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Lo scalpellino

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Sono tanti anni che Frans Bengtsson si guadagna da vivere pescando aragoste per i turisti nel mare di Fjällbacka, sulla costa occidentale della Svezia. Ma un giorno, nella sua rete rimane impigliato il corpo senza vita di una bambina. Una scoperta terribile, che si dimostra ancora più agghiacciante quando l'autopsia rivela che non si è trattato di un incidente. Patrik Hedström e Erica Falck, genitori da poche settimane, indagano.

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Lo scalpellino 2019-07-07 21:26:36 ALI77
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ALI77 Opinione inserita da ALI77    07 Luglio, 2019
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UNA STORIA SCONVOLGENTE

Ancora una volta quest'autrice mi ha stupito e ha tenuta viva la narrazione dall’ inizio alla fine, intrecciano due storie su due piani temporali differenti.
Dopo “Il predicatore” non avevo molto aspettative su questa lettura, ma ogni volta che leggo un romanzo di quest’autrice, mi convinco sempre di più del suo grande talento.
Erica, la protagonista della serie, è diventata mamma di Maja e le difficoltà con il compagno Patrik sono uguali a quelle di tutte le coppie che sono alle prese con la nascita del loro primo bambino. A tutto questo si somma il fatto che Erica si senta molto sola e a volte vorrebbe che il suo ragazzo fosse più presente e l'aiutasse con la bambina.
Il caso giallo del libro è incentrato sulla scomparsa della piccola Sara, le indagini saranno molto complicate e si andrà a scavare nella vita di tutti i personaggi.
La madre di Sara, Charlotte, ha stretto amicizia con Erica, quindi è interessante vedere come si evolve il rapporto tra le due donne e come questo influenzi le indagini. Anche in questo romanzo il personaggio Erica, rimane un po’ defilato e sarà Patrick a scoprire quale sia la verità.
Come ho detto per”Il predicatore” la scelta di lasciare da parte Erica è sicuramente credibile e azzeccata oltre che essere verosimile. Impensabile per una donna incinta o per una giovane mamma mettersi ad indagare, lasciando da sola la bambina.
Nel primo libro abbiamo conosciuto Erica, la sua passione per la scrittura, la sua fragilità ma anche la sua grande forza nel cercare di ricominciare. E' interessante capire come si evolverà il suo personaggio nei prossimi romanzi.
Tornando a questo libro, la ricerca della verità si rivela più complicata del previsto, il matrimonio di Charlotte è in crisi, da anni la madre della donna ha dei dissapori con i vicini e i genitori di Niclas, il padre di Sara, hanno rotto ogni rapporto con il figlio.
In più c’è un elemento che getta tutto nello sconforto, l’amichetta di Sara, Frida, dice che la sua migliore amica le abbia rivelato un segreto…
Camilla pone al centro del suo romanzo, la famiglia e quello che succede all’interno della stessa, un'analisi arguta e precisa sulle dinamiche e sui conflitti che possono nascere e crescere negli anni. Per poi diventare dei veri e propri drammi.
Una rete psicologica di affetti e di eventi del passato che si intreccia al presente, delineando un quadro drammatico e devastante.
Oltre alla storia”gialla” è interessante notare come l’autrice ha puntato la sua attenzione su Erica e su quella che possiamo definire una “crisi post-partum”, su questo punto vorrei dire che Patrik doveva essere sicuramente più presente e rassicurante nei confronti della sua fidanzata.
Come spesso mi capita di leggere, un’autrice per scrivere attinge dalla propria esperienza, dal proprio vissuto e ce ne rendiamo conto anche in questo testo, in quanto i bambini sono al centro della storia parallelamente alla famiglia e alla dinamiche che si instaurano in essa.
A me colpisce sempre la lettura di testi dove le vittime sono dei bambini, questo libro mi ha fatto riflettere e rabbrividire.
Ho apprezzato come l’autrice è riuscita, attraverso i personaggi, a restare allo stesso tempo partecipe e distaccata.
Al prossimo libro della serie!

