Narrativa italiana Romanzi Il treno di cristallo
 

Il treno di cristallo Il treno di cristallo

Il treno di cristallo

Letteratura italiana

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A Broadstairs, incantevole villaggio della costa inglese, Aaron lavora come apprendista nella storica gelateria Morelli e vive in simbiosi con Anja: una madre depressa e protettiva che gli tiene nascosta l’identità del padre e nulla racconta di Zagabria, la città dalla quale sono fuggiti quando lui era piccolo. Fortuna che Gennarino, il suo migliore amico, è un vulcano di allegria e colora di ottimismo il grigiore trasmesso dalla malinconia di Anja. Dal canto suo, Aaron ha imparato a essere felice con poco. Gli bastano il sapore del gelato al mandarino, le passeggiate solitarie lungo le scogliere a strapiombo sul mare e le conversazioni con Crystal, la ragazza che ama. Si sono conosciuti online e la loro relazione va avanti da più di un anno: ma è soltanto virtuale. Ogni volta che lui cerca di organizzare un incontro, lei trova mille scuse per rimandare. Eppure Aaron preferisce la sua presenza incompleta al dolore della solitudine. Finché un evento inatteso sconvolge tutto. Dalla Croazia arriva la lettera di un notaio che annuncia ad Aaron la morte di quel padre che gli è sempre stato tenuto nascosto, e lo invita a raggiungere Zagabria per l’apertura del testamento. In treno, grazie a un biglietto di Interrail. Sprovveduto e impreparato alla vita, Aaron affronterà con coraggio la sua piccola Odissea alla ricerca della verità. Dall’Inghilterra a Zagabria passando per Amburgo, Praga, Lubiana, Bratislava e Szentgotthárd si incontrerà finalmente col mondo: che lo metterà alla prova, fra rischi e tentazioni, offrendo in cambio incontri inattesi e immensa bellezza.



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Il treno di cristallo 2020-10-15 16:05:43 enricocaramuscio
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enricocaramuscio Opinione inserita da enricocaramuscio    15 Ottobre, 2020
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Le acrobazie della vita

Un villaggio inglese arroccato sulla scogliera del Canale della Manica. Una piccola casa, arredata con mobili di fortuna, gravata da un mutuo reso ancora più impegnativo dai magri introiti dei suoi abitanti. Una madre e un figlio, rifugiati politici scappati dalla Croazia in cerca di una vita migliore a Broadstairs, nel sud della Gran Bretagna. Anja e Aaron vivono lì ormai da diciott'anni, da quando cioè la donna lo ha messo alla luce, bimbo senza padre, pietra dello scandalo per i parenti, fuggendo subito dopo il parto e chiudendo i conti con il passato. Ma il passato a volte ti rimane dentro e non vuole andare via, ti rode e ti tormenta, si trasforma in malattia, in una depressione difficile da combattere quando i soldi sono pochi e l'unica arma sono gli antidepressivi passati dalla mutua. Lo sa bene Anja, cassiera di supermercato, trentaseienne scialba e trascurata, ormai priva di luce, di voglia di vivere, di speranza, tormentata dai ricordi, timorosa di tutto, soffocante e iperprotettiva nei confronti del figlio. Lo sa bene Aaron, apprendista gelataio, diciottenne pieno di vita ma schiacciato dai tormenti della madre, prigioniero di una quotidianità scarna, ripetitiva, insoddisfacente, ma capace di entusiasmarsi per un nonnulla, di apprezzare le gioie più insignificanti, incapace di perdere la speranza. Aaron che non sa nulla del suo passato, dei perché della fuga, dei demoni che perseguitano Anja. Lei rifiuta di parlarne, ogni domanda la spinge ancora più giù nel suo malessere, tanto che ormai Aaron non prova neanche più ad indagare. Fino a che è lo stesso passato a farsi vivo sotto forma di lettera, di testamento. Un passato che mette il ragazzo a bordo di un treno che attraversa l'Europa, da Calais a Zagabria passando per Amburgo, Praga, Bratislava, Szentgotthárd, Lubiana. Un viaggio che mette in risalto la poca preparazione alla vita di chi è cresciuto in un ambiente protetto e controllato e si trova ad avere a che fare con droghe, prostitute, gioco d'azzardo e ogni tipo di tentazione, di pericolo, di difficoltà che può incontrare un adolescente in giro, da solo, per il continente. Un percorso geografico che diventa percorso interiore, ogni stazione diventa un nuovo gradino di crescita, fino a raggiungere quella patria finora sconosciuta dove ad aspettarlo c'è la tanto agognata verità. Una verità che può trasformare un ragazzo in un uomo. Temi semplici, quotidiani, delicati, trattati con tatto e intelligenza dal bravo Nicola Lecca, raccontati dalla sua penna sobria e leggera ma capace di trasmettere emozioni, empatia, speranza. "La suora si accorge che Aaron ha da poco cominciato a esercitarsi nelle acrobazie della vita, e tenta di rasserenarlo. Gli dice: «Per una gazzella cadere è disastroso. Se la gazzella cade il leone non la perdona. La sbrana: e se la mangia. Per noi no. Per noi esseri umani, nella maggior parte dei casi, l’errore è addirittura vitale: perché ci consente di migliorarci. Il ginnasta che finalmente sale sul podio e indossa con orgoglio l’oro olimpico deve quella medaglia a tutte le volte in cui è caduto. Perché ogni caduta gli ha permesso di mettere in luce una nuova debolezza e superarla. Chi non si esercita nelle acrobazie della vita, chi non cade, non potrà mai diventare un campione.»"

