Narrativa straniera Romanzi Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
 

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

Letteratura straniera

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Allan Karlsson compie cento anni e la casa di riposo dove vive intende festeggiare: Allan, però, è di un'altra idea e decide di scappare. Alla stazione degli autobus ruba la valigia a un giovane biondo, sale sul primo autobus che gli capita e inizia così, sbarcando in uno sperduto villaggio, una serie esilarante di incontri, anzitutto con Julius Jonsson. I due dovranno sfuggire al biondo che li insegue, e finiranno col farlo fuori dandogli una botta in testa con un'asse. Poi, aprendo la valigia rubata, scopriranno che è piena di 52 milioni di corone svedesi, e inizieranno quindi la loro fuga. Finiranno nell'esotica Bali, dove Allan troverà l'amore: l'ottantenne Amanda.

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Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve 2018-10-28 08:39:35 aislinoreilly
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aislinoreilly Opinione inserita da aislinoreilly    28 Ottobre, 2018
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Il ritratto dell'esperienza.

“Non è poi così difficile interpretare la parte dello scemo se lo si è di natura.”

La trama in breve: Alan Karlsson si trova ospite di una casa di riposo. È il suo compleanno e tutti, infermieri e non, sono pronti per i festeggiamenti: compirà 100 anni. Un secolo di vita è molto, ma Alan non sente il peso degli anni, anzi. Decide così di fuggire dalla finestra di camera sua, dando inizio ad una serie di eventi rocamboleschi e al limite del surreale che, rimanendo in quella triste struttura, non avrebbe mai potuto vivere. Durante la sua “evasione” saprà mettere in atto tutte le sue incredibili capacità, frutto di una vita passata districandosi fra una guerra e l’altra, riuscendo a interagire con personaggi storici temibili e affrontando situazioni estremamente pericolose. Nel suo girovagare incontrerà alcuni personaggi, più o meno raccomandabili, che apporteranno a tutta la storia un tocco in più di originalità.

Ho comprato questo libro non senza sospetto, le recensioni erano troppo buone perché meritasse veramente. Da quando sono incappata in alcuni best seller che mi hanno lasciato più che interdetta, prendo sempre con le pinze quello che mi viene detto suo romanzi molto quotati.
Beh, dopo un’attenta lettura, posso dire di aver fatto bene a comprarlo, perché è veramente un libro adorabile. Esatto, adorabile. Riesce veramente a trascinarti nella lettura e Alan è un personaggio che è impossibile da odiare. Fondamentalmente lui rappresenta quello che tutti noi vorremmo essere veramente: persone libere. Non dimentichiamoci poi, che ha avuto la fortuna di arrivare a 100 anni arzillo, sveglio e in salute! L’ospizio è una prigione per un’anima libera come lui, gli sta stretto e non vuole condividere un traguardo così importante con le infermiere che gli provocano solo scocciature, la fuga è l’unica via. Quanti di noi vorrebbero fuggire da situazioni che ci stanno “strette”? Quanti di noi vorrebbero partire all’avventura autentica, senza una reale direzione? A 100 anni Alan non ha più nulla da perdere e scappa con le sue pantofoline ai piedi, senza preoccuparsi troppo delle conseguenze delle sue azioni. Incontrerà delle persone che avevano bisogno di dare una svolta alla propria vita e con lui si sentiranno libere di voltare pagina. Alan mi piace perché è come se fosse una sorta di guida spirituale sbadata e genuina, un vecchio saggio che è stato forgiato dalla vita. Durante i numerosi flashback che si alternano ad una comoda narrazione lineare e pulita, si ha modo di scoprire l’incredibile gioventù dell’anziano. Un uomo ricco di risorse fin da subito, capace di sfuggire alla morte e di cambiare sempre il suo destino. Un uomo che non si è mai arreso al fato, ma che ha sempre lottato e si è ingegnato per uscire fuori dai guai.
Questo romanzo è un concentrato di positività, perché ad ogni intoppo Alan ci mostra che c’è sempre una soluzione, un diverso punto di vista per approcciare le difficoltà. La sua forza sarà amplificata anche dalle astuzie dei suoi compagni di viaggio che si riveleranno di fondamentale importanza verso la fine del romanzo.

Dal punto di vista più “pratico” c’è poco da dire: si legge da solo. Adatto a tutti, anche ai lettori non abituali, a chi legge prima di addormentarsi e a chi legge mentre viaggia sul treno. Si presta abbastanza bene ad una lettura poco costante, ma lo sconsiglierei perché la storia si segue bene ma è piuttosto intricata ed il rischio è quello di essersi dimenticati qualcosa fra una pausa e l’altra.

