Narrativa straniera Romanzi La culla del mio nemico
 

La culla del mio nemico La culla del mio nemico

La culla del mio nemico

Letteratura straniera

Editore

Casa editrice

La trama e le recensioni di La culla del mio nemico, romanzo di Sara Young edito da Neri Pozza. È il 1941 in Germania e, al Lebensborn di Steinhöring, è appena arrivata una ragazza olandese scortata da due soldati. Lebensborn significa "Sorgente di vita" e dietro questo nome così poetico si cela un progetto di Himmler: creare sul suolo tedesco e nei territori occupati cliniche e istituti in cui far nascere e allevare la progenie delle coppie "razzialmente pure", i figli dell'"autentica razza ariana". "Un bambino per il Führer" è il motto dei Lebensbornen e campeggia anche a Steinhöring accanto a ritratti di Himmler e a imponenti immagini di Hitler. A Steinhöring aspettavano la ragazza: Anneke Van den Berg di Schiedam, ridente cittadina a quattro chilometri da Rotterdam, capelli biondi, occhi chiari, pelle bianca e la grazia tipica di una fanciulla incinta di un soldato della Grande Germania. L'hanno fatta entrare e l'hanno portata al cospetto di una donna di mezza età seduta dietro a un'enorme scrivania. La donna, viso duro e capelli grigi tirati come cavi d'acciaio, ha preso il dossier di Anneke e, in quel momento, la ragazza ha girato la testa come a nascondere il volto.



Recensione Utenti

Opinioni inserite: 2

Voto medio 
 
4.1
Stile 
 
4.0  (2)
Contenuto 
 
4.5  (2)
Piacevolezza 
 
4.0  (2)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
La culla del mio nemico 2009-12-19 16:09:55 katia 73
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
katia 73 Opinione inserita da katia 73    19 Dicembre, 2009
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

la culla del nemico

Bellissimo un libro che ci fa conoscere un'altra realtà legata all'olocausto di cui non si parla molto. In questo romanzo trovi tutto, la speranza l'amore e la guerra che si intrecciano in una trama con un finale di certo non scontato e i personaggi che lo popolano sono veri ti sembra di vederli di toccarli, complimenti all'autrice che ci ha regalato un libro veramente bello e da non peredere .

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
20
Segnala questa recensione ad un moderatore
La culla del mio nemico 2008-11-22 23:28:56 Maristella
Voto medio 
 
3.5
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
3.0
Maristella Opinione inserita da Maristella    23 Novembre, 2008
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

