Trauma Trauma

Trauma

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La trama e le recensioni di Trauma, romanzo di Patrick McGrath edito da Bompiani. Charlie Weir si guadagna da vivere affrontando i demoni altrui. Nella sua attività di psichiatra a New York ha visto ogni tipo di trauma, eppure non riesce ancora a trovare una soluzione ai propri conflitti familiari: l'accesa rivalità con il fratello Walter, affermato pittore; il gelo nei confronti di un padre senza nerbo; il soffocante rapporto con la madre. Né ha ancora superato, dopo sette anni, l'errore madornale costato la vita alla moglie e alla figlia, che gli ha lasciato nient'altro che una solitudine consumante e una rabbia inquieta. Quando Walt presenta Nora Chiara al fratello, questi si sente attratto tanto dalla sua bellezza mozzafiato quanto dalla sua aria sofferta. Si innamorano velocemente, avidamente, ma l'idillio ha vita breve. La vulnerabilità di lei, un tempo irresistibile, comincia ad avvelenare il rapporto finché Charlie si accorge di avere accanto una paziente più che una compagna. E mentre sonda le origini del dolore di Nora Chiara, un vago ricordo comincia ad affiorare dal suo inconscio, sollevando in lui un atroce sospetto



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Trauma 2017-02-24 13:55:23 68
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68 Opinione inserita da 68    24 Febbraio, 2017
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Viaggio a ritroso per scoprire il presente

Ogni volta che si entra nella narrativa di Patrick McGrath si abbandona la dimensione del reale per immergersi in un viaggio spesso senza ritorno all' interno della complessità della mente umana, sospesi tra verità e percezione, possibile ed inverosimile, realtà e sogno, io ed inconscio.
È un percorso all' interno di una miriade di sintomi psichici, traumi, incubi, rimozioni, volti nascosti, turbati, malati, in bilico tra psicologia e psichiatria per un autore che descrive ed analizza un mondo che ha respirato sin da bambino ( il padre era psichiatra e lui ha vissuto l' infanzia a stretto contatto con un manicomio criminale ) e che conosce alla perfezione.
I suoi romanzi potrebbero essere la rappresentazione di casi clinici, non sono thriller psicologici, semplicemente esplorazione dell' inesplorabile raccontando storie che assorbono e coagulano la sofferenza della mente umana.
Una varietà di temi, di ombre e di personaggi che recitano una parte, si nascondono, non si conoscono pienamente, in fuga anche da se'. A volte il ripetersi ossessivo di situazioni ed accadimenti può apparire stucchevole, eccessivo, quasi " maniacale " ed il significato dei termini sottende sempre svariate interpretazioni.
Ed allora cosa succede nel mondo e nella mente di uno psichiatra, come ragiona, vive, ama, tradisce, soffre, cura e si cura?
" Trauma " ne è la risposta, laddove il protagonista Charles Weir vive una moltitudine di accadimenti privati e lavorativi che ne sconvolgono l' esistenza in quella sottile linea di confine tra il reale ed il patologico, la normalità e la malattia psichiatrica, proprio come la vita stessa.
Traumi di varia natura, anche personali, il suicidio di Danny, un paziente reduce dal Vietnam, dopo lunghe e infruttuose cure post trauma, l' abbandono del tetto coniugale per il conseguente senso di colpa ( Danny era il fratello della moglie ), i conflitti intrafamigliari, con un fratello artista egocentrico, una madre depressa, un padre nullafacente ed alcolizzato, un amore patologico ( con Nora ) mai trasformatosi in rapporto medico-paziente, un se' distrutto e privato di una vita che rivive e riaccende vecchi traumi infantili.
L' origine, e qui la psicanalisi ( e Freud ), creazione novecentesca figlia della borghesia entra prepotentemente in giuoco, sta sempre nel rapporto con la propria madre. A causa sua, ci dice il protagonista, ha scelto di essere uno psichiatra, e non è l' unico, di solito sono le madri a spingerci a farlo perché le abbiamo deluse. Oggi rivive la scena che, ancora bambino, lo vedeva dietro una porta a supplicarla di farlo entrare, mentre lei ( visibilmente depressa, anche isterica ) all' interno piangeva.
E sempre lei lo accusava di essere come suo padre, non lo amava come il fratello, e considerava la professione dello psichiatra un mestiere qualunque, per chi non possedeva talento artistico..
Charles, in ogni caso, continua a rivolgersi alla madre, anche da morta, ad ingannare e deludere la moglie come se fosse lei, ma quali reali sentimenti prova nei suoi confronti, odio, amore, risentimento?
Vorrebbe tornare al focolare domestico ( dalla moglie e dalla figlia ) dove tutto ha origine perche' la maggior parte di quello che definiamo amore incarna la nostra resistenza alla prospettiva di lasciare casa.
Rivive nei pazienti la propria storia, l' ex moglie diviene amante, amica, confidente, persino sua psichiatra, iniziano gli incubi, ripetuti, l' assenza mentale, la dissociazione affettiva, non vede nessuno chiaramente, scorge solo i fantasmi degli assenti scambiando per realtà i racconti a partire dagli schemi tracciati nella prima infanzia.
È questo il trauma, un evento che accade sempre ora, nel presente, per la prima volta. Tutto ci riporta al momento iniziale, rimosso, che credevasi sogno, attratti dall' inevitabile ed imperscrutabile, l' inaspettata chiarezza porterà all' elaborazione e rimozione del trauma e, forse, ad un nuovo inizio.
Ecco che cosa ci aspetta addentrandoci tra le pagine. Un percorso ad ostacoli, tremendamente crudo e sottile nel percepito e nel significato di ogni parola, gesto, inclinazione, una suspance mentale che potrebbe stancare, persino irritare ( come una seduta psicoanalitica ) senza esito alcuno, o, per contro, attrarre ed affascinare, illuminarci, a ciascuno la propria scelta secondo gusti ed inclinazioni.

