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La giostra degli scambi
 
La giostra degli scambi 2015-05-11 18:08:39 Rollo Tommasi
Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
4.0
Rollo Tommasi Opinione inserita da Rollo Tommasi    11 Mag, 2015
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A tavola si invecchia meglio

Il commissario Salvo Montalbano è al suo 37esimo appuntamento con i lettori (comprese le raccolte di racconti e le collaborazioni del suo ottuagenario autore con altri scrittori). La formula è quella – ampiamente sperimentata con successo – delle due vicende che originano in modo indipendente: nel corso del racconto il lettore può scoprirle riunite in un'unica pista criminosa, oppure vederne “diminuita” una a ruolo di contorno dell'altra, senza che esse si incrocino.
Ne “La giostra degli scambi”, il commissariato di Vigata si trova di fronte a misteriosi sequestri-lampo di donne che vengono narcotizzate, ma alle quali non viene torto un capello, e contemporaneamente dinanzi all'incendio doloso del negozio di un certo Marcello Di Carlo, di cui viene per giunta accertata la misteriosa sparizione.
Dopo aver scoperto che le donne sequestrate hanno in comune l'essere impiegate di banca e che il Di Carlo, inveterato “fimminaro”, sembrava star mettendo finalmente la testa a posto, toccherà al lettore addentrarsi nella storia e sincerarsi dell'appartenenza delle vicende all'uno o all'altro dei due schemi delineati.
Sino ad un finale che, pur non scontato, ha la pecca di “accelerare” troppo rispetto alla gradualità con cui la vicenda viene ricostruita nel corso del romanzo.

Sarà che Camilleri scrive le sue storie a somiglianza di sceneggiature cinematografiche. O che Sironi (il regista della serie televisiva) si mantiene fedele al testo in maniera impressionante. Fatto sta che è diventato quasi impossibile – per chi frequenta il personaggio televisivo Montalbano – sfogliare le pagine senza che si materializzino le espressioni dei vari Mimì Augello, Catarella, Livia, Fazio, e via dicendo: nella testa del lettore, la consueta puntata va in onda prima che sia effettivamente girata.
Anche questo è indizio di un successo incontestabile, dovuto a una caratterizzazione dei personaggi e ad un'originalità che forse Montalbano non ha più nei confronti di se stesso (a volte la sensazione di dejavu è dietro l'angolo) ma sicuramente conserva rispetto a tutti gli altri famosi commissari/marescialli/detective privati della pagina scritta.
Per ottenere questo risultato, Andrea Camilleri non ha nemmeno più da faticare tanto, riproponendo le storie del suo investigatore in quella lingua che prende forza dal dialetto della Sicilia centrale (non dal palermitano, dunque, né dal catanese), e che all'orecchio del lettore ha ormai un marchio tutto suo, proprio come il personaggio Montalbano.
Niente di anormale, insomma, se leggendo del buon Salvo seduto tra i tavoli del ristorante di Enzo – cosa che capita piuttosto di frequente ne “La giostra degli scambi” –, si ha la sensazione di vedere Luca Zingaretti che sistema il tovagliolo e si sincera del religioso silenzio attorno, condizione necessaria per gustarsi il pranzo. Lasciatevi portare: c'è il caso che, tra un gamberone e un cannolicchio, arrivi l'intuizione giusta.

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Commenti

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Purtroppo non ho mai letto nulla di Camilleri per la serie di Montalbano...la televisione ha avuto la meglio e, di conseguenza, ho visto quasi tutti gli episodi del famoso commissario. Penso comunque che inizierò la lettura anche del cartaceo per la curiosità di confronto. Grazie. Ciao.
Ferruccio
Ho la fortuna di non conoscere entrambi...forse qualcosa potrà sorprendermi, naturalmente si parte dall'opera scritta, sempre, per quanto mi riguarda. Ci ho provato ma non sono riuscita a leggere più di un paio di pagine, ci proverò comunque, voglio capire perché piace tanto.
Rollo Tommasi
12 Mag, 2015
Ultimo aggiornamento:
12 Mag, 2015
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Premetto che Montalbano è l'unica serie che guardo in tv. Questo perchè gli episodi televisivi hanno una ammirevole caratteristica: aggiungono ai libri senza nulla togliervi. Mi è capitato di leggere "La luna di carta" dopo aver visto la relativa puntata: mi è piaciuto constatare la piacevolezza di entrambe le alternative. Perciò l'unica cosa che sento di dirvi è di non farvi problemi: potete procedere come piú vi aggrada (e non succede spesso, quando si mettono vicini libri e film da essi tratti).
la seria su Montalbano è l'unica serie televisiva su Rai 1 degna di questo nome. Merito senza dubbio della sostanziale fedeltà allo spirito dei libri e del loro protagonista.
Sono d'accordo con te sulla fedeltà ai libri. Non so se sia l'unica serie ad avere queste ottime caratteristiche perchè è l'unica che vedo: preferisco di gran lunga i film (inizio e fine della storia) ai telefilm, ma m'è capitato per puro caso un Montalbano e da allora non ho più... smesso. :)
io inveca adore le serie televisive tipo Mad Men o House of Cards...sono come grandi romanzi ma i prodotti Italiani tranne questo, Gomorra, in parte 1992 sono penosi...
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