Il maestro Il maestro

Il maestro

Letteratura italiana

Editore

Casa editrice


Corrado Lazzari è stato il più grande attore del Novecento. Il volto della tragedia shakespeariana, l'interprete sofisticato e potente, acclamato dalle platee di tutto il mondo, è oggi un uomo solo. La fama, il successo, gli amici, tutto perduto. Le giornate si inseguono, uguali, in un appartamento di un palazzo abbandonato nel centro di Roma. Corrado riordina l'archivio di una vita intera, giornali, fotografie, copioni, mescolando la fragilità del presente ai ricordi del passato: gli anni all'Accademia di Arte Drammatica, le tournée in giro per il mondo e il grande amore perduto per Francesca. Sembra che tutto debba continuare così, identico a se stesso, fino alla fine. Poi un giorno arriva lei, e tutto cambia. Alessandra è giovane, poco più di vent'anni, e studia lettere con indirizzo teatrale, così dice al Maestro presentandosi. Timida e impacciata, cerca di entrare nella vita di Lazzari. L'iniziale ritrosia dell'uomo viene spazzata via dall'ansia di sapere della giovinezza. E attraverso le parole del teatro, quelle che hanno riempito la sua essenza, Corrado forse scoprirà, insieme con quella ragazza, il modo di accettare la propria caduta e di rendersi immortale nello stesso, perfetto istante.

Recensione della Redazione QLibri

 
Il maestro 2017-09-20 20:25:26 ALI77
Voto medio 
 
3.5
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
3.0
ALI77 Opinione inserita da ALI77    20 Settembre, 2017
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

CORRADO E I SUOI RICORDI

Corrado Lazzari è il protagonista di questa libro molto particolare, è un uomo anziano che vive da solo in un palazzo dove è l’unico coinquilino.
Il sentimento che pervade l’intera lettura del romanzo è la solitudine e la difficoltà di rimanere soli con se stessi.
Corrado è stato uno dei più grandi attori del Novecento, questo lo capiamo perché la narrazione in terza persona ci riporta molti episodi del passato dell’uomo, ci racconta i suoi viaggi, le persone che ha incontrato, i lavori di cui ha fatto parte.
Il palazzo in cui vive l’uomo è al centro di Roma, una città che non è più la stessa di tanti anni fa, che sta perdendo a poco a poco la speranza e la vita.
Roma è diversa, ormai spenta e non illuminata più dai splendori di una volta e dalla bellezza di cui Corrado ha solo un ricordo lontano, una città che in passato l’ha emozionato e affascinato.
Corrado è un uomo schivo, riservato e anche un po’ burbero non lascia avvicinare nessuno, solo una ragazza gli porta da mangiare , è Alessandra una giovane che studia lettere alla Sapienza.
L’uomo si vuole isolare e lasciare tutti fuori dalla casa in cui vive, come se si volesse allontanare da un mondo che non sente più suo, di cui non fa più parte.
Un giorno Alessandra prova a chiedere aiuto a Corrado per il suo percorso di studi, ma l’uomo inizialmente non vuole aiutarla, ma poi tutto cambia e i due iniziano a parlare. Corrado inizia ad essere “Il maestro” del titolo, a spiegare e ad insegnare quello che sa e quello che ha fatto per una vita.
Quello che notiamo è un forte contrasto tra il passato glorioso, pieno di successo, di soddisfazioni, pieno di amore, di viaggi e un presente di solitudine e di tristezza, dove regnano solamente la malinconia e dove ogni gesto diventa abitudinario.
Con Alessandra ritrova il piacere di parlare con qualcuno, di non essere più solo e la ragazza gli confessa le sue paure, i suoi momenti difficili e come se il maestro fosse una sorta di padre, di zio che la consiglia.
Lo stile di Carofiglio è molto scorrevole, il romanzo si legge velocemente e la narrazione è quasi teatrale, frammentata, con periodi molto brevi.
Il filo conduttore dell’intera storia è l’opera “Amleto” di William Shakespeare, che viene citata in più pagine e che è molto cara ai due protagonisti.
Un romanzo che è pieno di malinconia, di tristezza e di rimpianti, un uomo che è rimasto solo, nonostante il gran talento, il successo, gli amici.
Un libro che ti fa pensare, che ci insegna a non dare nulla per scontato, a dare il giusto valore e importanza alle persone che ci stanno accanto.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
gli altri libri di Carofiglio
Trovi utile questa opinione? 
130
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 2

Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0  (2)
Contenuto 
 
4.0  (2)
Piacevolezza 
 
4.0  (2)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Il maestro 2018-02-10 13:50:37 ornella donna
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
ornella donna Opinione inserita da ornella donna    10 Febbraio, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