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Trauma 2013-06-01 18:22:49 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    01 Giugno, 2013
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Rapporti e traumi nelle scatole cinesi

Con la locuzione “scatole cinesi” si indica una collezione di scatole di grandezza decrescente, che possono essere inserite l'una nell'altra: in sequenza. Per traslazione, la locuzione indica una struttura di contenuti progressivi paragonabile in senso metaforico al prodotto dell’artigianato cinese.
In “Trauma” di Patrick Mc Grath l’immagine delle scatole cinesi è richiamata dalla complessità dei rapporti familiari che costituiscono una tela intricatissima attorno al protagonista, che a questo punto rappresenta l’insetto finito nell’architettura di un aracnide. Ma la figura è evocata anche dal fatto che il protagonista è uno psicoterapeuta che analizza i traumi altrui per scoprire i propri.
La struttura del romanzo si regge su transfert che rimbalzano da un personaggio all’altro e, nella narrazione, l’analista perfeziona il proprio percorso per liberare la sua energia psichica da ogni ostacolo (“… si trattava di un meccanismo di negazione che escludeva le emozioni e annientava le sensazioni, per impedire che mi sopraffacessero”).

Le scatole cinesi dei rapporti

“La prima crisi depressiva di mia madre si verificò quando avevo sette anni, e io sentii che era colpa mia. Sentii che avrei dovuto prevenirla. Questo accadde circa un anno prima che mio padre ci lasciasse. Si chiamava Fred Weir. A quel tempo sapeva essere generoso, divertente, espansivo: mio fratello Walt assume lo stesso atteggiamento, a volte.”

Lo psicoterapeuta Charlie Weir è figlio di una coppia problematica: il padre, debole e recessivo, è fuggito da una moglie depressa e soffocante, che si rifugia nell’alcol fino a morirne.
La madre ha sempre nutrito per Charlie un inspiegabile rancore e gli ha sempre preferito il fratello Walter, affermato pittore.
Charlie si è separato dalla moglie Agnes, che lo ritiene colpevole del suicidio del fratello Danny: un ragazzo affetto da gravi problemi psichici, che Charlie non ha saputo curare.
La vita sembra cambiare dopo l’incontro con Nora Chiara, una ragazza che gli viene presentata da Walt e che ben presto si rivela problematica.
Dietro a questa rete di relazioni, si muovono le ombre - cinesi come le scatole della mia metafora - di Edipo, Giocasta, Antigone, Elettra e Oreste.

