Narrativa straniera Romanzi L'estate dell'innocenza
 

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L'estate dell'innocenza

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C’è un’età della vita in cui sono gli altri a scegliere, perché noi non siamo ancora in grado di farlo da soli. È la magia dell’essere bambini, il segreto che si nasconde dietro l’innocenza di quegli anni. Così è per Beatrice durante le vacanze estive dei suoi dieci anni, in compagnia del mare della Costa Brava che brilla di mille puntini all’orizzonte e della sua famiglia un po' fuori dagli schemi: donne tenaci, indipendenti e a volte nevrotiche, che non si sono mai rassegnate al ruolo di mogli e madri. Sua mamma non ha peli sulla lingua ed è in cerca di protezione, più che offrirne. Olga, la zia preferita, colta e sofisticata, è come avvolta in un’aura di luce e la trascina in un mondo fatto di abiti di seta e balli. In loro Beatrice vede la donna che vuole diventare. In loro intravede, senza capirlo appieno, l’equilibrio sottile delle relazioni con gli uomini, fatto di amore e, talvolta, dolore. E mentre suo padre sembra non interessarsi di nulla, ridotto a pura presenza fisica, lo zio Albert le chiede il vero motivo per cui da grande vorrebbe fare la scrittrice, ed è l’unico a dirle che la vita non è come appare: né migliore né peggiore, ma diversa. Beatrice è solo una bambina ma, in quell’estate, qualcosa comincia a cambiare. Una crepa scheggia la sua innocenza portandola lontano dall’infanzia. Il ricordo delle onde e della sabbia sui piedi resterà per sempre nel suo cuore, insieme al sapore di un’età in cui tutto è possibile, ma al contempo si fa strada in lei la consapevolezza che crescere vuol dire cambiare mille volte corpo, voce e volto.

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L'estate dell'innocenza 2019-06-07 14:08:10 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    07 Giugno, 2019
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l'infanzia e il futuro prossimo


L’estate dell’innocenza di Clara Sanchez è un romanzo breve di formazione. Un racconto di come ciò che siamo nella infanzia e nella adolescenza ci influenza nel futuro, in ciò che diventeremo. Tuttavia un romanzo che purtroppo non mi ha entusiasmato molto, anzi è piuttosto piatto e poco coinvolgente.
Beatrice, la protagonista, vive le vacanze estive dei suoi dieci anni, con una famiglia alquanto particolare: sua madre, sempre sola, sua zia Olga, estrosa ma anche colta e sofisticata, sembra vivere in un altro mondo, incapace di assumersi le proprie responsabilità; il padre, spesso assente, anche quando è presente. Lo zio Albert, compagno di Olga, è l’unico a prenderla in considerazione e a fornirle degli utili consigli di vita. Secondo lui:
“La vita non è quello che sembra. Non è né migliore né peggiore di ciò che immaginiamo, ma è sempre diversa.”
La realtà in cui cresce la piccola Beatrice è:
“perdita di innocenza e si diventava passionale come Olga, triste come mia madre, troppo allegro come Albert, o sconosciuto come mio padre.”
Un affresco di vita e di crescita, elaborato con frenesia e trasporto. Tuttavia non mi comunica nulla, una prosa poco descrittiva e poco intimistica, troppo frettolosa. Una trama semplice, povera di veri e reali contenuti. Un dipinto di famiglia, magari realistico, ma privo di positività, di crescita umana; pare un testo in cui vige l’indifferenza e la superficialità. Un libro fine a se stesso. Peccato.

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