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Agnes Browne nonna Agnes Browne nonna

Agnes Browne nonna

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Quando Mark l’ha chiamata con la parola 'nonna' per la prima volta subito dopo il parto di Betty, Agnes ha sentito le spalle curvarsi e la spina dorsale piegarsi. Ha abbassato lo sguardo sul dorso della mano sinistra e lo ha visto raggrinzito, con la fede nuziale che pareva sprofondare nella carne dell’anulare. Cavolo, nonna a 47 anni dopo tredici anni di felice vedovanza trascorsi in compagnia di un amante francese e di impertinenti pargoli! C’è da restarci secca! Ma distruggere Agnes Browne è impossibile! Se ti chiami Agnes, sei sempre capace di tener testa ai colpi bassi della vita e di affrontare drammi, tragedie e commedie con lo spirito e l’ironia di una bella proletaria di Dublino!

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Agnes Browne nonna 2015-11-10 14:38:57 Pupottina
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Pupottina Opinione inserita da Pupottina    10 Novembre, 2015
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"Alla bellissima Agnes Browne ... Benvenuta, nonna

Gran bel personaggio Agnes Browne per chi ha già avuto modo di conoscerla e per chi la incontra per la prima volta in uno dei romanzi di Brendan O'Carroll. Questo è il terzo romanzo della saga di Agnes Browne, proletaria, forte, bella e ormai vedova.
Adesso che è diventata nonna, quasi senza accorgersene, le sue avventure e le sue espressioni popolari non mancano di suscitare il sorriso. Non sarà intelligentissima, ma ha saputo farsi strada dignitosamente e crescere i suoi sette orfanelli. E si sa che quando ci sono di mezzo i figli Agnes è una mamma che non si tira mai indietro per la loro felicità e soprattutto per sistemarli. Adesso che Mark è padre sono tutti pronti per il battesimo al Foley, il pub al centro di Dublino, sede tradizionale di tutti i loro festeggiamenti da ventisette anni a questa parte.
I suoi pargoli sono finalmente quasi tutti sistemati. Soltanto uno le dà ancora qualche pensiero. Si tratta di Dermot che è fidanzato con Mary Carter, tossica e forse anche spacciatrice. Per fortuna che lo sarà ancora per poco, visto che Agnes ha deciso di porre fine alla loro storia.
Agnes è davvero una mamma perfetta per far sorridere anche i suoi lettori, grazie alla storia ironica e avvincente.

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Agnes Browne nonna 2015-10-16 09:46:25 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    16 Ottobre, 2015
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Le verità di Agnes, fotografia della vita.

Se qualcuno le avesse detto che sarebbe diventata nonna dopo appena tredici anni di felice vedovanza e alla giovane età di 47 anni, Agnes non ci avrebbe mai creduto. –“Chi io?”- Avrebbe risposto -“Impossibile!”-.
Con questo capitolo la nostra eroina affronta una nuova fase della sua vita, quella dell’esser nonna. Dopo aver felicemente cresciuto la sua numerosa prole di marmocchi, aver dovuto convivere con il dolore per la precoce perdita di Frankie, ed aver continuato imperterrita ogni giorno a recarsi al lavoro è giunto il momento per la donna di abbracciare, coccolare e godersi i cari nipoti.
Il problema è che con la venuta degli stessi consegue anche il dileguarsi dei suoi adorati rampolli che, ormai adulti, hanno intrapreso il loro percorso di vita con annessi successi ed insuccessi. Mark e Betty hanno ormai consolidato la loro famiglia con un delizioso bambino di nome Aaron e la certezza economica dettata dal mobilificio, Cathy si è sposata con Mick e dà alla luce Pamela ma il suo matrimonio si rivela essere infelice e scandito da indifferenza, percosse e maltrattamenti di vario genere tanto che alla fine lascerà il coniuge per un amico di vecchia data che da sempre l’ha amata (cara Agnes, ci hai visto lungo anche in questo caso), Rory e Dino continuano la loro storia d’amore tra alti e bassi, Simon convola a nozze con Fiona e dalla loro unione nasce Thomas, Trevor diventa un grande artista e riuscirà a coronare il suo sogno grazie a Dermot che dopo anni di galera si rivelerà essere un gran narratore, diventerà infatti un grande scrittore e avrà così la sua rivincita dalla vita.
Anche in questo romanzo Agnes aleggia tra le vicende che vedono quali protagonisti i suoi marmocchi. Pierre non la lascia nemmeno per un attimo, è un ottimo padre per i suoi discendenti, migliore persino del genitore naturale Rosso, è il compagno fedele e costante che ha sempre desiderato, l’ama incondizionatamente, e le sarà accanto sino alla fine nell’ultimo atto dove una riconciliazione attesa per tutto lo scritto con Dermot sarà concretizzata. Siamo alla fine cara Loretta, stai per diventare libellula..
In questi quattro romanzi abbiamo conosciuto personaggi la cui unicità risiede nella loro genuinità e nella loro autenticità; pagina dopo pagina il lettore ha la sensazione di rivivere la sua vita, di ripercorrere un sentiero che non è solo quello della famiglia Browne ma anche suo. Non è rilevante l’età di chi legge perché O’Carroll ha strutturato il componimento in modo tale che chiunque – genitore, figlio o nonno – possa immedesimarsi nei protagonisti.
Altra caratteristica peculiare riscontrata è la valorizzazione del concetto di famiglia e di amore in quella che è la fotografia di un mondo (in questo caso ambientato a Dublino) in continua evoluzione. Significativa riprova di ciò la troviamo nelle ultime battute quando il trentacinquenne Dermot con Cormac, percorrendo in macchina la strada che lo riporterà dalla famiglia, si rende conto che è stata costruita un’autostrada, una via che negli anni della sua adolescenza non c’era, ma che comunque non riesce a celare quel castagno che per tempo immemore è stato sinonimo di rifugio per lui e Bomba. Decide di portarvi il figlio e quel che vi trova è un qualcosa di indispensabile e struggente per quella riappacificazione tanto attesa.
Due sono i racconti che credo essere capaci di dimostrare la magia di questo capitolo, il primo è quello relativo alle miniature di Trevor ed il secondo concerne al contrario alla favola della “libellula” raccontata da Dermot al figlio per spiegargli della madre Mary.
Ciascuno dei romanzi di Brendan O’Carroll è contraddistinto da emozioni diverse ed è in grado di trasportare il lettore in dimensioni molteplici, non si può dire che ve ne è uno migliore o peggiore dell’altro perché ciascuno ha una sua forza intrinseca ed un messaggio di fondo da cui se ne dipanano altri.
Nel mio personale percorso li ho amati in questo ordine: “Agnes Browne ragazza”, “i marmocchi di Agnes”, “Agnes Browne nonna” e “Agnes Browne mamma”. Non c’è una ragione particolare, penso si possa dire che si tratta semplicemente di un discorso di empatia e tra tutti il primo (che per me è l’ultimo) è risultato essere quello più da sviluppare, un tantino incompleto rispetto poi al trend dei successivi. Sia chiaro, con questo non voglio dire che non valga la pena leggerlo, questa è una serie particolarmente piacevole che merita di essere conosciuta ed apprezzata in ogni suo corollario.