Le scatole cinesi dei traumi

“Come ormai avrete compreso, sono uno psichiatra. Per mestiere, faccio ciò che voi fate spontaneamente per le persone che amate, il cui benessere vi è stato affidato”.
Charlie, dunque, cura i traumi degli altri. E in essi ravvisa la matrice della sua scelta: “Sono le madri che hanno spinto la maggior parte di noi verso la psichiatria: di solito, perché le abbiamo deluse.”
Nell’attività che svolge per scelta, Charlie attua la legge della compensazione e ritrova il proprio fallimento: “Era un difetto della mia psiche che compensavo curando per mestiere donne nevrotiche, ed era legato a Danny. Dopo il suo suicidio, poiché ne ero responsabile, talvolta avevo corso il rischio di sprofondare in stati d’animo di inerzia e inattività, e perfino di torpore.”
Nell’analisi del fallimento, e ci avviciniamo al nocciolo della scatola cinese, emerge il trauma originario. Che è contenuto in una notte dell’infanzia: da illuminare – aprendo l’ultima scatola, una surprise box - per portare a galla un antico, orrendo demone. Come dire che la scatola cinese finale è, essa stessa, una scatola magica che, per l’azione di una molla, fa uscire un pagliaccio, un diavoletto, una figura grottesca o un altro oggetto inatteso …

Bruno Elpis

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Trauma 2012-07-02 07:46:11 C.U.B.
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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    02 Luglio, 2012
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Chiedimelo tra dieci anni, dottore.

Pienamente soddisfatta, di nuovo.
Un romanzo forte e profondamente psichiatrico ma allo stesso stempo scandito dal peculiare ritmo della penna di Mc Grath.
Con quel suo stile che blocca la storia a mezz’aria senza permetterle di raggiungere il massimo dell’emotivita’, ma senza nemmeno economizzare sull’intreccio psicologico e sul profondo, sensato legame che cementa i personaggi e gli avvenimenti del racconto.
L’autore ha la capacita’ di rendere patologico tutto cio’ che scrive , lasciandoci la sensazione di osservare la storia quasi fosse filtrata dalle maglie moderatamente larghe della trama di cotone del camice bianco di un medico.

TRAUMA il titolo, traumi condiscono pesantemente questo romanzo, ne sono il lievito ed il sale, fondamenta e guarnizione.

Il sesso e’ sempre presente ma anche qui filtrato, non particolarmente esplicito, psichiatrico anche quello. L’adulterio e’ tanto frequente quanto insensato, mi spiego, ci si aspetterebbe una motivazione sentimentale, invece sembra sempre che tutto sia accidentalmente pianificato.
Cosa scrivo mi direte ? O e’ accidentale , o e’ pianificato…
No. Mc Grath e’ entrambi contemporaneamente. Il perche’ lo scoprirete solo leggendo .
L’amore, le confidenze , la famiglia, il sesso appunto , ogni elemento ha qualcosa di innaturale, di forzato, quasi non fine a se stesso ma ad un disegno preciso. Disegno di chi ?

Quanto i nostri traumi possono modificare la nostra personalita' ?
Quanto ci ritroviamo ad essere cio’ che il nostro inconscio ci costringe ad essere per superare un trauma subìto, che sia esso affiorato o ancora profondamente represso ?

Sullo sfondo, la guerra del Vietnam e quei ragazzi che se tornarono, lo fecero tragicamente cambiati. Profondamente annientati dall’orrore inflitto, dall’orrore vissuto.

Buona lettura.

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Trauma 2012-06-13 18:58:06 GLICINE
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GLICINE Opinione inserita da GLICINE    13 Giugno, 2012
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SCORCIO REALE SULL'ANALISI DEL DISTURBO POST-TRAUM