Sono rimasta veramente entusiasta di questa lettura come poche altre volte in vita mia, non mi voglio dilungare oltre nel commento perché la piacevolezza di questo romanzo è veramente troppo difficile da descrivere, va vissuta.

Correte a leggerlo (se non lo avete già fatto), buon divertimento!

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Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve 2017-10-06 20:13:33 cuspide84
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cuspide84 Opinione inserita da cuspide84    06 Ottobre, 2017
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AVERE CENT'ANNI E NON SENTIRLI

Evadere, questa è l'unica soluzione per fuggire da quell'arpia di Alice e da quel posto orrendo in cui tutto è programmato e dove non si può nemmeno bere della buona e sana acquavite.

E così Allan, nel giorno del suo centesimo compleanno, decide di saltare dalla finestra e scomparire! Scomparire...sarebbe più giusto dire allontanarsi alla velocità che la sua età gli consente.

Inizia l'avventura del nostro pimpante vecchino che giunto in una stazione di corriere ruba accidentalmente una valigia ad un giovane dall'aria non molto affabile, senza conoscerne il vero contenuto e non sapendo che così ha messo nei guai se stesso e tutti i nuovi amici che incontrerà sul suo, ancora lungo, cammino.

Un ladro, due fratelli litiogiosi, un delinquente, una rossa con il suo pastore tedesco e il suo elefante, un commissario di polizia e un centenario: un gruppo alternativo che cercherà di guadagnarsi il contenuto della valigia rubata, scappando dalla polizia e dalla fredda Svezia.

Il tutto alternato al lungo secolo di vita del protagonista, di cui scopriremo la grande capacità di creare bombe e far saltare in aria case e cose e la serie di personaggi storici famosi che ha conosciuto nel corso della sua vita, da Mao Tse-Tung a Truman, passando per Stalin e Churcill.

Divertente, vivace e mai scontato. Un'avventura lunga un secolo, che pare destinata a continuare.

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Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve 2015-09-28 13:51:24 Radici
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Radici Opinione inserita da Radici    28 Settembre, 2015
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Con un bicchiere di acquavite cambi il mondo

La cosa più importante al mondo è l'acqua, ma non per Allan Karlsson,per cui un bicchiere di acquavite è sempre la soluzione a tutto.
A fine libro, vi convincerete che questa è la realtà, lo dico anche io in questo momento con il mio bicchiere in mano.
Un libro irriverente, ironico che fa sorridere a ogni parola.

Già dalla copertina è lampante che il costume rosa porta dentro di se un uomo molto particolare. Jonasson riscrive la storia del mondo negli ultimi 90 anni. Dalla Russia degli zar, all'attuazione della bomba nucleare, approdando a Bali. Karlsson appare nei momenti più cruciali canzonando ogni vicenda, pilota ogni azione politica, pur odiando la stessa e non capendone nulla, questo è una cosa fondamentale da tenere a mente. Tutto ciò alternato dalla vita odierna del centenario scappato, il giorno del suo compleanno, dalla casa di riposo, dove scopriremo solo alla fine come ci è finito. Tra un bicchiere di acquavite e liquore verde alla banana, ci trascina in un'avventura unica, d'obbligo la partecipazione. La scrittura è scorrevole, più di 400 pagine che vanno giù lisce come la vodka.
Scherzi a parte, un libro molto interessante sotto molti punti di vista, che ci fa prendere la vita un po' alla leggera, alla fine non puoi non farlo leggendo come Jonas Jonasson ci presenta i più grandi uomini (nel bene e nel male) dell storia più recente.

Non sottovalutate la storia, in quanto l'avvicendarsi dell' ennesima avventura di Allan nella sua vita presente è anch'essa una storia unica.
Come leggere due libri, di cui uno è complementare all'altro. Leggetelo con un bel bicchiere di distillato, è un atlante storico sottomano.

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Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve 2015-08-27 14:26:56 Riccardo76
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Riccardo76 Opinione inserita da Riccardo76    27 Agosto, 2015
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La spensieratezza dei 100 anni

Esilarante, simpatico e molto ironico, una lettura leggera e divertente. Un centenario che tenta una fuga inverosimile e si tuffa in una avventura dal film americano. La fantasia pura all'ennesima potenza, una storia molto coinvolgente e piacevole. Bella l’aria di spensieratezza che si respira leggendo questo romanzo, un centenario che non ha nulla da perdere e vive questa fuga con estrema libertà, senza vincoli, senza costrizioni e senza paure. Una surreale girandola di personaggi, con un susseguirsi di eventi a catena, ben arrangiati a comporre una storia veramente spassosa.
La scrittura è pulita lineare, diretta. Un libro da leggere con spensieratezza, portando a casa un certo senso di libertà che spesso manca nelle nostre vite troppo spesso ricche di costrizioni e vincoli di ogni tipo.

