Saggistica Scienze umane A libro aperto
 

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Se ci sono libri che ci cambiano la vita, è perché sono in grado di svelarci il segreto che è racchiuso in noi, di far risuonare l’enigma che ciascuno di noi è per se stesso. Un incontro è un evento che taglia il percorso di una vita rendendola diversa da com’era prima. Per questo ogni vero incontro è un incontro d’amore, perché ci trasforma. E, come ci trasformano le persone in carne e ossa, ci trasformano anche le idee e le parole. Sono esistite, per ciascuno di noi, letture che hanno cambiato radicalmente la nostra vita, che l’hanno resa diversa da prima. Perché quel libro mi scuote? Forse perché in esso trovo le risposte o le domande che mi attraversano. In questo senso, leggere non è solo conoscere altri mondi e altre vite, ma è anche incontrare inaspettatamente pezzi del nostro mondo e della nostra vita. Un libro è importante quando mostra i miei fantasmi, quando affonda, per qualche ragione obliqua, nel mio essere più riposto, sorprendendomi e rivelandomi quello che sapevo già ma che non avevo ancora le parole per dire. In queste pagine Recalcati racconta tutta la profondità di questa esperienza, aprendo anche lo scrigno dei suoi personali incontri di lettura e mostrandoci come leggere non sia erudizione, accumulazione, ma un modo per offrire alla vita l’occasione di un incontro con la parte più segreta di se stessa, rendendo possibile il suo rinnovamento, la sua espansione, l’acquisizione di una forma nuova. Perché un incontro con un libro è un incontro d’amore.

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A libro aperto 2018-12-06 10:54:40 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    06 Dicembre, 2018
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Leggere e leggersi

Quante volte ci viene posta la domanda sul che cosa ci danno i libri? Sul come sia possibile che taluni di questi siano in grado di cambiarci la vita? Quante volte a nostra risposta affermativa su questa unica capacità che la lettura ha, notiamo nasi che si storcono, stupore e sguardi allibiti in chi ci sta ascoltando? Eppure, i libri hanno davvero questa facoltà, questa forza. Forza che certamente risiede in un contenuto che si plasma a immagine e somiglianza del nostro essere. O chissà, forse, invece, siamo noi che ci plasmiamo ad immagine e somiglianza del testo che stiamo leggendo? Di fatto i libri sono in grado di svelarci chi siamo perché ciascuno al suo interno, anche inconsapevolmente, racchiude parti di noi che magari nemmeno sapevamo di avere. Ecco perché leggere un libro è al contempo anche essere letti, è dare avvio alla ricostruzione della nostra esistenza, della nostra memoria, dei nostri dolori, della nostra formazione e biografia umana e intellettuale. E quale miglior modo, ci suggerisce Recalcati, per ricostruire il proprio esistere se non attraverso quei libri che ci hanno accompagnato nella crescita emozionandoci e plasmando la nostra mente e la nostra anima in ogni difficoltà, in ogni passo del canto della nostra vita?
Il presupposto della lettura è il considerare il libro come uno scambio reciproco, un rapporto tra memorie che si uniscono e fondano; quella dello scrittore e quella del lettore. Da questo incontro nasce la possibilità di un cambiamento perché nel mettere a nudo la nostra vita, le viene donata forma nuova e al contempo essa viene innanzata e esaltata a nuove possibilità, fatte di mente e di cuore, di un mare infinito dalla sostanza complessa.
E come il libro apre le porte del desiderio e della mente, è nemico dell’odio e refrattario al mondo chiuso e invalicabile, bigotto e istituzionale, altrettanto specchio di noi e del nostro essere è la nostra libreria che con i suoi volumi ordinati o disordinati, nuovi e meno nuovi, cartacei o digitali, rappresenta la chiave di accesso al nostro percorso formativo, costituisce la chiave di volta che porta alla conoscenza del nostro vivere ed essere vivi. Chi osserverà la nostra biblioteca personale, chi si soffermerà a studiarla, chi ne prenderà in mano anche un semplice tomo, avrà accesso alla nostra anima e al nostro io. Comprenderà così quali difficoltà abbiamo provato nella lettura, comprenderà quanto quel linguaggio ostico e quel contenuto forte e devastante ci possa o non possa aver destabilizzato, comprenderà quali oceani in tempesta abbiamo attraversato per diventare quel che siamo.
Il libro dunque non è più un qualcosa con cui passare il tempo, uno strumento a sé, bensì è quel mezzo che ci consente di riversare il contenuto della lettura in quella che è la realtà quotidiana del nostro vissuto. Il nostro vissuto assume nuove vesti e nuove prospettive, la nostra esistenza viene letta a sua volta in modo diverso, e al contempo è a sua volta riversata nel volume. Lo scambio che avviene è pertanto totale e incondizionato e con la genuinità del suo essere rimodella la parte più intima e profonda con un nuovo linguaggio, con nuove lingue parlate. Lingue che sono fatte ancora prima che di parole di tutte quelle componenti astratte ma vivide (come sensazioni e impressioni) che hanno costruito il nostro io adulto. Il libro assolve ancora ad una grandissima necessità: il desiderio di sapere. Perché con il suo contenuto invita all’approfondimento, stimola la curiosità e sprona a conoscere ancora e ancora.
A questa prima parte riflessiva e introspettiva Recalcati ne aggiunge una seconda in cui ci presenta quelli che sono stati i suoi eroi dell’infanzia, dell’adolescenza e dell’età adulta. Passiamo da L’Odissea”, al Vangelo, a Sartre, a Heidgger, a Nietzsche, a Hegel, a Kirkegaard, a Freud e poi nuovamente, a fronte dell’insoddisfazione del dedicarsi ad una carriera da docente del narratore, a McCarthy e a tanti tanti altri letterati ancora. Mutamento quest’ultimo, ancora, che è dovuto al mutare dell’autore stesso e con il suo scontrarsi con quella che è stata la sua fase della maturità e il suo costante chiedersi – e chiederci – cosa e come si costituisce un uomo, cosa lo rende unico, quali sono i perché che lo attanagliano, qual è la vera forza del testo stampato.
Da qui l’invito a staccarci dalla sua mano conduttrice per incamminarci sul nostro personalissimo percorso di vita, un percorso questa volta a ritroso e volto al ripercorre tutti quei tasselli che sotto la forma di libro ci hanno accompagnato nel nostro presente e passato e che sicuramente ci accompagneranno nel nostro futuro.

