Harrouda Harrouda

Harrouda

Letteratura straniera

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Vecchia prostituta, incarnazione vivente di ogni tabù, oscura forza generatrice, Harrouda cala come un'ombra sulle fantasie che turbano l'infanzia alle soglie della pubertà. Figura di leggenda, anima di tradizione popolare, non può essere che lei ad accompagnarci, come uno spettro, sui luoghi del passato e della memoria. Sfilano ombre di donna nei vapori del bagno turco scene di piazza e di mercato, e poi la storia della madre, emblema di un mondo antico e ancora presente, e le letture coraniche, il caffè, il 'kif', l'epopea nazionalista di Abd el-Krim, e le città di Fès e Tangeri, speculari fra loro: l'una al centro della tradizione e della tribù ma forse già senza più anima; l'altra sospesa fra due mondi, simbolo stesso del tradimento e della trasgressione. Il primo romanzo, magico e caleidoscopico, di Tahar Ben Jelloun: un'opera affascinante ed evocativa dove il grande affabulatore sperimenta i temi e il linguaggio che più gli sono caratteristici.



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Harrouda 2020-01-13 17:49:56 Laura V.
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Laura V. Opinione inserita da Laura V.    13 Gennaio, 2020
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In Marocco tra Tangeri e Fes

Onirico e poetico, "Harrouda" non è proprio un romanzo, ma un libro di pensieri e memorie dove il tempo e la forza della parola s’intrecciano in un racconto surreale che si svolge tra le città di Fes e Tangeri, all’interno di un Marocco antico e moderno al tempo stesso, sulle orme di una sensuale prostituta chiamata appunto Harrouda che popola i sogni dei ragazzini. In verità, una lettura non semplice, ma molto affascinante.
Tra i temi trattati in queste pagine, la circoncisione, l’hammam delle donne e il café degli uomini, i tre mariti della madre dell’autore, l’oblio dell’hashish, l’omosessualità e la prostituzione dei ragazzi con gli stranieri che giungono a Tangeri, città della menzogna e del tradimento, Tariq ibn Ziyad che nel 711 attraversò lo Stretto alla conquista di al Andalus.
Mi piace la scrittura di Ben Jelloun, anche nella versione originale francese, coraggiosa e non ipocrita, in particolare il suo dar voce alle donne: senza dubbio un libro scandaloso all’epoca della sua pubblicazione (1973), specie in una cultura come quella marocchina e araba in generale.
Seppure meno noto e molto diverso rispetto ad altri più apprezzati romanzi di questo scrittore, come per esempio "Partire" e, più recentemente, "La punizione", anche questo offre nel complesso una buona lettura.

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
... a chi ama i libri di Tahar Ben Jelloun.
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