L'altra faccia dell'Olocausto

Ideati nel 1935 da Heinrich Himmler nell’intento di realizzare concretamente le teorie hitleriane di “arianizzazione” della popolazione tedesca, i Lebensborn ( le “ Sorgenti di vita”), si diffusero in tutto il territorio del Reich. Qui venivano fatti nascere e crescere i figli illegittimi dei soldati tedeschi, concepiti con donne di “pura razza nordica”, anche se straniere e la cui provenienza e genealogia veniva rigorosamente controllata. Qui partorivano e allevavano i figli anche le legittime consorti dei militari della Wehrmacht, della Luftwaffe e della Kriegsmarine e si favorivano incontri tra membri dell’esercito tedesco e” femmine” selezionate, più o meno consenzienti. I Lebensborn si moltiplicarono così in Germania, in Austria, in Francia, in Polonia, nei Paesi Bassi e soprattutto in Norvegia, in quanto le donne norvegesi erano considerate ottime fattrici della razza perché provenienti da una terra ariana d’elezione. I “prodotti” di questo assurdo progetto sarebbero divenuti i superuomini auspicati dalla follia hitleriana, alti, forti, biondi e con gli occhi azzurri indicativi della purezza della stirpe. Madri e figli vivevano nei Lebensborn in una dimensione “ protetta”, ricevendo cibo abbondante e di qualità insieme all’indottrinamento sulle concezioni naziste. Tra il 1940 e il 1945, quindi, nacquero migliaia di bambini, soprattutto nei Lebensborn norvegesi. Con le prime sconfitte subite dalla Wehrmacht e la crescente acredine da parte delle popolazioni scandinave verso gli invasori, la progressione del progetto himmleriano decelerò e verso la fine del conflitto vennero distrutti i documenti conservati nei Lebensborn impedendo così a migliaia di bambini di risalire in futuro alle proprie origini. Il governo norvegese fu il più duro verso le donne implicate nel programma, definendole traditrici e “donne di Hitler”. Moltissime di loro furono arrestate e condotte in campi di concentramento, perdendo la cittadinanza e ogni tutela e subendo ingiustizie e soprusi di ogni sorta in nome del loro vergognoso passato. Ma a farne le maggiori spese furono soprattutto i bambini: solo alcuni vennero restituiti alle proprie madri, altri restarono nelle famiglie tedesche adottive, ma la maggioranza finì in orfanotrofi o in ospedali psichiatrici subendo ogni tipo di prevaricazione e discriminazione. Di questi bambini faceva parte Gisela Heidenreich, ora psicoterapeuta ed autrice dell’interessantissimo libro edito da Baldini & Castoldi dal titolo “ In nome della razza ariana”. Gisele, nata nel 1943 nel Lebensorn di Klekken nei pressi di Oslo, una bellissima donna alta, bionda e con gli occhi azzurri che incarna perfettamente l’ideale agognato dal Reich, ci porta a conoscere dinamiche e motivazioni del progetto Lebensborn, considerato come l’altra faccia dell’Olocausto. Cyrla, la protagonista del libro, per metà olandese e per metà ebrea, per salvarsi dalla deportazione entra nel Lebensborn di Steinhoring al posto della cugina Anneke con la quale ha un’incredibile rassomiglianza. Anneke, incinta di Karl, ufficiale tedesco, è morta tragicamente. Cyrla si rifugia proprio “ nella culla del suo nemico” per proteggere se stessa ed il segreto che cresce dentro di lei. Ma a chi appartiene realmente il figlio che porta in grembo? A Isaak il giovane ebreo dagli occhi e dai capelli nerissimi o al soldato tedesco da cui ha subito violenza? E un giorno Karl si presente al Lebensborn convinto di trovare Anneke ed il suo bambino…. Sara Young, riesce a coniugare questa pagina ancora poco conosciuta della Storia con una narrazione ricca di sentimenti autentici e pieni di note poetiche. I personaggi si completano avvicinandosi l’un l’altro lentamente e rivelando il loro cuore e la loro essenza, le loro perdite e le loro fragilità con grazia e profonda sensibilità, riuscendo a squarciare il buio della Storia e a superare le difficoltà del vivere i propri sentimenti apertamente.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
I libri di Helga Schneider,Sonderkommando Auschwitz di Shomo Venezia
Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

Sirene
Valutazione Utenti
 
2.8 (1)
Il castagno dei cento cavalli
Valutazione Utenti
 
4.1 (2)
Mare di pietra
Valutazione Utenti
 
2.8 (1)
Sulla pietra
Valutazione Utenti
 
3.8 (1)
L'ultimo conclave
Valutazione Utenti
 
1.3 (1)
Qualcun altro
Valutazione Utenti
 
3.0 (1)
Il bacio del calabrone
Valutazione Utenti
 
4.1 (2)
Stivali di velluto
Valutazione Utenti
 
3.5 (1)
Una morte onorevole
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
La notte mento
Valutazione Utenti
 
3.0 (1)
You like it darker. Salto nel buio
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Eredi Piedivico e famiglia
Valutazione Utenti
 
3.5 (1)

Altri contenuti interessanti su QLibri

Sirene
Giorno di vacanza
Génie la matta
Mattino e sera
L'anno che bruciammo i fantasmi
T
La notte mento
Il mondo invisibile
Moriremo tutti, ma non oggi
L'estate in cui mia madre ebbe gli occhi verdi
Una primavera troppo lunga
La vedova
Il bambino e il cane
Giù nel cieco mondo
Il mantello dell'invisibilità
Lunedì ci ameranno