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A libro aperto 2018-11-24 18:33:08 68
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68 Opinione inserita da 68    24 Novembre, 2018
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La lettura, maestra di vita

Leggere ed essere letti, ricercare spezzoni della nostra esistenza da ricostruire, frammenti di memoria, presenze attraversate da assenze, pezzi di noi, tratti essenziali della nostra biografia umana ed intellettuale.
Il percorso di Massimo Recalcati, una ricostruzione di se’ e del proprio “ esistere “ ed “ essere “ nel mondo attraverso i testi fondamentali che ne hanno accompagnato la crescita, è uno splendido dono per noi lettori.
Ed allora, oltre l’ approfondimento analitico dei nove testi ritenuti dall’ autore compagni e maestri imprescindibili di vita, emergono alcune considerazioni generali sviluppate nella prima parte del testo.
Che cosa è un libro ed il miracolo della lettura, come può cambiarci, leggerci dentro, parlarci, quale il legame tra lettura e vita, cosa definisce il desiderio di sapere, ed il ruolo della scuola in tutto questo?
Dalla premessa di Wittgenstein che ci ricorda come “…. i confini del mio linguaggio determinano i confini del mio mondo… “, l ‘ incontro con un libro va vissuto come tale, uno scambio vicendevole ed un rapporto tra due memorie, quella del lettore e quella dello scrittore.
Un incontro visto come un coltello, che taglia la nostra vita donandole la possibilità di assumere una nuova forma, disarmati e spogliati di fronte ad esso, un corpo, un corpo erotico, un profumo, uno sguardo, una esistenza che prevede la presenza della mente e del cuore, ed un mare sempre aperto, che apre il mondo ed al mondo, non un muro, letto e riletto in tanti modi originando mille altri libri.
La nostra libreria esprime noi stessi, un libro apre le porte della vita e del desiderio, è nemico dell’ odio quando non diventa esso stesso un muro, ( si pensi ad alcuni testi sacri), barriera invalicabile per accedere al mare aperto che contiene tutti gli altri libri.
Spesso il linguaggio è un ostacolo frapposto tra lettore e libro, una montagna da scalare, irta, faticosa, affascinante.
La contrapposizione tra esperienza di vita e lettura ci ricorda che la lettura rende possibile la lettura stessa della nostra esperienza del mondo donandoci la possibilità di leggere le nostre esperienze e di sperimentare le esperienze che vi sono raccontate.
Leggere è uno scambio, un incontro, un libro legge il lettore e viceversa in una esperienza che ne tocca l’ inconscio.
È allora che avviene il miracolo della lettura, l’ incontro con la parte più profonda e vera di se’, il rinnovamento e l’ acquisizione di una nuova forma, oltre ogni sterile erudizione.
Secondo Lacan ciascuno porta con se’ il deposito originariamente caotico della propria lalingua, una lingua privata il cui deposito costituisce il deposito del proprio inconscio. Non si tratta di parole articolate e compiute, ma di atmosfere, impressioni, umori, affetti, sonorità, immagini primarie, la nostra impronta sita nell’ inconscio.
La lettura riattiva il suo fuoco, rianima i suoi tizzoni sparpagliati. Le letture che ci leggono ed i libri che non dimentichiamo sono quelli che hanno stabilito un contatto segreto con la nostra prima lingua; sono quelli che rendono libri noi stessi: libri letti dal libro.
Un libro deve farsi promotore di un desiderio di sapere, deve parlarci, metterci in comunicazione con una parte profonda di noi stessi, è un incontro, un oggetto che causa un desiderio