L'ultima rappresentazione

Francesco Carofiglio ne Il maestro fa emergere, in tutta la sua potenza, il suo amore personale per il teatro. I suoi significati, i suoi temi.
Il libro narra la storia di Corrado Lazzari, uno dei più grandi attori del Novecento. Ha interpretato parecchie opere in tutto il mondo, è stato l’interprete perfetto della tragedia shakespeariana, un interprete vissuto, competente e impareggiabile, le platee di tanti teatri lo hanno osannato. Ma ora è un uomo solo. Vive nel ricordo del tempo che fu e non è più. Una donna gli cura le pulizie della casa, la propria igiene personale, i pasti gli vengono consegnati due volte al giorno dalla trattoria vicina. Ora è:
“insofferente a tutto. A volte se ne rende conto, a volte no. (…)vorrebbe che sparisse per sempre, vorrebbe tornare a letto e risvegliarsi vent’anni prima.”.
Vive circondato da una marea di carte, dai ritagli di giornali ai copioni studiati, arricchiti da note e riflessioni proprie. Rimpiange l’amore di una vita, Francesca. Da lui amata come non mai, tradita innumerevoli volte. Abbandonato improvvisamente da lei, con un biglietto con poche essenziali parole: “Sono infelice. Addio”:
“Chissà dov’è adesso, Francesca. Chissà dove vive. Chissà se è viva. (…) Non rimane niente. Ecco, non resta niente, delle persone con cui abbiamo vissuto e diviso una intimità che ci è sembrato un dono da conservare. Nessun contatto, nessun segnale. Come se la vita fossero scatole. Vivi dentro una scatola, quell’anno, quei giorni meravigliosi o terribili. E puoi riviverli ancora, nella consistenza variabile del ricordo, ma non sai mai come sarebbe adesso, di cosa parleresti. O se magari preferiresti restare in silenzio, ancora una volta.”.
Fino a quando incontra Alessandra, una giovane laureanda, timida, insicura, vuole conoscere il Maestro. E’ insistente lei, insofferente lui. Ma qualcosa muta, conquistato dalla sete di conoscenza e dalla giovinezza di lei:
“Sorride. (…) Adesso nella stanza è come se la tensione si fosse allentata, o meglio, la tensione ha preso una forma diversa. E’ una irrequietezza leggera, sembra espandere i sensi. Corrado sente l’odore, il profumo, la traspirazione del corpo giovane. Vede meglio i tratti del viso, i piccoli segni dell’espressione, niente trucco, solo la matita sugli occhi. La ragazza ha una piccola cicatrice sul labbro.”.
Fino all’ultima, trascendente, rappresentazione; quella che gli dona l’immortalità.
Un libro la cui lettura mi ha conquistato letteralmente. Venato da una sottile triste malinconia, scritto con una prosa essenziale, precisa, limpida, apre uno squarcio sul teatro, come rappresentazione costante della realtà e della quotidianità, del vissuto umano. Poiché quando cala il sipario e gli attori abbandonano la scena non rimane che l’uomo e la sua solitudine, il peso dei ricordi che sono stati, il rimpianto per quello che non abbiamo più, che vorremmo avere e non l’abbiamo. Il peso della vita, ma anche la bellezza e l’imperituro di ciò che rimane per sempre, oltre l’umano.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
50
Segnala questa recensione ad un moderatore

Il maestro 2018-01-30 05:50:02 Bruno Elpis
Voto medio 
 
3.0
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
3.0
Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    30 Gennaio, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

La vita è uno stato mentale

Il maestro Corrado Lazzari, protagonista del romanzo di Francesco Carofiglio, è la solita storia d’amore – filone piuttosto sfruttato nella narrativa, ma anche nelle canzoni – tra docente e discente?

Corrado Lazzari è stato un grande in campo artistico e, per l’egocentrismo tipico di molti artisti, ha forse distrutto la sua storia d’amore con Francesca.
Si ritrova solo (“Non tornerà mai in scena”), anziano, a rimpiangere i fasti (“Ripiegata accuratamente tra i fogli, ritrova la locandina dello spettacolo”), il prestigio (“Quella volta andò a vederlo anche Sartre”), il carisma (“Una volta incontrò anche Genet”) e il successo del tempo che fu.
Alessandra è una giovane studentessa (“Faccio una tesi sulla storia della messa in scena di Shakespeare in Italia”), porta il pranzo al maestro e uno squarcio di sentimento (“Alessandra è il suo pubblico”) nella solitudine del vecchio.

Il sottofondo è malinconico e amaro (“Non è mai presto. Quanto tempo perduto a immaginarsi il futuro. Quanto tempo passato a consegnare la vita a un futuro perfetto, mai avverato. Non è mai presto, ma è tardi. Te ne accorgi quando è tardi”), la storia è imbastita sulle opere di Shakespeare e sorretta da citazioni (“La fantasia è un posto dove ci piove dentro” - Calvino), lo stile ha i toni della sceneggiatura, è molto dialogato (con frequente ricorso alle sospensioni del tipo «…») e con qualche frase d’effetto (“La vita è uno stato mentale”).

Ma allora, riprendendo la domanda iniziale, è la solita storia tra docente e discente? Sì, secondo me manca qualche guizzo che potrebbe differenziare la storia...

Giudizio finale: sceneggiato, agrodolce, citazionista.

Bruno Elpis

Indicazioni utili

Lettura consigliata
  • no
Trovi utile questa opinione? 
150
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

Berta Isla
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Le fedeltà invisibili
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Divorare il cielo
Valutazione Redazione QLibri
 
3.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La scomparsa di Stephanie Mailer
Valutazione Utenti
 
4.5 (1)
Tredici modi di guardare
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Salvare le ossa
Valutazione Redazione QLibri
 
4.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
All'ombra di Julius
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
3.5 (1)
L'animale femmina
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Una donna
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
L'antica nave
Valutazione Redazione QLibri
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Superficie
Valutazione Utenti
 
2.3 (1)

Altri contenuti interessanti su QLibri