi sono perfettamente caratterizzati ed inevitabilmente si prova empatia con il protagonista per ogni persona o avvenimento che dovrà gestire nel corso della narrazione. Non indugio sulla trama, ma quello che posso dire è leggetelo! Il romanzo mi è piaciuto così tanto che ho provato quasi tristezza quando l'ho terminato ed ora, che mi sono accinto a leggere un nuovo romanzo, mi sono reso conto che forse non posso aspettarmi così tanto da altri romanzi "di evasione". Mi riservo pertanto un po' di tempo lontano dalla lettura....

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A chi vuole scoprire un Stephen King più maturo e sentimentale; a chi ha letto "Joyland" dello stesso autore
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22/11/'63 2014-04-22 09:40:13 Mephixto
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Mephixto Opinione inserita da Mephixto    22 Aprile, 2014
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La teoria delle stringhe, secondo King

Un romanzo diverso per quello che conosco di Stephen King, rispetto al poco che consoco (non sono un suo fans sfegatato quindi potrei anche sbagliarmi)mi aspettavo ben altro. Mi ha tratto in inganno inizialmente, forse perche mi aspettavo un evolversi differente, ma poi la delusione si è piano piano dissipata. Mi sono ritrovato con una nuova luce negli occhi. Sono entrato in sintonia con la storia, lasciandomi trasportare e finalmente ne ho goduto i pregi.
Certamente non è stato privo di bruschi stop, in alcuni tratti mi ha annoiato, e devo dire che il brodo a mio avviso è stato allungato non poco. Ma tutto sommato, con il senno di poi devo ammettere che questo dilungarsi mi ha permesso di entrare maggiormente in empatia con il protagonista, e alla fine è anche riuscito a commuovermi.
King prende in prestito molti argomenti che rientrano nella cerchia della fisica( teoria delle stringhe, viaggi nel tempo, ecc..ecc.), dando corpo così a un orrore diverso , piu scentifico che non teatrale o esoterico: alterare il passato, la dove fosse possibile cosa comporterebbe ? e se fosse possibile, io lo farei ? nel romanzo si fa la domanda, si da la risposta e sviluppa in prosa simpatiche teorie e soluzioni.
Un romanzo che tutto sommato mi ha lasciato un buon ricordo e la gioia di averlo letto; ma non so perche, provo ancora quella sensazione di incompiuto, a pensarci. Come se qualcosa mi fosse sfuggita. Il finale tutto sommato mi è piaciuto e devo dire che mi ha permesso di apprezzare maggiormente il protagonista e il testo.
Lo stile è pulito, semplice e sempre azzeccato, la lettura corre veloce anche nei passaggi piu noiosi, che per fortuna il re riesce a farci digerire con sapienza , astuzia e tanta maestria.Mi ha lasciato con un dubbio però, se potessimo cambiare il passato, siamo sicuri che non saremmo noi ad essere cambiati dal passato stesso ?

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