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Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve 2015-08-10 14:29:50 Anna_Reads
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Anna_Reads Opinione inserita da Anna_Reads    10 Agosto, 2015
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Un nonnino un po' pulp...

SPOILER

2 maggio 2005 Allan Karlsson compie 100 anni.
… e decide di fuggire scavalcando la finestra della casa di riposo dove vive. Perseguitato da un'infermiera che sembra uscita da "Amici Miei – Atto III", Allan si dirige alla stazione dei bus, destinazione ignota.
Qui un malvivente giovinastro gli ordina in malo modo di tenergli d'occhio la valigia mentre va in bagno.
Allan ruberà la valigia, che è piena di denaro.
E il giovinastro morirà, di lì a poco, in una cella frigorifera. Ivi dimenticato da Allan e dal un suo – appena conosciuto - complice Julius. Sorte analoga (ma all'estremo angolo del pianeta) toccherà ad un altro membro della banda (in realtà morirà schiacciato da un elefante instigato da Allan, ma poi il corpo sarà ritrovato… altrove. Lunga storia). Il capo-banda, invece, penserà bene di mettersi dalla parte di Allan e di unirsi alla sua, di banda.
In parallelo con la vicenda contemporanea, il romanzo ripercorre la lunga vita di Allan, più o meno dal suo inizio.
Una vita incredibile, letteralmente dentro a tutti gli avvenimenti del secolo. Ma non solo "dentro".
In genere Allan non è solo "testimone" degli eventi, ma decisamente "causa" degli stessi.
Tipo l'incendio di Vladivostok nel 1953.
Altri personaggi incroceranno il cammino di Allan. Sia nel tempo presente, sia nella narrazione del passato. Predicatori pazzi, omonimi di illustri scienziati, signorine troppe stupide per fare le cameriere (ma adattissime ad essere ambasciatrici), amabili fisici nucleari sovietici, De Gaulle, Stalin, Lyndon B. Johnson etc.
Sboccate ex-fanciulle in fiore proprietarie di elefanti, quasi-dottori in ogni branca dello scibile umano, teneri commissari e viscidi Pubblici Ministeri.
La lettura è lieve, ma non banale, secondo me.
Rimane addosso quella sensazione rassicurante, anche sé – ahimè – completamente fallace, che "vada tutto bene", che traspare da certi film di qualche anno fa, tipo "Don Camillo e Peppone" in cui, sì, c'erano opinioni divergenti, ma alla fine prevalevano il buon senso, il rispetto dell'altro, la vita.
In questo libro muoiono solo i cattivi (a volte i pazzi) e sembrano un po' le morti di Pulp Fiction, talmente fumettose e truculente che alla fine fanno ridere.
Ahimè, alla fine non va tutto bene, e il buon senso, il rispetto e la vita non prevalgono,però finché leggi il libro fai finta di crederci.
Ed è piacevole.

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Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve 2015-03-04 13:37:45 cosimociraci
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cosimociraci Opinione inserita da cosimociraci    04 Marzo, 2015
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La vita che avrei voluto vivere

Esilerante romanzo di Jonasson Jonas.
Tutto si incentra su una improbabile fuga del vecchio Allan Karlsson, che il giorno del suo centesimo compleanno, decide di scappare dalla finestra della casa di riposo invece di festeggiare in pompa magna come la direttrice della stessa aveva previsto.
Allan decide di fuggire in pullman ma nell'attesa si imbatte in uno strano ragazzo biondo che non potendo entrare nella piccola cabina dei bagni pubblici insieme all'ingombrante valigia, chiede ad Allan di vigilare sulla stessa. La corriera sta per partire ed Allan senza pensarci due volte parte con la valigia del ragazzo. A mettersi sulle sue tracce, oltre alle autorità, allertate dalla direttrice della casa di riposo, si aggiunge anche il ragazzo biondo che tenta di recuperare la sua valigia. Questa corsa surreale alla ricerca del centenario può sembrare eccezionale per Allan. Ma lo è davvero? Si scoprirà come Allan da giovane abbia vissuto avventure più incredibili e di come abbia infuenzato i più potenti uomini del '900.