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Agnes Browne nonna 2011-03-28 12:57:26 cesare giardini
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cesare giardini Opinione inserita da cesare giardini    28 Marzo, 2011
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Si conclude la saga di Agnes

Il terzo libro della serie di Agnes Browne di Brendan O’Carroll narra di una Agnes che, smaltite le gioie della maternità e la gestione diretta dei suoi numerosi “ marmocchi”, si appresta a diventare nonna : una nonna che vede dileguarsi a poco a poco i suoi amati rampolli, divenuti ormai adulti. Il romanzo, più che occuparsi direttamente di Agnes, segue le vicissitudini dei figli, i loro più o meno felici matrimoni, i loro successi o insuccessi nella vita. Non a tutti infatti va bene come al primogenito Mark, capo indiscusso di una fabbrica di mobili di prestigio : Dermot finisce infatti in galera, vittima della sua vita spericolata, Cathy fugge da casa vittima di un infelice matrimonio, Rory è abbandonato dall’isterico compagno. Alla fine però tutti trovano una sistemazione, fruendo di occasioni e coincidenze inaspettatamente favorevoli. Agnes invecchia lentamente, tra ricordi e consolazioni ; il compagno Pierre le sarà fedele costantemente, fino all’ultimo, nella toccante scena finale, testimone di una riconciliazione inattesa con un figlio ribelle. Protagonisti sono i figli e le loro vicende : Agnes aleggia leggera su tutti, incamminandosi verso la fine della sua leggenda. Ritornerà prepotentemente protagonista nell’ultimo e forse migliore romanzo della saga, in cui l’Autore accompagnerà Agnes dalla nascita per tutta la sua avventurosa e singolare giovinezza

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I romanzi della saga di Agnes Browne
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Agnes Browne nonna 2010-11-29 08:04:27 MATIK
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MATIK Opinione inserita da MATIK    29 Novembre, 2010
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Agnes Browne nonna

"La frattura nella sua vita era stata ricompensata dal solido acciaio dell'amore".
Nei film con il sequel il primo rimane sempre il più bello.....qui nella saga di Agnes Browne per me si è verificato il contrario questo libro l'ultimo (purtroppo)è veremente bello...ho pianto ed ho riso com'è nella vita reale.
Un bellissimo libro pieno di sentimenti intorno al clan Browne insieme a loro vivremo la vita di tutti i giorni con le difficoltà, il dolore, il sorriso, l'amore, l'orgoglio, la gelosia, la gioia e l'allegria sapendo che a vigilare su di loro c'è sempre Agnes la mitica Agnes! Vola sopra di noi dolce libellula!
Ho trovato fantastica la favola della "libellula" raccontata da Dermot al figlio.
Consiglio questo libro soprattutto ai figli che hanno incomprensioni e spaccature con i propri genitori e dai quali, magari, vivono lontani mentalmente o fisicamente pur amandoli nel profondo del loro cuore, a causa dell'orgoglio che c'è dentro di loro preferiscono stare chiusi nel silenzio nascondendo le reali emozioni.
Leggete la frase riportata dal libro che ho messo come titolo in essa secondo me è raccolto tutto il significato di questo splendido libro!

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Per chi adora Agnes!
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Agnes Browne nonna 2009-04-09 23:58:50 andrea70
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andrea70 Opinione inserita da andrea70    10 Aprile, 2009
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Degna conclusione

Gli anni passano, i figli crescono, i problemi cambiano ma in compenso non mancano mai e lei, Agnes Browne, impavida e tenace continua ad accompagnarci per le strade della vita di una incredibile famiglia irlandese.

Degna conclusione del ciclo , scritto con il solito stile scorrevole e spirito allegro fino al tenero e commovente epilogo.

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I precedenti libri della serie.
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