Narrativa italiana Romanzi Il cuore non si vede
 

Il cuore non si vede Il cuore non si vede

Il cuore non si vede

Letteratura italiana

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Un vorticante romanzo quasi sentimentale sulle cose che ci uccidono e le persone che ci tengono in vita. Andrea Dileva, quarantenne, studioso, curioso, professore di greco, si sveglia un giorno senza il cuore. Laura vive con lui, è abituata alle sue mancanze, ma questa proprio non se l'aspettava. Carla in teoria sarebbe la sua amante, ma a casa ha un cane, un bimbo, un marito, e poi con il corpo di Andrea ha sempre avuto un rapporto difficile, in fin dei conti le va bene anche così. Forse Simone avrebbe la fantasia per capire com'è che l'amico di mamma sta perdendo i pezzi, d'altronde è stato proprio lui a raccontargli storie di leviatani giganti e donne con la coda di pesce. Ma Simone ha otto anni e nessuno ha chiesto il suo parere. Andrea cerca dappertutto una storia che assomigli alla sua, senza trovarla: eppure era convinto che la mitologia fosse l'archetipo di ogni cosa. Certo, se l'umanità intera ha il terrore di morire, deve prendere atto che per lui è diventato impossibile. Come può smettere di battere un cuore che non c'è più? Chiara Valerio racconta con una leggerezza rara le metamorfosi delle relazioni e la loro meccanica involontaria. Se la storia di un uomo che scompare scintilla di ironia e passione, questa è l'occasione della letteratura. «Carla lo voleva fino a un certo punto, e lui la voleva da un certo punto in poi. Dunque, per loro due, quel punto era l'unica possibilità». Una mattina, dopo sogni inquieti, Andrea Dileva si sveglia senza cuore. Non è morto, certo, ma forse non è vivo. Semplicemente sta scomparendo sotto gli occhi severi e distratti delle (troppe?) donne che gli stanno intorno. Perché siamo fatti di legami oltre che di tendini, muscoli e ossa. Di allegrie immotivate, mancanze, ferite, amori imperfetti.

Recensione della Redazione QLibri

 
Il cuore non si vede 2019-09-13 08:23:48 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    13 Settembre, 2019
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la mitologia del vivere sentimentale


Chiara Valerio, responsabile della narrativa italiana per la casa editrice Marsilio, lavora anche a Rai Radio 3. Il suo ultimo libro è Storia umana della matematica. Ora esce con Il cuore non si vede, un libro di grande classe, scritto con una prosa più che perfetta. Purtroppo il contenuto, la trama non è stata di mio gradimento.
Il libro racconta la storia di Andrea Dileva, che una mattina si sveglia, improvvisamente, accanto a Laura, sua moglie, e scopre di non avere più un cuore. Più avanti si scopre manchevole anche dei polmoni. Come è possibile? Come fa a vivere ugualmente? Lui, quarantenne, professore di greco, ottimo studioso , si ritrova in una situazione paradossale. Lui che vedeva:
“Il futuro d’altronde non era roba per lui. Aveva fatto studi classici e insegnava greco, ea un’autorità, e , a tratti, non gliene importava niente, andava in giro per convegni e si annoiava, formava studenti dicendo loro che senza memoria del passato non esiste immaginazione del futuro e probabilmente, mentre lo diceva e ripeteva, ne era convinto, ma no, il futuro non gli interessava. Si situava , come Borges, in un punto indefinito della decadenza dell’impero romano. Il suo sentimento più persistente era il tramonto.”
Lui che considerava
“la mitologia come l’archetipo di ogni cosa”,
non sa come trovare una soluzione. Ragiona e riflette, affermando di essere
“diventato uno studioso di mitologia ma avrei potuto diventare un cocainomane, così esposto alla polverina che dà allegria. “
Potrebbe cercare una soluzione con Carla, la sua amante. Ma lei a sua volta ha un marito, un figlio, un lavoro e con il suo corpo ha sempre avuto un rapporto altalenante. E allora Simone, suo figlio, che gli è molto affezionato e comprende le situazioni più articolate. Ma lui è un bambino, quel figlio che lui avrebbe tanto voluto avere. Simone:
“era il vaso per tutti i fiori raccolti in solitari e meno solitari anni di studio, (…) era la terra per quelli che lui credeva fiori recisi e invece si erano rivelati capaci di semi e germogli.”
In questo modo si forma intorno alla sua persona un coro di donne che raccontano la loro storia, stupendolo con ironia e passione. Fino al finale, sorprendente e metafora dei tempi moderni.
Un libro che mescola mitologia, l’amore per un passato ricco di cultura, profondo e colto, all’oggi, dipinto come insicuro, fragile, poco coinvolgente e superficiale. Un flusso di coscienza ininterrotto, metafora della fragilità e della sofferenza dei sentimenti e della condizione umana. Un ottimo e perfetto esercizio di scrittura, privo di una trama e di un contenuto coinvolgente.

