Bastardi in salsa rossa Bastardi in salsa rossa

Bastardi in salsa rossa

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Alle soglie di una carriera trentennale, Hap e Leonard sembrano ormai aver rinunciato a cambiare il mondo. Il primo si è appena ripreso da una brutta ferita da coltello; il secondo sembra più interessato a esplorare l'universo degli incontri online che a gettarsi a capofitto in una nuova indagine. Ma quando Louise Elton, bellicosa donna di colore, chiede loro di fare chiarezza sull'omicidio del figlio, capiscono che è arrivato il momento di rientrare nella mischia. Studente brillante destinato a un futuro diverso, Jamar aveva cominciato a investigare sul poliziotto che insidiava la sorella minore, per poi restare coinvolto in una vicenda di sbirri corrotti e combattimenti tra cani, a un passo da una verità che minaccia di lacerare la cittadina texana dove si è consumato il delitto. Tra dialoghi al vetriolo e inesorabili colpi di scena, Lansdale tratteggia in queste pagine l'ennesimo scorcio dell'America profonda, quella dove la violenza è una moneta di scambio pericolosamente diffusa.

Recensione della Redazione QLibri

 
Bastardi in salsa rossa 2017-12-09 12:42:15 Valerio91
Voto medio 
 
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Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    09 Dicembre, 2017
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Non il miglior Lansdale

Partiamo dal presupposto che adoro Joe R. Lansdale e che finora, non ho trovato davvero deludente nessuno dei suoi libri. “Bastardi in salsa rossa” non è da meno, anche se credo che tra quelli che ho letto non sia tra i meglio riusciti.
Quella di Hap e Leonard credo che sia una delle coppie meglio riuscite del panorama poliziesco, sicuramente unica nel suo genere e spassosa oltre ogni dire.
Dunque, se amate già questi due detective, non esitate a leggere la nuova storia di cui sono protagonisti, anche se non è brillante come le avventure passate. Se vi state accostando a Lansdale per la prima volta vi consiglierei di cominciare con altro, come “Paradise Sky” o una delle prime avventure di Hap e Leonard.

Ormai dipendenti della compagna di Hap e della sua agenzia investigativa, i due protagonisti si ritroveranno a indagare su un caso che in quanto a guadagno è ben poca cosa, ma in quanto a guai... beh, saranno tanti come al solito. Una donna di colore si presenterà in ufficio, raccontando loro di come sua figlia sia stata trattenuta ingiustamente e molestata da una banda di poliziotti corrotti di un quartiere malfamato: Camp Rapture. Il fratello di lei, deciso a vendicarsi, comincia a piantare grane a quei poliziotti, che non esiteranno un istante ad ammazzarlo di botte per il disturbo. La donna chiede ai due di indagare, e si renderanno presto conto di quanta lordura nasconde quella storia, di quanto il crimine sia penetrato a fondo anche nella polizia.
Si troveranno di fronte avversari senza scrupoli, pronti ad ammazzare chiunque possa rappresentare per loro un problema, ma anche personaggi divertenti e tipici dell’opera di Lansdale.
Anche se con qualche cedimento e qualche forzatura, “Bastardi in salsa rossa” è una storia piacevole, ma senza troppe pretese. Varie cose vengono lasciate in sospeso e il finale è probabilmente un po’ affrettato, di qui il mio voto basso per quanto riguarda il contenuto. Vale la pena leggerlo anche solo per godere della simpatia dei due protagonisti, ma per quanto riguarda la trama è chiaro che non ci troviamo di fronte al miglior Lansdale, Il suo stile e la piacevolezza dei suoi libri rimangono a un buon livello, ma non al massimo.
Ripeto, se dovete iniziare a leggere Lansdale, partite da altro; se già lo apprezzate e non sapete che libro scegliere, tenetelo in considerazione.