Il libro non è assulutamente impegnativo, la lettura è piacevole e in certi passi molto divertente. Per niente banale poiché gli intrecci della storia restano molto interessanti e ben studiati. Nonostante sia un testo disimpegnato, l'autore ci lascia un profondo insegnamento: prendere la vita alla leggera. Forse Allan lo fa fin troppo alla leggera, ma ad ogni modo gli va sempre bene.
Buon libro per l'esordiente cinquantenne Jonas Jonasson.
Discorso diverso è per il film tratto dal romanzo. Come spesso accade in questi casi il film non regge mai il confronto con il libro. C'è da dire però che non era assolutamente facile rappresentare l'intricata serie di eventi della vita di Allan.

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Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve 2014-12-12 15:38:49 MrsRiso13
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MrsRiso13 Opinione inserita da MrsRiso13    12 Dicembre, 2014
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Salto per la libertà

Attraversare un secolo da protagonisti, incontrando i maggiori leader della storia del Novecento, prendendo con loro le decisioni più importanti, dalla creazione della bomba atomica al disarmo nucleare, impone una fine degna di tal vissuto che mal si confà alla morte in un letto di una banale residenza per anziani. Così Allan Karlsson , il giorno del suo centesimo compleanno, decide di saltare dalla finestra della sua camera nella casa di riposo per scappare verso nuove avventure.
Inizia con un balzo verso una nuova vita questo romanzo, che mette al centro della scena un arzillo vecchietto mal avvezzo agli acciacchi dell'età e che si fa vanto dei suoi numerosi lustri. Il suo presente e il suo passato vengono raccontati in capitoli alterni, analizzando gli avvenimenti delle settimane successive alla data del compleanno e i precedenti 99 anni e 364 giorni.
Come in un bignami di storia del Novecento, si narrano i maggiori avvenimenti successi in questo secolo a partire dalla rivoluzione russa fino al disarmo nucleare tra USA e Russia. Con frasi semplici, brevi e dirette si mescola la realtà alla fantasia e il nostro protagonista diviene indiscusso fautore dei destini mondiali. Come uno scandinavo Forrest Gump o un novello Mr Magoo, userà ingenuità e un pizzico di scelleratezza, per influenzare, senza neppure rendersene conto, la storia.
Mentre a colpi di idee innovative, nitroglicerina e acquavite Allan dirigerà le decisioni dei potenti della Terra, il romanzo trascinerà il lettore in un'ironica disquisizione sulla vecchiaia, sdrammatizzando i problemi dell'età e la paura della morte, dimostrando che se si ha voglia di vivere le occasioni non mancheranno mai, neppure quando gli anni diventano a tre cifre.
Attorno al vecchietto altri personaggi altrettanto folli, catalizzatori di caratteristiche dell'umano vivere, come l'eterno studente o il truffatore “moralista”, per formare una gang sgangherata e allegra.
Insomma un gran calderone con un po' di questo e un po' di quello, misuratamente dosato da risultare piuttosto buono, da cui emerge che se sia ha voglia di vivere e siamo pronti a cogliere l'attimo, il destino offre milioni di occasioni dando a tutti la possibilità, giovani o vecchi, di vivere avventure piene di incontri strani, preziosi e magici.
Per una spruzzata di ottimismo nei momenti no.

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Con un poco di zucchero - E. F. Carabba
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Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve 2014-09-24 09:13:48 Virè
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Virè Opinione inserita da Virè    24 Settembre, 2014
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Buone premesse non del tutto rispettate

