Narrativa italiana Romanzi Commedia nera n.1
 

Commedia nera n.1 Commedia nera n.1

Commedia nera n.1

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Abbandonata - ma solo per il momento - la casa di ringhiera, Recami ci fa entrare questa volta in un appartamento (un po’ claustrofobico), e con questo romanzo dà vita a una nuova serie. Siamo sempre alla commedia umana, che questa volta si tinge di nero per il sarcasmo, il grottesco, il cinismo che la percorre. Una nuova serie, che sarà agrodolce e cattiva alla sua maniera, spietata e un po’ ossessiva, ma nella quale prima o poi tutti ci specchiamo.



Recensione della Redazione QLibri

 
Commedia nera n.1 2017-02-24 21:25:31 Belmi
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Belmi Opinione inserita da Belmi    24 Febbraio, 2017
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Il Coyote e Beep Beep

Antonio Maria e Maria Antonietta sono i protagonisti della “Commedia nera n.1”, con cui Recami inizia un nuovo ciclo, centrato sugli incubi sociali, con il paradosso del rovesciamento del buono con il cattivo.

I protagonisti sono una coppia che ribalta completamente lo stereotipo maschile e femminile. Maria Antonietta è un commissario della polizia, autoritaria, prepotente, egoista e abbastanza crudele; Antonio Maria è il marito malato, costretto a casa, che dopo aver subito soprusi per anni, vuole dare una svolta alla sua vita.

““Uomini maltrattanti? Uomini maltrattanti? Ma che sta dicendo? È mia moglie che esercita questi tipi di violenza su di me, e a proposito del maltrattamento economico vorrei aggiungere che io è una vita che lavoro in casa, e non mi è stato riconosciuto niente..””

Recami stravolge completamente quello che “solitamente” siamo “più” abituati a vedere; in questo romanzo la situazione viene completamente capovolta raggiungendo anche punte molto alte di grottesco.

L’intento dell’autore è molto chiaro, ovvero quello di presentare la società facendo “divertire” il lettore, creando questa commedia degli “equivoci”. “L’operatrice non sapeva come comportarsi. “Beh, guardi, questo è un numero verde per casi di violenza sulle donne…il nostro centro propone anche un servizio per maschi che vogliono affrontare il loro problema di Maltrattanti, ma non forniamo consulenze, non prendiamo appuntamenti per casi opposti, ove ce ne fossero..la cosa esula dalle nostre competenze..””.

Partiamo dal presupposto che non conosco l’autore e questo è il primo libro che leggo di lui. Un romanzo che nell’arco di una giornata si legge senza problemi, caratterizzato da una penna piacevole, scorrevole e sicuramente ironica e in alcuni casi divertente. Il romanzo, dal mio punto di vista, era partito in maniera profonda, affrontando una tematica davvero molto importante, questo elemento purtroppo si perde dopo poco, quando l’autore (volontariamente) alimenta il grottesco fino all’esagerazione. Qualcuno di voi ha mai guardato i cartoni animati con il Coyote e Beep Beep? Avete presente l’astuzia del Coyote? Beh, Antonio Maria prenderà ispirazione da lui per “liberarsi” di Beep Beep o meglio della sua Maria Antonietta.

Lodevole l’iniziativa dell’autore, ma non posso dire che questo libro mi abbia lasciato qualcosa. Sicuramente piacevole da leggere ma troppo esagerato. Gli eccessi vanno sempre saputi gestire.

Buona lettura!

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Commedia nera n.1 2017-09-10 13:48:26 Silvia Argentati
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Silvia Argentati Opinione inserita da Silvia Argentati    10 Settembre, 2017
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RECENSIONE


A metà strada tra il claustrofobico e l’irritante, a tratti divertente. L’atmosfera che si respira leggendo il libro di Recami è quella tipica delle Black Comedy inglesi dove paradossi, equivoci, rovesciamenti e tentati omicidi sono alla base della storia narrata. Un umorismo nero portato agli eccessi dove trova spazio la farsa, l’ironia e la cattiveria. Bersaglio prediletto di Recami è il rapporto coniugale. Come può un uomo infelice, depresso, ansioso e stressato fuggire dalle grinfie di una moglie cinica, manipolatrice, arpia e aguzzina, nonché commissario di polizia? Questa è la situazione in cui vive Antonio Maria, maestro di taglio e cucito, seppellito in casa sotto la tirannia della sua consorte Maria Antonietta. In questo rovesciamento degli stereotipi maschili e femminili, al povero Antonio Maria non resta che progettare rocamboleschi tentativi di fuga prima ed ingegnosi progetti omicidi poi. E allora ecco una serie infinita di macchinazioni che si ribaltano contro di lui: dalla cassapanca (evocativo di Morte apparente di E.A. Poe) alle lenzuola annodate, dall’ambulanza ai polli alla stricnina, dalla statuetta di San Pietro Martire alla balestra costruita con le forbici di casa.
Ma non c’è scampo alla propria condizione, tutto torna al punto di partenza, come il personaggio dei cartoni animati che Antonio guarda ossessivamente in tv, cioè come Willy il Coyote che passa l’esistenza (senza successo) a cercare di catturare Beep-Beep. Antonio, perennemente vestito con il gilet di velluto e la giacca da camera di fustagno, dalla propria cucina si ostina nel mettere in atto una serie di esilaranti delitti imperfetti. Le vicende narrate diventano sempre più paradossali in un crescendo che porta velocemente al colpo di scena finale. “I miei libri sono delle parodie – ha commentato Recami stesso alla presentazione del libro in occasione del Festival del noir e del giallo civile 2017 - il mio è un intento provocatorio. Non vado incontro al lettore, la mia non è una narrazione ruffiana e non do al lettore ciò che si aspetta. Quello che rimane alla fine è una risata a denti stretti, come nel film I Mostri di Risi”. Come lo scrittore Vitaliano Brancati, da cui Recami prende ispirazione, con Commedia nera N.1 l’autore toscano vuole infilare il coltello in conflitti drammatici come, in questo caso, la violenza e i maltrattamenti psicologici in ambito familiare, ma lo fa da un’angolazione molto particolare, a metà strada tra la comicità e la claustrofobia.

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Commedia nera n.1 2017-08-03 09:41:23 Natalizia Dagostino
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2.3
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Natalizia Dagostino Opinione inserita da Natalizia Dagostino    03 Agosto, 2017
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Sopravvissuto

Leggo un racconto improbabile e violentemente sarcastico di una coppia male assortita: due giocatori psicologici che si scambiano, superficialmente, i ruoli di vittima e di persecutore. In verità, tutti e due, senza amore, sono invischiati in pensieri e in comportamenti cattivi, fra deliri, ossessioni e rivendicazioni. Non so quale dei due sia più pazzo dell’altro. Leggo assieme una commedia e una tragedia. I personaggi minori girano inutilmente intorno alla casa della coppia, come oggetti, tutti, di Maria Antonietta Salvatores, commissario di polizia e di suo marito, Antonio Maria Cotroneo, ex sarto con problemi di salute. Il finale è degno di entrambi, condannati ad una morte storica e, ancor più, ad una morte sociale, per chi, fra i due, pensa di sopravvivere.
Continuo a preferire Recami delle prime storie. E, ancor più, scelgo i romanzi di Highsmith, la mia ironica, sottile, intelligente e luminosa Patricia Highsmith

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