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Bastardi in salsa rossa 2018-06-24 23:54:06 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    25 Giugno, 2018
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La concentrazione di uno scoiattolo

Ennesima avventura della premiata ditta Hap e Leonard (“L’agenzia di investigazioni Brett Sawyer, dove lavoravo con la mia ragazza, Brett, e col mio migliore amico, Leonard”), qui ingaggiati da Louise Elton, una donna di colore che chiede giustizia per la morte del figlio Jamar, forse ucciso per difendere la sorella Charm.

Teatro della vicenda sono “le case popolari di Camp Rapture”, East Texas, un contesto squallido (“Le case popolari sembravano un luogo dove i sogni si suicidavano e la speranza la prendeva nel culo”) ove si aggirano i Bastardi in salsa rossa di Joe R. Lansdale, adolescenti inquieti e reietti come Reba, presto soprannominata “il vampiro di quattrocento anni” (“Conosci una ragazzina nera con la personalità di un mocassino d’acqua?”) dai due investigatori. Una periferia ove la stessa polizia recita un ruolo ambiguo (“Cosa c’era di così importante da spingere dei poliziotti incazzati a punire Charm, prendere la memory card con le foto e ammazzare suo fratello?”), antiistituzionale (“Il dipartimento di polizia di Camp Rapture vi vuole morti entrambi”) e illecito, come le pratiche che si svolgono nella vecchia segheria (“Eri alla segheria per scattare le foto?”).

Per ricostruire la vicenda Hap e Leonard partono da un delatore (“Timpson Weed, detto scopagalline”), un personaggio poco affidabile e grezzo (“Una volta mi ha portato a casa le piattole. Praticamente, per liberartene, ti devi dare fuoco”).

Giudizio finale: ironico (“Avevo la concentrazione di uno scoiattolo”), basico e rudimentale (“Quei pensieri giravano e rigiravano nella mia testa come un topo in un forno caldo”), sanguigno.

Bruno Elpis

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Bastardi in salsa rossa 2018-02-09 12:53:01 Giovannino
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Giovannino Opinione inserita da Giovannino    09 Febbraio, 2018
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Un gradito ritorno.

Pensavo che con Honky Tonk Samurai le avventure dei miei amati Hap e Leonard fossero finite, e invece fortunatamente per noi amanti dei due investigatori ecco che sono tornati in questo nuovo romanzo dal titolo Bastardi in salsa rossa.
Questa volta i due protagonisti si trovano in una piccola cittadina dell’East Texas dove un omicidio a sfondo razziale rischia di far esplodere la comunità. Una anziana signora però si rivolge a loro per chiedere di indagare sulla morte del nipote e per far si che l’altra nipote, sopravvissuta alle angherie della polizia, non rischi ancora la vita. Proprio la polizia prenderà subito il centro del racconto, innanzitutto perchè sono la causa delle molestie subite dalla ragazza e dell’uccisione del fratello, ma anche perchè dopo una breve indagine, i nostri due eroi verrano a sapere che nel commissariato di zona dei poliziotti corrotti non solo organizzano incontri clandestini tra cani, ma anche tra detenuti…
Logicamente non sarà facie portare alla luce queste organizzazioni segrete, sono pure sempre dei poliziotti, ma alla fine la storia grazie anche all’aiuto di una ex poliziotta locale prenderà una svolta molto interessante.
Lo stile è sempre il solito, quello che ormai abbiamo imparato ad amare con Lansdale, e anche i nostri personaggi continuano con il loro fare hard boiled, duri dal cuore tenero (molto divertenti i vari sipari con la bambina terribile che viene soprannominata “il vampiro di 400 anni”). La storia invece, seppur simpatica, mi è sembrata leggeremente meno bella ed accattivante del solito, forse anche meno originale, ma è pur vero che ho molto amato Honky Tonk Samurai, e forse pensavo che potesse essere un vero e giusto finale a tutta la saga.
Detto ciò resta comunque un libro che si legge molto velocemente e con piacere. Se siete degli amanti del genere e della saga non potete certo farvelo sfuggire.

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