Sabbia nera Sabbia nera

Sabbia nera

Letteratura italiana

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Mentre Catania è avvolta da una pioggia di ceneri dell’Etna, nell’ala abbandonata di una villa signorile alle pendici del vulcano viene ritrovato un corpo di donna ormai mummificato dal tempo. Del caso è incaricato il vicequestore Giovanna Guarrasi, detta Vanina, trentanovenne palermitana trasferita alla Mobile di Catania. La casa è pressoché abbandonata dal 1959, solo Alfio Burrano, nipote del vecchio proprietario, ne occupa saltuariamente qualche stanza. Risalire all’identità del cadavere è complicato, e per riuscirci a Vanina servirà l’aiuto del commissario in pensione Biagio Patanè. I ricordi del vecchio poliziotto la costringeranno a indagare nel passato, conducendola al luogo dove l’intera vicenda ha avuto inizio: un rinomato bordello degli anni Cinquanta conosciuto come «il Valentino». Districandosi tra le ragnatele del tempo, il vicequestore svelerà una storia di avidità e risentimento che tutti credevano ormai sepolta per sempre, e che invece trascinerà con sé una striscia di sangue fino ai giorni nostri.

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Sabbia nera 2018-09-22 09:48:51 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    22 Settembre, 2018
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La "sciantosa" mummificata

Con questo libro cominciamo a conoscere una “montalbanina”, che promette davvero bene. E’ infatti la prima indagine di un’investigatrice siciliana, che mette anima e corpo nella risoluzione delle rogne che le vengono affidate, ed è dotata di un intuito sbirresco davvero non comune. La storia è ambientata fra Catania e Noto, con il particolare di una tempesta di sabbia vulcanica in corso, che dà il titolo alla storia e che dà colore all’ambientazione ed alla cornice. Il concatenarsi degli eventi e lo svolgimento dell’indagine è serrato e tiene molto vivo l’interesse del lettore, anche se la nebbia attorno al caso aumenta di mano in mano, per poi prospettare una soluzione possibile, ma da provare, per poi ribaltare il tutto in modo inaspettato. Molto apprezzabile la scelta dello stile e del linguaggio che ti permette di tuffarti fin dalle prime pagine nel mondo siciliano e nel loro splendido dialetto. Un po’ le espressioni usate, un po’ l’uso intenso del passato remoto mi hanno risvegliato la nostalgia della mia regione preferita.

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Sabbia nera 2018-06-25 07:41:16 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    25 Giugno, 2018
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La polvere nera del tempo

Cristina Cassar Scalia, dopo aver pubblicato La seconda estate (2014), Le stanze dello scirocco (2015), edita ora Sabbia nera, un giallo che ha una protagonista assoluta: Giovanna Guarasi, vicequestore a Catania, una nuova ed intrigante figura nel vasto panorama dell’investigazione italiana.
Ma che cosa è la sabbia nera? La sabbia nera è quel pulviscolo che si sparge per tutta la città quando l’Etna si risveglia ed erutta lapilli qua e là:
“La sommità dell’Etna assomigliava ad un braciere che vomitava fuoco, sovrastato da una colonna di cenere e lapilli. La colata pareva aver preso anche quella volta la via della Valle del Bove, una depressione non edificata sul versante orientale che, fungendo da bacino di raccolta, era la salvezza di tutti i paesi alle pendici del vulcano.”
Ma è anche quella polvere che si deposita sui casi vecchi che nessuno ricorda più, o che qualcuno ricorda ancora, ma non nei particolari. E’ la polvere del tempo, che si posa anche sui casi di cronaca nera. Come quello avvenuto cinquant’anni prima che ha visto l’omicidio di don Gaetano Burrano, faccendiere catanese, brutalmente ucciso nella sua camera da letto, nella sua villa padronale antica. Lì tutto è rimasto come era, anche ora. Ma il nipote, recatosi accidentalmente in quelle stanze chiuse da così tanto tempo, trova un cadavere di donna, mummificato e nascosto all’interno di un montacarichi. Con lei una valigia piena delle vecchie 10.000 lire, un abbigliamento costoso e da signora “un po’ chiacchierata”. A chi appartiene il cadavere? E come c’è finito in quel luogo ameno, ben celato e nascosto? Un vaso di Pandora si scoperchia, e le indagini sono oltremodo ostacolate dall’anzianità dei protagonisti che si avvicendano.
A cercare di dipanare il filo della matassa è il vicequestore Giovanna Guarasi, detta Vanina, trentanove anni, un curriculum di tutto rispetto al quale fare riferimento, un passato alla sezione Criminalità organizzata che pesa come un macigno, un altro dolore antico e qualcuno da cui scappare …… Amante dei film di vecchia data, ricercata nel vestire, non disdegna la buona cucina e il mare. Lavoratrice indefessa, perspicace ed intuitiva nell’investigazione, è persona competente. Sa muoversi con perizia e saggezza all’interno delle ragnatele del tempo, ricostruendo la vicenda. Su tutto aleggia un ottimo affresco della Sicilia.
Una vicenda che affonda le radici nel passato, tra pettinatrici, maitresse, guepieres, bordelli, acquedotti da costruire, famiglie mafiose e non, vecchi amori e antichi rancori e vendette. Un giallo intrigante ed affascinante, che avvince il lettore in una spirale avvolgente. Consigliatissimo.

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Consigliato a chi ha letto Cristina Cassar Scalia, Le stanze dello scirocco e La seconda estate
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