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Il segno dell'untore. La prima indagine del notaio criminale Niccolò Taverna
 
Il segno dell'untore. La prima indagine del notaio criminale Niccolò Taverna 2016-12-05 05:13:31 Renzo Montagnoli
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Renzo Montagnoli Opinione inserita da Renzo Montagnoli    05 Dicembre, 2016
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Un convincente giallo storico

Corre l’anno 1576 e a Milano imperversa la peste. Il notaio criminale Niccolò Taverna, unitamente ai suoi due aiutanti, viene incaricato di far luce sul furto di un candelabro realizzato in età giovanile da Benvenuto Cellini e che era conservato nel Duomo ancora in corso di costruzione. Non fa in tempo ad avviare le indagini che è costretto a interromperle perché gli viene affidato un caso ben più importante: scoprire chi ha assassinato padre Bernardino da Savona, commissario inquisitoriale presso il Consiglio dell’Inquisizione Generale e Suprema di Milano.
Non sarà un lavoro facile, perché esiste una lotta sotterranea fra i poteri forti, tra gli spagnoli che reggono il Ducato con la presenza cupa dell’Inquisizione e Carlo Borromeo, il famoso arcivescovo, in un contesto in cui tutto ciò che appare non risponde mai al vero, in un ambiente di dolore, di lutti, di centinaia di morti per peste.
Il segno dell’untore è un giallo storico particolarmente complesso, ma ben architettato e che riesce ad avvincere il lettore dalla prima all’ultima pagina, accuratamente sorretto dalla penna dell’autore capace di non far perdere il filo del racconto fra i tanti colpi di scena e le tante ipotesi investigative. L’ambiente e il particolare periodo storico sono resi molto bene, così come attenta è la descrizione dei non pochi personaggi, per quanto, per alcuni, maggiori approfondimenti psicologici non avrebbero guastato. Niccolò Taverna arriverà poi a risolvere entrambi i casi, seguendo un convincente criterio logico che non delude certamente.
Lo stile di Forte é snello, teso a privilegiare l’azione, anche se talvolta ama dilungarsi nella narrazione, ma senza mai risultare comunque greve.
Il segno dell’untore é uno dei quei romanzi in cui, come si inizia la lettura non si vorrebbe mai interromperla, perché la vicenda non annoia, anzi si è costantemente assillati dalla necessità di conoscere quel che presenteranno le prossime pagine, di come si articoleranno le ipotesi investigative e anche dal crescente desiderio di sapere il perché, il per come e il motivo di un feroce omicidio.
É evidente, quindi, che lo consiglio caldamente.

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Commenti

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Fa piacere sapere che ogni tanto qualcuno azzecca la chiave vincente per scrivere un romanzo di questo genere.
Solitamente il mix giallo e storico finisce spesso per essere carente su uno dei due fronti.
Ad esempio ho letto qualcosa di Giulio Leoni, ma non mi ha soddisfatto nè lo spessore storico nè la trama tinta di giallo.
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