Narrativa italiana Romanzi L'animo leggero
 

L'animo leggero L'animo leggero

L'animo leggero

Letteratura italiana

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Una terra divisa, l'Alto Adige: due popoli che si detestano e devono convivere. Da una parte i K, krukki, tedeschi, rudi e induriti, che da secoli abitano quelle montagne. Dall'altra i W, i Walsche, italiani, che dopo la guerra sono arrivati a popolare quei luoghi e ormai li sentono propri. Qui è nata e vive Marta, che ha dieci anni. Lei e le sue tre migliori amiche partecipano a un gioco crudele: a turno una di loro sarà la "nemica della settimana" e dovrà subire ogni sorta di dispetti dalle altre tre. In aiuto di Marta arriva un soccorso inaspettato: la passione per la musica. Finché, l'ultima notte di scuola elementare, i K decidono che è ora di risolvere la questione W una volta per tutte. Sarà una notte fatale anche per Marta e le sue amiche. Nella cornice di una città cupa e ostile, gelida d'inverno e stagnante d'estate, Kareen De Martin Pinter racconta la storia della formazione di una ragazza, di una terra condivisa.

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L'animo leggero 2016-06-16 05:34:30 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    16 Giugno, 2016
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Settimana da nemica

Affrontando questa lettura ho avuto la sensazione di una grande lentezza e di un certo distacco. La storia è incentrata sulla vita di un gruppo di bambine che si sono inventate un gioco di ruolo in cui a settimane alterne ognuna di loro è “la nemica” e le altre le riversano addosso tutto l’odio di cui sono capaci. Un gioco molto strano, che fa emergere nelle bambine degli aspetti che sono importanti spunti di riflessione sull’animo umano. Di rilievo sono anche i contatti con il mondo dei grandi, sia i genitori di Marta (protagonista principale), sia il groviglio di identità locali, vista l’ambientazione della storia, in Trentino Alto Adige, fra italiani e tedeschi e gli scontri e dissidi fra le rispettive etnie. L’aspetto che più mi ha colpito è stato proprio lo scricchiolamento del mondo dell’infanzia, i primi ricordi, che mi hanno portato a pensare ai primi ricordi diretti della mia infanzia, ed il potere che può avere la musica, e non solo quella, di farti ritrovare equilibrio e serenità. Peccato per la sensazione di freddezza che comunque il modo di scrivere così sobrio ed essenziale mi ha lasciato, anche se lo stile è senz’altro un ottimo modo di scrivere.

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L'animo leggero 2013-07-03 10:40:23 ant
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ant Opinione inserita da ant    03 Luglio, 2013
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Marta e il suo mondo

Mi ha colpito più di ogni cosa, in questo romanzo, la notevole contraddizione tra il titolo e quello che avviene nelle storie narrate e allo stesso tempo il naturale parallelismo tra quello che ho scritto e la protagonista del testo cioè Marta, ipersensibile, curiosa , romantica etc e allo stesso tempo capace di pensare e fare cose più che crudeli.
La trama: nel libro il personaggio principale, come dicevo sopra, è Marta e le sue amiche d'infanzia Lorena, Elena e Susanna la cui peculiarità è quella di aver inventato un gioco: le amiche-nemiche.
Nel gioco di cui sopra, a turno, una volta a settimana una delle 4 diventa il nemico delle 3 e quindi bersaglio delle peggiori azioni,frasi e situazioni possibili.
La location di queste storie è Bolzano e la narratrice è abile a intersecare storie personali con digressioni riguardanti il territorio altoatesino con popoli costretti a convivere senza pace, sballottati dalle logiche della politica tra una nazione e un'altra.
La musica in questo romanzo esercita un'azione salvifica
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Consigliato a chi ha letto...
libri di formazione con forti ambientazioni territoriali, in questo caso l'Alto-Adige
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L'animo leggero 2013-05-27 20:08:37 silvia71
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silvia71 Opinione inserita da silvia71    27 Mag, 2013
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L'animo leggero

Kareen De Martin Pinter affida il suo esordio letterario ad una storia che parla di infanzia e di Alto Adige.

Il perno della narrazione ruota attorno alla piccola Marta, una bambina che con i suoi dieci anni sulle spalle sembra più adulta di tutte le persone che le gravitano intorno, ossia famiglia, conoscenti, vicini di casa e amichette.
Marta appare come una bambina che vorrebbe vivere con gioia e leggerezza, ma suo malgrado è circondata da una serie di situazioni difficili, complesse e dannose per uno sviluppo sereno.
Gli occhi della piccola colgono talora con realtà e coscienza il mondo che la circonda, talaltra con fantasia e sogno per assecondare il forte bisogno di evasione e di ricerca di un isola felice in cui vivere liberamente la spensieratezza di cui ha diritto di godere.

Se è vero che la storia raccontata dalla Pinter è carica di argomenti e di spunti di riflessione, è vero anche che l'esperienza ancora in erba della sua penna ha optato per un approccio ai temi poco incisivo, finendo con lo sfumare numerose situazioni che necessitavano di ulteriore approfondimento.
E' complesso il mondo dell'infanzia e dell'adolescenza e tra queste pagine manca quell'affondo psicologico che colora il cuore e l'anima, che canta la gioia e la tenerezza, che delinea la ricerca di amore e abbracci.
I fili narrativi risultano essere tanti, dando vita ad gomitolo variopinto, che vuole spaziare dalla crudeltà che riesce ad instaurarsi nei rapporti tra bambini, alla inadeguatezza del ruolo genitoriale, alle problematiche politiche e di integrazione legate ai luoghi che sono teatro delle vicende, ossia la terra altoatesina.

Forse la fluidità narrativa paga lo scotto di una scelta stilistica che spezza la storia in tanti episodi, creando capitoli autonomi che frammentano la vicenda in un microcosmo di eventi.
La buona riuscita di un romanzo nasce da un mix imprescindibile di elementi, tra cui tessere una buona trama e dotare del giusto spessore i protagonisti; la mano dell'autrice può partire da questa esperienza per maturare e crescere, affidandosi ad uno stile di scrittura assolutamente promettente.

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