Dettagli Recensione

 
Ma gli androidi sognano pecore elettriche?
 
Ma gli androidi sognano pecore elettriche? 2013-12-12 14:46:30 Valerio91
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    12 Dicembre, 2013
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Do androids dream of electric sheep?

"Cosa stai leggendo?"
"Ma gli androidi sognano pecore elettriche?"
"Che?!?"
"Il libro da cui è tratto il film Blade Runner."
"Ah Bello!"
Questa era la conversazione tipo che avevo con chiunque mentre leggevo questo libro.
Si perchè questo libro è indissolubilmente legato al film, anche se con questo ha in comune poco più che l'idea di base. L'ambientazione è, come spesso accade nei romanzi di Dick, un pianeta Terra ormai desolato, dai colori cupi, grigio e ormai quasi inabitabile. Le forme di vita animali (oltre l'uomo) sono estinte quasi completamente, sostituite da androidi che ne riproducono perfettamente le sembianze, ma che solo pochissime persone possono permettersi. Avere un animale domestico è infatti un pò il sogno proibito di qualsiasi abitante della Terra (il protagonista possiede una pecora sintetica malfunzionante che non vede l'ora di sostituire), tanto è vero che nel test di Voight-Kampff, per riconoscere un umano da un androide, la reazione alle domande riguardanti animali è un fattore molto importante.
Ma perchè la necessità di distinguere uomini da androidi? Perchè il compito dei cacciatori dei androidi è proprio quello di eliminare i replicanti potenzialmente pericolosi, ma questi ultimi sono talmente perfetti da rendere difficile una distinzione con gli esseri umani. Il nostro protagonista, Rick Deckard, è proprio un cacciatore di androidi, incaricato di eliminarne sei del tipo Nexus 6 di ultima generazione, fuggiti dalla colonia extramondo di Marte.
Philip K. Dick ha uno stile inconfondibile, che si può respirare a pieni polmoni anche in questo libro, davvero allo stato puro. Avessi dovuto leggere queste pagine senza sapere chi fosse l'autore, lo avrei capito senza ombra di dubbio. Le atmosfere scolorite e desolate, i temi profondi e anche la sua scrittura non impeccabile ma efficace.
Proprio come il film, il libro pullula di argomenti interessanti che però bisogna saper cogliere con una lettura attenta. Prima di tutto Philip K. Dick non manca di ostentare la mancanza di fiducia nei confronti dell'umanità di preservare il proprio pianeta, anche in questo caso la nostra povera Terra ha fatto una ignobile fine, così come l'ecosistema che la popolava, una delle poche cose che riuscirà a sopravvivere saranno proprio i "distruttori", gli esseri umani.
L'argomento chiave che sembra legare molto Blade Runner e questo libro, è la difficolta di discernere la differenza tra uomo e androide. A contribuire enormemente a questo riguardo è il personaggio di Rachel, androide dotato di ricordi preinnestati allo scopo di renderlo convinto di essere un umano, una convinzione talmente profonda da innestare il dubbio anche in Deckard, riguardo sè stesso. Chi avrebbe potuto dargli la certezza di essere davvero umano e non semplicemente convinto di esserlo?
Ciò che però incute più timore è la domanda che il libro sembra quasi porti esplicitamente: se l'avanzare dell tecnologia portasse noi esseri umani a diventare sempre più "androidi"? D'altronde i personaggi e lo stesso Deckard lasciano a una macchina il compito di decidere quali sentimenti provare, un modulatore di umore. Se andando troppo avanti nel progresso sconsiderato sacrificassimo la nostra umanità e diventassimo sempre più delle macchine, smettendo così di vivere davvero la vita? Philip K. Dick ci pone questo interrogativo principale in questo libro geniale che non poteva ispirare nient'altro che un capolavoro quale è Blade Runner.

Non manco mai di mettere una citazione alla fine di ogni recensione che scrivo, ma mi perdonerete se metterò la celeberrima tratta da Blade Runner:
"Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione... e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire."

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Tutte le opere di Philip K. Dick.
Chi ha visto Blade Runner.
Gli appassionati di fantascienza in generale.
Trovi utile questa opinione? 
90
Segnala questa recensione ad un moderatore

Commenti

2 risultati - visualizzati 1 - 2
Ordina 
gracy
13 Dicembre, 2013
Segnala questo commento ad un moderatore
Commento intrigante!
In risposta ad un precedente commento
Valerio91
14 Dicembre, 2013
Segnala questo commento ad un moderatore
Thanks :D
2 risultati - visualizzati 1 - 2

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

La vita bugiarda degli adulti
Valutazione Utenti
 
4.5 (1)
La misura del tempo
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
4.8 (1)
Il colibrì
Valutazione Redazione QLibri
 
4.8
Valutazione Utenti
 
2.3 (1)
La seconda porta
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Lungo petalo di mare
Valutazione Redazione QLibri
 
4.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il ciarlatano
Valutazione Redazione QLibri
 
4.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
I cani di strada non ballano
Valutazione Redazione QLibri
 
2.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La spia corre sul campo
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Questione di Costanza
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Tutti i miei errori
Valutazione Utenti
 
3.5 (1)
L'ultima intervista
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
3.5 (1)
Bianco
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti su QLibri