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Gli altri della serie su Erica e Patrik
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Lo scalpellino 2018-02-16 17:14:07 Vita93
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Vita93 Opinione inserita da Vita93    16 Febbraio, 2018
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Acqua dolce

Nel terzo capitolo della fortunata serie che ha decretato il successo editoriale di Camilla Lackberg la vita della coppia formata dal poliziotto Patrick Hedstrom e dalla scrittrice Erica Falck viene sconvolta dalla nascita della primogenita, la piccola Maja.
A subirne le conseguenze è soprattutto Erica, le cui energie fisiche e mentali sono risucchiate dalla bambina a tal punto che la donna sembra accusare una forma di depressione post parto.
Patrick vorrebbe passare più tempo a casa per aiutare Erica e la figlia, ma un nuovo e macabro caso da risolvere gli impedisce di farlo.
La tranquillità dell’ incantevole Fjallbacka è interrotta dalla terribile scoperta di un pescatore che intento a recuperare le nasse per la pesca delle aragoste in mare aperto, trova il cadavere di una bambina di soli sette anni di nome Sara.
Il responso della scientifica aggrava la situazione : nei polmoni della bambina si segnala la presenza di acqua dolce. Ciò significa che la vittima è stata annegata altrove ed in un secondo tempo gettata in mare.
Le indagini sulla famiglia della piccola Sara portano a galla antiche ruggini, presenze rigide ed ingombranti sia all’ interno del nucleo familiare che fuori.

Anche stavolta l’ autrice conferma il proprio feeling con la tecnica del cliffhanger, seguendo una tradizione che ha fatto le fortune di numerosi autori tra i quali ricordo Jeffery Deaver.
Ed è così che ogni volta che la narrazione coincide con un colpo di scena o con un momento di rilevante tensione, la Lackberg cambia scenario; la Svezia del presente cede il passo a quella del passato, con numerosi flashback aventi ad oggetto personaggi e situazioni inerenti al caso da risolvere.

Il romanzo conferma i pregi che già si erano intravisti nella serie : il fascino dell’ ambientazione, una trama da sviluppare piuttosto densa , complessa e priva di eccessivi cali di tensione, uno stile di scrittura semplice ed immediato ma non per questo banale ed elementare, personaggi ben delineati tra i quali spiccano i poliziotti della stazione di Tanumshede diversi tra loro per fisionomie e atteggiamenti, la consueta cura riservata alle caratterizzazioni delle controparti femminili.
Ne è un’ eccezione il personaggio di Erica, che anche stavolta ha un ruolo marginale nella vicenda. La biografa energica e partecipe alle indagini del primo romanzo è un lontano ricordo. La gravidanza nel secondo libro ed una presunta depressione post parto nel terzo ne hanno ridimensionato notevolmente ruolo ed importanza all’ interno di una trama di genere giallo, con il risultato che a trarne beneficio è un Patrick sempre più presente e centrato sul lavoro da svolgere.

Infine ho trovato il finale eccessivamente frettoloso e condensato in poche pagine; piccoli difetti che non pesano più tanto sul giudizio di un thriller che a mio avviso resta comunque di buon livello ed in linea con le precedenti opere della serie.

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Lo scalpellino 2017-12-20 18:43:36 anaika86
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Opinione inserita da anaika86    20 Dicembre, 2017

Sopravvalutato

Come molti romanzi gialli anche questo inizia con un episodio inquietante, che suscita subito curiosità nel lettore, e  la cui matassa si andrà sbrogliando pian piano, in un'alternanza di storie presenti  e passate.
Il gioco stilistico è interessante,  e la scrittura è fluida e scorrevole. Il libro di 600 pagine non risulta per nulla pesante o particolarmente noioso in nessun momento.
La storia parte dal ritrovamento del corpo di una bambina da parte di un pescatore del piccolo paesino di Fjällbacka, nella fredda Svezia.
Indagheranno Patrick ed i suoi colleghi e pian piano scopriranno come molti dei lori concittadini hanno qualcosa da nascondere dietro l'apparenza ingannevole delle lore vite tranquille.
Ci sono Patrick e la  moglie; la sorella di lei; i coniugi Erika e Niclas, genitori della bambina trovata annegata ; la madre ed il patrigno di Erika (con i quali attualmente vivono); i loro sgorbutici vicini di casa ed il loro figlio, affetto da un patologia rara ;  infine Agnes, vissuta molti anni prima in quello stesso paesino e con una storia particolarmente tormentata.
Tutti i personaggi sono tutti ben caratterizzati e concorrono ad infittire sempre più la trama di un'indagine che prende una piega terrificante. Si scopre infatti che la bambina non è annegata, ma è stata vittima di un omicidio.
Chi può essere così crudele da uccidere una creatura innocente? Quale può essere la motivazione che spinge ad un gesto così estremo e malvagio?
Le risposte chiaramente arrivano.
Arrivano alla fine del libro, e, personalmente, non sono per nulla soddisfacenti, per non dire banali !
Un finale scritto troppo in fretta, che ci svela in maniera distratta e sbrigativa, ciò di cui può essere capace un animo arido d'amore, e che non rende giustizia ad una storia così ben articolata.
Dopo 600 pagine si ha la sensazione di avere un po' sprecato il tempo.
Avevo sentito parlare molto bene di quest'autrice ed in particolar modo di questo suo romanzo, considerato uno dei migliori.
Per quanto la lettura sia scorrevole,quella della Läckberg  non è una scrittura magistrale, e la storia in sé non ha un finale degno da poterlo salvare.
Probabilmente  le aspettative erano troppo alte rispetto una lettura che ho trovato piacevole ma banale. Peccato. Ma ogni lettore ha le sue esigenze...