Mi sono riservata la possibilità di leggere le altre recensioni di questo favoloso libro, al termine della stesura della mia, per non esserne infuenzata in alcun modo, e scrivo quanto segue:
“ Come ormai avrete compreso, sono uno psichiatra.Ho scelto questa professione a causa di mia madre, e non sono l’unico. Sono le madri che hanno spinto la maggior parte di noi verso la psichiatria: di solito, perché le abbiamo deluse.”
Questa è l’unica frase riportata sul retro del libro di McGrath, risulta quindi facilmente intuibile, che se pur breve (circa 250pagine), non è un libro da poter leggere pensando di avere tra le mani una lettura “leggera”…
Capacissimo l’autore a inchiodare letteralmente il lettore alle pagine, almeno questo è ciò che è capitato a me..
La storia è ambientata a New York, ma non aspettatevi di trovare importanti descrizioni delle ambientazioni, che invece, sono ridotte all’osso, giusto il minimo indispensabile per permettere a chi legge di dare una collocazione ai vari personaggi. Interesse di McGrath è invece l’analisi psicologica di ogni personaggio, le motivazioni profonde che spingono gli individui ad assumere determinati comportamenti, l’effettiva alterazione della realtà che può produrre una mente di fronte a fatti che vengono vissuti, ritenuti inaccettabili così come sono; da qui il titolo del libro stesso “TRAUMA”
Charlie Weir è uno psichiatra, che insieme al suo mentore, nonché amico Sam Pike, ha scritto un libro relativo al Trauma, stabilendo criteri di diagnosi e regimi terapeutici nella gestione della realtà dei disordini post-traumatici, affermando l’importanza di ricostruire la storia del trauma, il racconto dettagliato dell’emozione, del contesto e del significato dell’evento traumatico. Questo è il cuore del libro, questa deve essere l’ottica da tenere nella lettura della vita di Charlie, della sua famiglia di origine, del suo matrimonio con Agnes naufragato in seguito alla morte del fratello di lei, curato da Charlie stesso, della nuova relazione che vive lo psichiatra….
Veramente bello, molti sono gli spunti di riflessione, Charlie è un personaggio complesso, non si può fare a meno di vivere con lui il disagio procurato da ricordi della sua infanzia, il senso di inadeguatezza, la difficoltà di amare e farsi comprendere…..
Non delude e tiene alta l’attenzione fino alla fine, sono entusiasta di questa lettura.

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Trauma 2012-06-07 18:53:52 C l a r a
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C l a r a Opinione inserita da C l a r a    07 Giugno, 2012
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Visto da vicino nessuno è normale...

"Trauma" ovvero sesso e psichiatria nell'America del post-Vietnam.
McGrath, ancora una volta, entra negli angoli più cupi e intimi dell'animo umano in un contesto storico e ambientale già di per sè problematico: gli Stati Uniti d’America subito dopo la guerra del Vietnam, dimora scomoda e amara di reduci ridotti a automi, incapaci di riprendere in mano la propria vita e di immaginare un futuro.

E lì conosciamo Charlie, 40 anni, professione "strizzacervelli", una famiglia d'origine difficile, un fallimento matrimoniale recente e una relazione con una donna fragile e bisognosa di attenzioni, al limite del patologico.
I traumi repressi dei pazienti che ha in cura si mescolano ai suoi e a quelli delle persone che fanno parte della sua vita, in uno spaccato mentale che cerca di far luce sull’inconscio e sulla verità sepolta sotto alla sua memoria.
"Trauma" è l'annaspare in mare aperto di un uomo come tanti, che per sconfiggere i demoni altrui deve iniziare a combattere contro i propri.

La forza del racconto non è tanto nella scrittura che talvolta appare discontinua e non sempre a fuoco, bensì nella macchina narrativa, o meglio ancora nel plot che è invece implacabilmente congegnato.
Il climax è teso, sin dalla prima pagina, crescente verso un finale inaspettato, da lasciare sgomenti. Pietrificati.
Impassibili.

Il vero trauma poi è tornare alla vita reale, si perchè McGrath con il suo stile mentale e introspettivo crea, tremendamente, dipendenza.
E allora eccomi mentre a cena scavo nell'inconscio del mio compagno, che poveretto dopo una giornata di lavoro mi guarda torvo...
"Trauma" si salvi chi può!!!

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Trauma 2008-06-02 12:08:55 enrico78
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enrico78 Opinione inserita da enrico78    02 Giugno, 2008
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Il peggior romanzo di McGrath

Patrick McGrath, autore di thriller psicologici, era uno dei miei scrittori preferiti ma i suoi ultimi libri mi hanno deluso. L'ultima uscita, "Trauma", è il punto più basso della sua produzione. La storia è banale e scontata, non c'è mai nessuna sensazione di tensione, manca quindi totalmente la capacità di creare un'atmosfera coinvolgente che lo aveva reso un grande scrittore (basti pensare a Follia). Non definerei "Trauma" un thriller psicologico, ma piuttosto un banale romanzetto da leggere sotto l'ombrellone.

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Trauma 2008-03-10 09:16:11 Mara
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Mara Opinione inserita da Mara    10 Marzo, 2008
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Il vero "Trauma"

Il vero "Trauma" sta nel leggere il libro:)

Nel romanzo sono presenti tutti i temi cari a Patrick McGrath: uno psichiatra, una madre fagocitante, rapporti familiari sgretolati. La storia però, a mio avviso non decolla, ed il finale è degno dei più banali romanzi d'appendice. Questa volta ometto il mio solito "buona lettura":)

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