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Ti prendo e ti porto via
 
Ti prendo e ti porto via 2014-01-04 15:14:17 diogneto
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diogneto Opinione inserita da diogneto    04 Gennaio, 2014
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E’ un fiume in piena… paralleli scendono gli affluenti che convogliano l’acqua in turbinio di danze, schizzi, onde, correnti che ti portano via fino all’ultima goccia d’inchiostro che non vorresti mai che arrivasse.

Cosa fai una recensione dopo 10 anni che esce il libro? Il blog è il mio e faccio quello che voglio… comunque si, sono 10 anni che Niccolo Ammanniti ha scritto Ti prendo e ti porto via [Mondadori 2004] e io l’ho letto solo in questi giorni grazie all’amica Fra, che di lavoro fa proprio l’insegnante ma nulla a che vedere con la Palmieri!

Il libro è un capolavoro a tutto tondo e apre vero una serie di riflessioni, sempre con il sorriso sulle labbra, che, però, con il sorridere hanno poco a che fare.

La vita di Pietro Moroni è il fulcro al quale si legano le altre esistenze che abitano Ischiano Marino. Pietro lo studente, il playboy Graziano, la Professoressa Palmieri e tutti i personaggi minori formano una cornice che rende, la vicenda umana del personaggio principale, un crocevia da dove di passa, si parte e si arriva… proprio come una stazione!

Il realismo di Ammanniti ci porta a vivere le esperienze del libro come se fossero famigliari, anche perché sono esperienze di umanità che abbiamo vissuto senz’altro se non in prima almeno in terza persona!

Si aprono molte porte e se ne chiudono poche! Si può trovare, tra le righe, la crisi della famiglia, quella della scuola come “luogo” dell’educazione, quella dell’adulto… e tutte queste crisi vengono come sgranocchiate da episodi che fanno da impalcatura strutturale a questa crisi. Ma al termine non vengono date né risposte né tanto meno soluzioni… solo il chiudersi di una storia con l’invito di Pietro verso la sua amica Gloria che è sintesi di fuga, sempre e per sempre… “Preparati perché quando passo a Bologna ti prendo e ti porto via!”

PS: se sei arrivato fino a questo punto meriti una chicca: non ho letto prima questo libro, pur avendolo in casa da molto tempo, perché pensare che Vasco ne aveva fatto una canzone me lo rendeva indigesto…

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Commenti

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Mah, definirlo un capolavoro a tutto tondo mi sembra eccessivo. Ammaniti calca un po' troppo la mano.
In risposta ad un precedente commento
diogneto
06 Gennaio, 2014
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son gusti! a me sembra un libro "pieno" che lascia senza respiro e che compone, nella sua armonia, un cerchio che si apre e si chiude...
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