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Il treno di cristallo 2020-08-05 14:15:53 Belmi
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Belmi Opinione inserita da Belmi    05 Agosto, 2020
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Sta diventando grande in fretta

Aaron ha diciotto anni, è croato ma vive da sempre in Inghilterra e lavora in una gelateria. È un ragazzo semplice con un amore solo virtuale. Vive con la madre, una donna molto cupa con crisi depressive molto frequenti.

Un giorno arriva a casa una lettera, Aaron ne è il destinatario, suo padre che non ha mai conosciuto e credeva già morto gli ha lasciato un'eredità, l'unico modo per poter sapere di cosa si tratta è quello di raggiungere Zagabria in treno.

Nicola Lecca ci presenta un protagonista veramente ingenuo ma che grazie alle sfide della vita inizia a creare la sua personalità.

“Gli disse: “Per una gazzella cadere è disastroso. Se la gazzella cade il leone non la perdona. La sbrana: e se la mangia. Per noi no. Per noi essere umani, nella maggior parte dei casi, l'errore è addirittura vitale: perché ci consente di migliorarci””.

Saranno davvero molti gli incontri che Aaron farà, alcuni metteranno a nudo la sua poca esperienza, altri il suo animo semplice e buono e se all'inizio pensa che tutto il mondo sia buono, poi arriva anche lui a capire come destreggiarsi in questa “giungla”.

Un libro semplice e carino, ideale per una lettura estiva ma personalmente niente di più.

“Perché è così che la vita è architettata. Basta un barattolo di trippa scelto male fra quelli esposti in un supermercato, basta comprare un biglietto di prima classe sul treno sbagliato: basta nulla, insomma, per stravolgere ogni cosa e ricordarci che, in fondo, siamo tutti equilibristi da circo: acrobati inconsapevoli che, a fatica, camminano sul filo del destino, lungo il corso dell'abisso.”

Buona lettura!

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Il treno di cristallo 2020-04-25 15:30:44 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    25 Aprile, 2020
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Zagabria

«Un’isola abitata da lui soltanto: specchio di una personalità lontana dalle mode, estranea al resto del mondo e protetta da quella solitudine che Aaron ha imparato ad amare fin da bambino: affidandosi a lei con fiducia e viaggiando come un pellegrino lungo le sue ampie e desolate strade.»

Non aver paura Aaron di scoprire chi sei, di conoscere il tuo passato, di far luce nel tuo futuro. Non aver paura di non saper vivere la tua età, non aver paura di vivere, non aver paura del mondo. Può spaventare, ma da questo puoi anche imparare. Non aver paura di intraprendere il viaggio che può portarti a conoscere un nuovo te stesso.
Siamo A Broadstairs, nel Regno Unito. Qui Aaron vive da solo con sua madre Anja. Ha diciotto anni mentre lei è affetta da una grave forma di depressione che cura con le medicine passate dalla mutua perché le loro condizioni economiche non sono delle migliori. I due sono emigrati da Zagabria, lui in fasce, lei appena maggiorenne. Anche per questo il giovane lavora nella prestigiosa gelateria Morelli, nel suo piccolo deve contribuire alle spese della famiglia in difficoltà economica. L’adolescente nutre anche dei sentimenti d’amore verso la quasi coetanea Crystal con la quale ha instaurato da circa un anno una relazione virtuale a distanza. Con quest’ultima la situazione non è semplice perché più lui manifesta il desiderio di incontrarla, più lei si allontana. Si rifiuta. Più lui è irruento, disperato, addolorato, più lei rifugge.