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Consigliato a chi vuole appagare la curiosità di avvicinarsi a questa famosa autrice o a chi ha già letto i suoi libri. I primi potranno valutare se ne vale la pena, i secondi per dare seguito alle vicende di Patrick e dei suoi colleghi..
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Lo scalpellino 2013-05-06 09:51:23 marib
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marib Opinione inserita da marib    06 Mag, 2013
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Madri modello

Terzo giallo della serie che vede le avventure di Patrik e Erica, nel "tranqullo" paese costiero di Fjällbacka. La storia intreccia le vicende di Erica, alle prese con la maternità e l'omicidio di una bambina. Da una parte abbiamo le gioie e le fatiche di esere madre e dall'altra le atroci sofferenze che possono nascere da un omicidio così efferato. Poi, come al solito nei libri della Läckberg, le radici del male vengono da lontano, e con continui salti tra l'attualità e il passato, ci si addentra sempre più nella meschinità e mancanza di umanità da parte di chi da la vita e la dovrebbe preservare ad ogni costo. In generale è un bel romanzo, i personaggi sono molti e disparati, ma non si fatica a tenere il passo della narrazione, che è scorrevole e ben articolata.

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Lo scalpellino 2012-12-03 09:17:26 blackdahlia1972
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blackdahlia1972 Opinione inserita da blackdahlia1972    03 Dicembre, 2012
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RAPPORTI UMANI DA "BRIVIDO"...

Vi dirò la verità... spero proprio che gli svedesi non siano così come vengono descritti... perchè francamente mi fa paura anche pensare di farci un viaggio.. (^___^)
i rapporti umani (specialmente femminili) sono descritti come una cosa aliena, la cattiveria e l'assoluta mancanza di "amore" e compassione mi ha colpito di più che la trama stessa, più che altro la cosa che mi ha fatto "inorridire" è la vigliaccheria e la mancanza di spina dorsale dei protagonisti maschi (non Patrick) come il padre di Agnes, lo scalpellino e tutti gli uomini che si sono succeduti poi dopo nella complicatissima storia... dall'altra parte le donne, o sono assolutamente delle streghe o sono completamente "idiote" (vedi la sorella di Erica) cmq questo libro mi è piaciuto, molto meno che "il predicatore", ma sempre in linea con la sequenza narrativa che l'autrice ha intrapreso... qua comunque bisogna pensare al fatto che debba per forza cambiare contesto e luogo, è alquanto strano che nel giro di un anno ci siano stati (in un piccolo paese con Fjällbacka) una serie di delitti che quasi farebbero impallidire Cabot Cove della signora Fletcher ... la fine è stata un pò "scontata" e mi ha un pò deluso che la vera "protagonista" (Agnes) non abbia poi avuto un ruolo attuale alla storia raccontata, ma forse chiedevo troppo...
tra i tre che ho letto è quello che mi è piaciuto meno ma mi ha coinvolto e rapita come gli altri..
ho appena iniziato "l'uccello del malaugurio" che è il prossimo in ordine di tempo ... spero che i traduttori si sbrighino a stare dietro a questa autrice che mi piace moltissimo...