Ed e ‘ qui che ci deve condurre la scuola, esercitando una funzione che possieda toni antiscolastici.
La seconda parte del testo si apre ai testi protagonisti della vita dell’ autore accompagnandoci, sin dalla infanzia, in una atmosfera di sogno e meraviglia nella ricerca della definizione di se’.
Ciascun libro consegna e legge porzioni di vita dell’ autore definendone senso e contenuto.
“ L’ Odissea “ ( Omero ) gli parla della sua infanzia, la lettura del “ Vangelo “ ripropone in Cristo la forza del desiderio, “ il sergente della neve “ ( M.R. Stern ) la propria storia di neonato sopravvissuto miracolosamente ad una morte certa.
A vent’anni, indirizzato agli studi filosofici, l’ incontro con “ La nausea “ ( Sartre ) apre a quella essenza preceduta dalla esistenza che deve dare un senso singolare a se stessa.
E poi Heidegger ( “ Essere e tempo “) Sartre, Nietzsche, Hegel, Kierkegaard, la laurea in filosofia, la ricerca di un senso d se’ e di un significato che definisca il se’, le proprie domande ed il proprio destino,
Ecco l’ importanza della psicanalisi e del sonno, manifestazione dell’ inconscio, di quella porzione nascosta anche a se stessa che cerca di definirne i contenuti. Ma è in “ Al di la’ del principio di piacere “ ( Freud ) in cui si parla di pulsione di morte, di difesa psichica dal mondo, di scandalo della vita che rifiuta se stessa, di paura della vita stessa, di coazione a ripetere, che si contravvengono i principi filosofici pregressi generando in lui la paura di vivere e la necessità di essere psicanalizzato.
Nell’ ” Idiota della famiglia “ ( Sartre ), nel passaggio dalla costituzione alla personalizzazione, nella scelta di Flaubert per la scrittura rifiutando un mondo che lo ha rifiutato, Recalcati riconosce la propria storia indebitamente definita dagli altri ed un preciso indirizzo intellettuale.
Lo studio della filosofia ( post laurea ) e la possibilità di dedicarsi ad una carriera di
docente è accompagnato da una insoddisfazione manifesta.
L’ autore si avvicinerà alla psicanalisi con una domanda ricorrente: “ come si costituisce un uomo? “, ma non un uomo in generale, il se’ uomo, con il proprio desiderio singolare, particolare, e solo negli “ Scritti “ ( Lacan ) arriverà ad una soluzione illuminante, la definizione di psicanalisi come “ scienza del particolare “ in un testo astruso ed angosciante ma in grado di leggerlo dentro, con una rivoluzionaria idea della “ Legge del desiderio ” svuotata della propria accezione negativa ed in grado di definire un nuovo significato di cura.
Il Recalcati uomo maturo e psicanalista affermato troverà in “ La strada “ di Cormac McCarthy uno struggente significato d’ amore, la legge della parola e del desiderio, il significato di eredità, e di quel respiro divino ravvivato nel figlio dal pensiero e dalla memoria del padre.
Questo il percorso dell’ autore, articolato, complesso, immerso nello sconfinato mondo dei libri con infinite ed indefinite chiavi di lettura. Uno scambio vicendevole, una compenetrazione vissuta intensamente per arrivare alla acquisizione di una precisa identità, la propria.
Ciascuno di noi, di certo, nello sconfinato oceano letterario, ha percorso la propria strada, sin dalla infanzia, la ricorda e l’ ha introiettata nel cammino di una vita che è i propri libri e che continuerà ad essere un libro aperto, tanti altri libri, innumerevoli, per sempre…



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