«Per una gazzella cadere è disastroso. Se la gazzella cade il leone non la perdona. La sbrana: e se la mangia. Per noi no. Per noi esseri umani, nella maggior parte dei casi, l’errore è addirittura vitale: perché ci consente di migliorarci.»

Tuttavia, un giorno come un altro, una notizia sconvolge la quotidianità di questo ingenuo protagonista: il padre che ha sempre creduto morto sin dalla nascita è in realtà spirato pochi giorni prima lasciandogli una eredità che potrà riscuotere esclusivamente recandosi a Zagabria a mezzo treno. Così è stato disposto nel testamento.
Che fare? Partire? Restare? Aaron è terrorizzato all’idea del viaggio e al contempo non sa come spiegarsi quella notizia, il perché la madre gli abbia così a lungo mentito. Se vuole conoscere la verità sul suo passato e sulle origini non ha scelta, però. E così su consiglio e accordo con l’amico fidato Gennarino, inizia la sua prima grande avventura della vita. E che avventura! Riuscirà il nostro eroe a raggiungere la Croazia e a conoscere del mistero?
Con una penna rapida, fluida e leggera, Nicola Lecca ci trasporta tra le pagine di un viaggio non soltanto fisico quanto anche introspettivo. Seguiamo con curiosità la crescita di questo uomo che sta imparando a camminare e a muovere i primi passi da solo nella vita. Con lui riviviamo lo stesso nostro personalissimo percorso, con lui impariamo ad andare avanti e a darci una seconda possibilità.
Un libro dai toni leggeri ma dal messaggio forte. Adatto tanto ad un pubblico più giovane che più adulto per la morale che trasmette. Rapido, godibile, piacevole.

«Suona, Aaron. Suona per te e per chi lo merita»

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Il treno di cristallo 2020-03-14 15:12:30 Chiara77
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Chiara77 Opinione inserita da Chiara77    14 Marzo, 2020
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Il viaggio di Aaron

“Il treno di cristallo” di Nicola Lecca è un romanzo di formazione e insieme un itinerario di viaggio. Si potrebbe dire quindi che è un percorso vissuto dal protagonista non solo attraverso le ferrovie e le città europee che visita, ma anche un cammino compiuto verso le proprie origini e verso la consapevolezza della propria identità.

Aaron vive a Broadstairs, nel Regno Unito, con sua madre Anja. Ha solo diciotto anni, lavora nella famosa gelateria Morelli della sua cittadina ed ha una relazione virtuale con una ragazza che non ha mai incontrato, Crystal. I soldi sono pochi, Aaron e Anja sono emigrati dalla Croazia. Una brutta depressione affligge Anja ma la piccola famiglia non può permettersi uno psicoterapeuta.
Mentre Aaron sta cominciando a pensare ad un ultimatum da dare a Crystal (o si decide ad incontrarlo, oppure romperà questa relazione a distanza) arriva, inaspettata, una busta proveniente da Zagabria, la città dove lui e sua madre sono nati. É del notaio Dano Porcic, che gli annuncia la morte di suo padre e lo invita ad andare a Zagabria per l'apertura del testamento. Aaron non sapeva che il padre fosse ancora vivo, sua madre gli aveva raccontato che era morto mentre lei era incinta. Quale verità si può nascondere dietro a tutto ciò? Inoltre, secondo le volontà testamentarie, il padre di Aaron ha predisposto per il figlio un viaggio in Interrail per raggiungere Zagabria, non un semplice e diretto biglietto aereo.

Il ragazzo quindi inizia un avventuroso viaggio durante il quale saranno toccate le città di Amburgo, Praga, Szentgotthàrd, Lubiana, fino a giungere a Zagabria. Un itinerario che durerà una decina di giorni e che gli farà vivere esperienze che fino a quel momento non aveva mai provato nell'ambiente ovattato e triste di Broadstairs, aiutandolo ad andare verso l'età adulta. E a Zagabria sarà svelata anche la verità sulla sua identità, che sua madre gli aveva tenuta nascosta in tutto il periodo della sua giovane vita.

In conclusione, quindi, una lettura piacevole e coinvolgente, in linea con gli altri romanzi dell'autore. Un viaggio che può aiutarci ad evadere momentaneamente dalle preoccupazioni e dalle ansie che attanagliano questi giorni difficili. Un percorso di crescita compiuto in questa nostra Europa, che può concludersi soltanto con un messaggio di speranza per il futuro.

«Il guaio è che quando non ci si può guardare negli occhi diventa difficile capire le intenzioni degli altri. Perché la voce può pure riuscire a mentire. Gli occhi, invece, non ci riescono quasi mai.»

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