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a chi ama il genere Thriller e che ha letto i precedenti libri dell'autrice..
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Lo scalpellino 2012-10-24 16:24:11 Ale:D
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Ale:D Opinione inserita da Ale:D    24 Ottobre, 2012
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Una cucchiaiata d'umiltà

La quiete di una piccola città puó essere sconvolta da un pescatore di aragoste che rinviene il corpo senza vita di una bambina. La verità appare chiara, la piccola é affogata. E se invece i suoi polmoni fossero pieni di acqua dolce e, inspiegabilmente, cenere? In questo romazo, davvero ben riuscito, storie di persone diverse ruotano attorno a questo omicidio. Ci sono una donna alle prese con una depressione post-partum, due vicini litigiosi, i genitori della bambina uccisa, i poliziotti di questa piccola cittadina, e Agnes, una ricca ragazza superficiale, che si troverà, suo malgrado, moglie di uno scalpellino. Questo romanzo vi porterà ad approfondire lentamente l'animo di questi tormentati personaggi e vi farà scoprire, con una cucchiaiata d'umiltà, quando malvagio ed opportunista l'essere umano possa essere.
Nonostante questi personaggi sembrino avere in comune solamente l'abitare nella stessa cittadina, vi stupirete di quanto elaborata, e studiata, sia questa trama, e resterete piacevolmente sorpresi quando ogni dettaglio, apparentemente insignignificante, finalmente assumerà una sua collocazione nella storia. Vi sentirete "onnipotenti": solo il lettore arriverà alla soluzione.

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Lo scalpellino 2012-07-03 20:20:23 cuspide84
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cuspide84 Opinione inserita da cuspide84    03 Luglio, 2012
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“UN VIAGGIO NELLA MESCHINITA' DELL'ESSERE UMANO”

“Nella formazione di un poliziotto non erano previste lezioni che preparassero a situazioni come quella. Dare notizia della morte di un parente ai familiari rientrava tra i compiti più detestabili per chi faceva quel lavoro, ma dare a un genitore la notizia della morte di un figlio era peggio di qualsiasi altra cosa. Andava contro ogni logica e contro ogni decenza. Nessun essere umano avrebbe mai dovuto essere sottoposto a una prova del genere.”

Eccoci al terzo romanzo che vede Patrick Hedström protagonista nella ricerca di un essere spregevole che si è macchiato di uno dei crimini peggiori che si possa immaginare: l'omicidio di una bambina di nemmeno dieci anni, ritrovata senza vita al largo di Fjällbacka da un pescatore di aragoste. Inizialmente la piccola Sara sembra vittima di una tragedia... la polizia presume infatti che sia annegata in seguito ad una caduta in acqua... ma l'autopsia eseguita sul suo piccolo e inerme corpicino rivela un'orribile verità : nei suoi polmoni ci sono tracce di acqua dolce mista a sapone ed inoltre vengono scoperti anche residui di cenere e di minuscole particelle di roccia, granito per l'esattezza; la bimba è stata quindi annegata in una vasca da bagno e poi gettata in mare.
A seguito di questa scoperta verranno interrogati tutti coloro con cui la bimba aveva dei contatti e verranno ispezionate le case in cui potrebbero esserci degli indizi utili alla risoluzione di questo caso: quella in cui abitava assieme ai nonni, ai genitori e al fratellino, quella dei vicini con cui sua nonna ha da sempre discussioni futili e la casetta annessa a quest'ultima dove vive Morgan, un ragazzo affetto da Asperger (una forma di autismo combinata ad una intelligenza medio-alta). A complicare il tutto si aggiunge il fatto che Sara sia la figlia di Charlotte, una vicina, nonché nuova amica e fonte di sfogo, di Erica, la compagna di Patrick che avevamo lasciato agli ultimi mesi di gravidanza e che qui ritroviamo mamma della piccola Maja, affetta da depressione post-parto.
Parallelamente siamo riportati indietro nel tempo, al 1923, quando Agnes, figlia viziata di August Stjernkvist, sfruttatore della cava di granito di Krokstrand, si innamora di Anders, uno scalpellino rude, ma affascinante, con cui inizia una storia d'amore clandestina che avrà conseguenze inaspettate nella sua vita e nella vita futura di altre persone implicate nella tragica scomparsa di Sara che avverrà ai giorni nostri.

Anche questa volta Patrick riuscirà a risolvere egregiamente questo complicato ed enigmatico caso, giostrandosi tra una compagna fisicamente e psicologicamente a terra, un collega inetto che non fa che continuare a combinare guai (questa volta fatali per la sua carriera), vicini di casa che nascondono dei segreti impensabili, un capo che si scopre un papà affettuoso ma non troppo, e una cognata che sarà autrice di un atto estremo già preannunciato nel precedente libro e per cui dovremo aspettare il prossimo romanzo per saperne di più!