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Il cuore non si vede 2019-11-28 10:07:28 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    28 Novembre, 2019
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Cuore, o mio cuore.

«Così prima aveva sorriso, poi sbuffato. Non amava svegliarsi e dover sbattere contro l’evidenza che qualsiasi relazione umana è, per la maggior parte del tempo, un improponibile baratto tra il terrore di restare soli e la gioia della condivisione, uno scambio iniquo tra il proprio tempo, che è il proprio modo di essere, e la natura umana, che è dividerlo con gli altri.»

Andrea Dileva, è un quarantenne professore di greco, studioso, curioso e intelligente che, una mattina come tante, si risveglia senza cuore. Può sembrare una cosa strana eppure è un attimo. La sera, l’organo pulsante era perfettamente al suo posto e funzionante, al mattino della sua esistenza se ne veniva a perdere ogni traccia. Ma può vivere un uomo senza il cuore? Come può continuare a vivere?

«Che facciamo col cuore? Una delle domande che, insieme al colore del muro, sarebbero rimaste senza risposta. Ma non voleva pensarci, adesso. A cosa può o deve pensare uno che ha perso il cuore? Qual è il pensiero giusto, necessario, quello che se non guarisce cura e se non cura consola? Il non poter dire e addirittura pensare la formula “problemi di cuore”, a quali semplificazioni o scelte lo avrebbe condotto?
[…] Non sapeva se in quella condizione sarebbe invecchiato. La mitologia raccontava che si può avere vita eterna senza eterna giovinezza ed è una iettatura. E Laura invece sarebbe invecchiata? E Carla? E lui sarebbe rimasto sempre uguale, vivo fino alla fine, in un mondo in cui nessuno più lo amava, un mondo senza tempo che dunque di umano non aveva niente?»

E così, pagina dopo pagina, quello che può risultare essere un paradosso, prosegue. Con l’evolversi delle vicende si scopre che non solo questo fondamentale muscolo è venuto meno, ad aggiungersi alla scomparsa vi sono anche i polmoni. È possibile trovare una spiegazione a questo fenomeno così inspiegabile? E ancora, è possibile trovare allo stesso una soluzione? Ragiona, porta avanti molteplici riflessioni, cerca soluzioni nella tanto cara mitologia, cerca soluzioni con Carla, la sua amante che ha al contempo una vita fatta di una famiglia e di un figlio.
Quel che viene a delinearsi è un quadro molto particolare che trae le sue origini e fondamenta nel flusso di coscienza. E forse, è proprio per questo che “Il cuore non si vede” non è una lettura per tutti. Perché ad una trama originale ma peculiare si aggiunge un contenuto che unisce al suo interno letteratura, mitologia e introspezione. Il lettore è cioè chiamato ad interrogarsi, a porsi, a sua volta, delle domande. E ciò accade sin dalle prime battute, sin dall’incipit dell’opera. Quello che si apre innanzi al conoscitore è un flusso di coscienza caratterizzato da tratti fortemente intimistici che si mixano con l’’attualità dei tempi moderni. Il tutto in una metafora sottesa che chiede di essere interpretata.
Un libro stratificato, denso di contenuti, espressione di fragilità e di emozioni, raro.

«Se solo avesse avuto ragione la sorella. Da bambini le piacevano troppo le favole e invece, aveva capito negli anni, il lieto fine esiste solo se chiudi la storia al momento giusto e dunque per lui non c’era più lieto fine.»

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