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Il nuovo venuto
 
Il nuovo venuto 2014-11-05 13:58:51 MrsRiso13
Voto medio 
 
3.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
3.0
MrsRiso13 Opinione inserita da MrsRiso13    05 Novembre, 2014
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Sessanta

Una Firenze degli anni '60 con le sue atmosfere, le sue contraddizioni e i suoi cambiamenti è protagonista come e quanto gli investigatori di questo romanzo con due vittime e due indagini parallele. La prima quella fiorentina di Bordelli dove la vittima è un usurario e la seconda quella sarda di Piras, convalescente, dove il morto è un anziano proprietario parente del vicino di casa.
La guerra è finita vent'anni or sono, nessuno ha più intenzione di ricordare e di ripensare, tutti sono animati dalla voglia di cambiamento e dal desiderio di andare avanti. I ricordi sono vecchi, come coloro che li hanno, i bisogni odierni rincorrono il nuovo senza più attingere dal passato, una corsa al futuro in cui nessuno vuole rimanere indietro. La comunicazione cambia, la musica si rinnova si fa portatrice di messaggi di ribellione, arrivano i Rolling Stones ad animare le case dei giovani fiorentini e non solo, nascono nuove mode: le gonne delle signorine si accorciano e i capelli dei loro spasimanti si allungano. L'eterno conflitto tra giovani e vecchi, l'insoddisfazione dei primi e l'incapacità di ambientarsi dei secondi segnano questo romanzo e creano l'ambientazione e le scene su cui viene sviluppato il giallo. Come sempre la narrazione poliziesca è semplicistica, lacunosa a tratti forzata, durante lo sviluppo della trama o nella ricerca della soluzione sono molti i punti in cui si resta interdetti, perplessi si rimugina sulla piega che hanno preso le indagini. I doppi casi sono frettolosi, raccontati senza approfondimenti con modi e metodi d'indagine che rasentano la magia e l'occultismo, le soluzioni arrivano come conigli dal cilindro di un prestigiatore.
Non è il giallo il motivo per cui va letto il romanzo, ma per le vicende di Bordelli per le sue relazioni umane con Rosa, il Botta, Diotivede e gli altri che come lui si sentono un po' dei dinosauri in questa nuova Firenze che si va delineando, di cui non riconoscono più neppure le vie e le piazze, rinominate dopo la creazione della Repubblica italiana. Molto più interessanti del giallo sono i racconti di vita che interrompono spesso le indagini riportando i colori e i sapori di una guerra che ha lasciato segni profondi nell'animo di chi l'ha vissuta.
Un'analisi dell'uomo in un'epoca di cambiamento, un'indagine sulle contrapposizioni, enormemente marcate, tra i giovani degli anni '60 nati dopo a guerra e coloro che la guerra l'avevano fatta e “non riuscivano più a lavarsi via l'odore”.
Per questi motivi va letto il romanzo, non per il giallo.

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libri sul dopo guerra
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