Un giallo degno dei migliori gialli, in cui si trovano reati dentro il reato “principe” e tanti personaggi coinvolti, di cui paragrafo dopo paragrafo scopriremo qualcosa di più della loro vita, che ci porterà a dire “Ah! Ma allora è stato lui!!!”, per poi essere piacevolmente smentiti e sorpresi dalle pieghe inaspettate che la storia prenderà... insomma un groviglio di frustrazioni familiari raccontati nel miglior modo possibile!

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Lo scalpellino 2012-06-12 11:20:49 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    12 Giugno, 2012
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Grigio cenere

Giallo nordico che colpisce per i suoi colori. Il colore rosa, il preferito di Sara, bambina dai capelli rossi che viene ritrovata annegata. Il colore bianco della scrittura che, fluida e scorrevole, passa dal caso da risolvere alla vita privata degli agenti e viceversa. Il colore nero, del dolore di una madre che perde una figlia e diventa un guscio vuoto. Il colore grigio della cenere, una delle armi di questo delitto. E' un bel viaggio nella meschinità dell'essere umano, in una psiche femminile sfrenata, mostruosa, delineata fra presente e passato in un ritratto lacerante. E' un bel viaggio anche nella quotidianità della vita delle persone. L'occhio di quest'autrice è molto attento agli esseri umani ed alla loro psicologia. E' un occhio penetrante.

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Lo scalpellino 2011-12-28 16:46:17 cesare giardini
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cesare giardini Opinione inserita da cesare giardini    28 Dicembre, 2011
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Un interessante giallo svedese

Dopo “ La principessa di ghiaccio” e “Il predicatore” , Camilla Lackberg affronta il tema della vendetta, maturata a poco a poco nello scorrere degli anni ed esplosa con l’omicidio di una bambina . Il dramma si compie nelle prime pagine, ma il colpevole emerge solo alla fine, inatteso ed imprevedibile, dopo una, anzi due lunghe storie che si accavallano, in tempi diversi, e che confluiscono alla fine in un susseguirsi di vicende vieppiù incalzanti che sfociano nel drammatico epilogo. I personaggi (spicca ancora una volta la sagacia del commissario Patrick Hedstrom) sono ben delineati : la Lackberg eccelle nell’introspezione psicologica e le intricate vicende delle famiglie coinvolte sono esposte con ricchezza di particolari, da profonda conoscitrice dell’animo umano. Il ritmo narrativo, più lento nel primo romanzo, qui si fa incalzante, le storie (che procedono a capitoli alternati) sembrano evolvere in modo totalmente autonomo, finchè emerge, esplicitandosi, man mano ci si avvicina al tempo degli eventi principali, in modo magistrale, la sconvolgente verità, quasi con il ritmo teatrale di una cupa opera ottocentesca. Un bel giallo svedese, che si lascia leggere piacevolmente, nonostante la mole abbastanza ponderosa (comune del resto ai thriller nordici). Se vogliamo proprio fare un appunto, eccolo ( ma è un errore comune ai giallisti, che contrasta con ciò che realmente accade) : un commissario, un medico legale, un poliziotto o comunque chiunque abbia a che fare giornalmente con delitti di ogni sorta non vomita, sconvolto, alla vista di un impiccato ! Le scene macabre fanno parte del loro lavoro quotidiano : i consulenti editoriali informino bene gli Autori !

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Gli altri romanzi di Camilla Lackberg
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Lo scalpellino 2011-10-03 08:36:53 sabrinat2601
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sabrinat2601 Opinione inserita da sabrinat2601    03 Ottobre, 2011
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Lo scalpellino

Nell'apparentemente tranquilla Scandinavia, immersa nel bianco della neve e nel verde degli alberi, laddove sembrerebbe impossibile qualunque problema, in un paesino dove tutti si conoscono, dove nessuno sembra avere segreti...viene ritrovato il piccolo ed indifeso cadavere di una bambina.
Le storie di diverse famiglie si intrecciano con sottili fili d'argento, vecchi rancori tornano a bussare alla porta, passato e presente si fondono..
Come per i precedenti gialli, la Lackberg riesce a dare vita a personaggi straordinari, l'intreccio è praticamente perfetto così come lo stile scorrevole ed efficace.

Consigliatissimo.
Letto in un fine settimana.

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Il predicatore, la principessa di ghiaccio, Larsson ecc
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