Devo dire la verità tra il titolo, la quarta di copertina e le prime pagine mi sarei aspettata di più da questo romanzo. L'idea è carina e l'incipit invogliante, incuriosisce sin dalle prime righe: dove andrà mai questo vecchietto centenario, scappato in modo così divertente dalla casa di riposo, proprio mentre stanno arrivando gli invitati per la sua festa di compleanno?
Pian piano però il ritmo si affievolisce, la curiosità rimane, ma la storia prosegue lentamente, procendendo secondo due persorsi narrativi: la fuga, ambientata nel presente e i ricordi del passato dell'anziano, che ha girato un po' tutto il mondo, partecipando ad innumerevoli ed importanti eventi storici nei diversi paesi.
La curiosità di vedere dove andrà a finire, dove lo porterà la rocambolesca fuga, permane, ma si interrompe durante i lunghi resoconti del suo passato, dove si cerca di affidare il divertimento a situazioni surreali, che personalmente non mi hanno conquistato, anzi hanno contribuito a farmi ritenere tutto eccessivamente fantasioso e irrele. Chiariamo, ovvio che dalle prime pagine, dalla fuga in pantofole e poco più , è chiaro che non si tratta di un romanzo "reale" e di una storia "con i piedi per terra", però probabilmente è l'ironia e il modo di raccontarlo che aiuta a mantenere di più il contatto con il racconto. Andando avanti questo si perde, vengono raccontati, in maniera anche un po' noiosa, episodi sì divertenti, ma che non suscitano perticolare curiosità e fanno perdere la voglia di andare avanti fino al tanto sospirato finale. Credo che l'idea fosse molto carina, ma il tentativo di percorrere, tutta, ma proprio tutta, la storia di più di mezzo secolo, senza voler perdere nemmeno uno dei grandi avvenimenti che l'hanno caratterizzata e pretendendo di rendere sempre lui il protagonista di tali eventi, abbia reso pesante la narrazione, togliendole quella semplicità, quell'immediatezza e quel divertimento che invece all'inizio presentava.
Diciamo che la storia principale, quella ambientata ai tempi nostri, mantiene abbastanza le premesse dell'inizio; premesse che invece sono perse totalmente nei racconti del passato, a volte troppo approfonditi, per dilungarsi su episodi di ben poca importanza, a volte troppo superficiali, forse per mancanza di idee e che, quindi, rendono ancor più inutile la divagazione su quel periodo storico.
Inoltre una scelta di tal genere ha fatto sì che gli altri personaggi rimanessero sempre e solo di contorno alle peripezie del protagonista, quando invece avrebbero potuto dare molto di più alla storia, essendo tutti ben congeniati, ben caratterizzati e altrettanto simpatici.
Insomma, il giudizio non è negativo, ma non è di certo un libro che rimane impresso. Nonostante ciò lascio aperta la possibilità di tentare con il secondo, "Storia di un analfabeta che sapeva contare", sperando che quel senso di leggerezza, ilarità e divertimento che si avverte qui parzialmente, possa caratterizzare tutto il racconto.

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Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve 2014-09-13 13:32:49 Nicolò Bonato
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Nicolò Bonato Opinione inserita da Nicolò Bonato    13 Settembre, 2014
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Storie di una (lunga) vita incredibile

Allan Karlsson è un arzillo centenario la cui unica particolarità sembra essere la veneranda età raggiunta.
In realtà Allan ha trascorso la sua vita con alcuni dei protagonisti del ventesimo secolo, Stalin e Franco, giusto per nominarne due.
Il libro narra della fuga di Allan dalla casa di riposo dove alloggia, proprio alla vigilia dei festeggiamenti per il suo centenario.

La trama principale, di stampo picaresco, è intervallata da ampi flashback riguardanti l'incredibile vita del protagonista, costellata di incontri fortuiti e grandi colpi di fortuna, in un susseguirsi di piccoli ed enormi eventi che ricordano le avventure ignare e ingenue di Forrest Gump.

Oltre a "Forrest Gump", altri paragoni cinematografici meno immediati ma sempre validi secondo me sono quelli con "Big Fish - Storie di una vita incredibile" e "Miracolo a Le Havre".
Il primo per quanto riguarda l'assurdità dei racconti di Allan, che mantengono tuttavia un certo livello di verisimiglianza, se non di credibilità.
Il secondo per la leggerezza fiabesca con cui le peripezie di Allan, sia nel passato sia nel presente della sua folle fuga, anch'essa costellata di avvenimenti surreali, vengono narrate e riescono ad approdare ad una certa serenità.

Nel complesso, un romanzo decisamente godibile, segnato da un umorismo leggero, che non vi farà erompere in gran risate, ma che spesso saprà farvi sorridere.

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Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve 2014-08-17 21:10:09 Francesca2213
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Francesca2213 Opinione inserita da Francesca2213    17 Agosto, 2014
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Il film mi ha fregato!

La trama di questo libro mi è piaciuta subito,l'ho visto e rivisto tante volte in libreria finchè non ho deciso di comprarlo. Ho iniziato a leggerlo con entusiasmo,pensando sempre "Ma che cosa farà questo simpatico vecchietto?",ma andando avanti con la lettura,più lo leggevo più il mio cervello si spegneva,praticamente mi addormentavo perchè non accadeva niente di chè,molto piatto. Alcune parti erano proprio noiose,per quanto io ami davvero la storia in generale,la parte in cui la Cina diventa comunista sembra essere presa direttamente da un libro scolastico perchè non traspare per niente la storia del protagonista.
Come si legge nel titolo,io appena iniziato a leggere il libro ho saputo che c'era un film,purtroppo l'ho visto e quindi l'entusiasmo è andato via via scemando,finchè l'ho lasciato a metà perchè vedendo il film praticamente leggi il libro!!
E' stata una delusione perchè avevo pensato che fosse un libro bellissimo e invece è stato,per me, un flop!

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