La parata La parata

La parata

Letteratura straniera

Editore

Casa editrice


Per commemorare l’armistizio in un paese sconosciuto del Terzo mondo appena uscito dalla guerra, viene commissionata una nuova strada che connette le due metà dello stato fratturato. Sono incaricati del lavoro due uomini che vengono da un paese del Primo mondo, due contractor mercenari. Per ragioni di sicurezza, prima di iniziare, si sono dati degli pseudonimi numerici. Numero Quattro, quello incaricato di guidare l’avveniristica macchina asfaltatrice RS-90, si attiene a una disciplina monastica: devono fare una strada perfettamente dritta, lunga 260 chilometri, e i tempi sono stretti, il lavoro deve essere completato prima della parata celebrativa. Numero Nove, che in sella al suo quad si assicura che non ci siano ostacoli davanti e dietro, è invece in vena di avventure e curioso di ciò che lo circonda. Conosce la lingua locale, mangia le cose del posto invece di limitarsi ai frullati di proteine della razione, fa amicizia come può sulla strada e, in generale, fa di tutto per non attenersi al rigoroso protocollo previsto. Quattro capisce immediatamente che Nove è un “agente del caos”, che rischia di compromettere il lavoro e che, peggio, rende più incerto il ritorno a casa. La grande protagonista de La parata è l’attesa. Quattro è a modo suo simile al nostro Giovanni Drogo del Deserto dei Tartari di Buzzati: la sua fortezza è la macchina asfaltatrice in cui passa le sue giornate e i suoi Tartari sono il collega Nove e la popolazione locale. Ma il romanzo è anche la storia di scontro vizioso fra i due protagonisti, fra Oriente e Occidente, e fra le due anime contrastanti di Quattro, quella scientifica e quella umana ed empatica. Stranieri in una terra straniera devastata dalla guerra, Quattro e Nove sono protagonisti di un’allegoria che vuole mostrare l’assurdità della loro posizione e le conseguenze della loro presenza.

Recensione della Redazione QLibri

 
La parata 2019-09-05 08:10:00 Mario Inisi
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Mario Inisi Opinione inserita da Mario Inisi    05 Settembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

La strada

Questo romanzo di Eggers è veramente molto bello. Ricorda per alcuni tratti Il deserto dei tartari di Buzzati e anche La strada di Cormac, dato che proprio della costruzione di una strada tratta il romanzo. Questa strada viene costruita in un paese presumibilmente africano, devastato da una guerra civile, in cui ancora girano fazioni nemiche. Dovrebbe essere un simbolo di rinascita dopo la devastazione, di pace dato che entrambe le fazioni collaborano alla costruzione, dovrebbe portare vita, aiutare forme di commercio, facilitare la vita alla gente, per esempio ai malati che necessitano di cure mediche disponibili solo nella capitale. Il lavoro viene svolto da una ditta che vuole restare anonima e da due soli dipendenti della ditta 4 e 9. 4 deve guidare l’asfaltatrice e 9 è incaricato di rimuovere gli ostacoli incontrati lungo la strada. 4 e 9 nemmeno tra loro si scambiano informazioni anagrafiche. Queste, sarebbero pericolose, se rese note li metterebbero a rischio di rapimento a scopo di estorsione. La strada viene costruita nel “deserto” cioè in un paese senza infrastrutture, devastato dalla guerra dove la gente vive in estrema povertà e in condizioni igieniche disastrose. Lungo la strada si incontrano tracce della guerra, enormi sacchi neri, carri armati, carcasse di aerei e anche gente che si riunisce, festeggia, accoglie, offre alcolici e cibo locale (scarso) prevandosene. Immagini di morte e di speranza si alternano nel romanzo e sono immagini così forti che sono quasi simboliche. I cumuli di sacchi neri ad esempio, e il bambino fermo nel mezzo della strada. E’ veramente bello come 4, soprannominato Orologio per la sua dedizione al lavoro, si preoccupi del bambino e lo prenda in braccio, gesto notato e apprezzato dai parenti del bambino. Eggers propone come suo solito una storia di amicizia, anzi più storie di amicizia. Una tra 4 e 9, due persone molto diverse, 4 pignolissimo e scrupolosissimo nel lavoro, 9 all’opposto un edonista che sembra far tutto meno che lavorare. Ma racconta anche l’amicizia tra persone di culture diverse e questi incontri sono prima minati dal sospetto poi man mano più tranquilli fino a creare un legame forte. Eggers è molto bravo a far partecipare il lettore all’asfaltatura della strada, a farlo preoccupare del rispetto dei tempi, a fargli scoprire la gente locale, generosa, buona, ospitale, ingenua, come tutti sono ingenui rispetto alla capacità di calcolo delle grandi organizzazioni governative o imprese. E’ molto bello entrare pagina dopo pagina nel mondo di 4, nella sua “musica”, nel suo amore per i bambini, e anche la sua apertura progressiva verso la gente del posto accantonando pregiudizi e paure. Bellissimo poi il contrasto di questa estrema apertura al termine del lavoro, con il finale. Il finale ci riporta alla strada di Cormac, alla considerazione che il vero nemico non è l’uomo ma l’organizzazione. Questa fantomatica organizzazione che lavora assoldata da uno stato perseguendo un fine di lucro non può che prestarsi a essere uno strumento di morte. Questo romanzo ricorda per il clima surreale anche Ologramma per il re, ma secondo me è migliore di Ologramma. E’ veramente un bellissimo romanzo e, in questi tempi di chiusura mentale, un romanzo necessario.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
200
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 1

Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0  (1)
Contenuto 
 
4.0  (1)
Piacevolezza 
 
4.0  (1)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
La parata 2019-10-31 11:36:11 68
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
68 Opinione inserita da 68    31 Ottobre, 2019
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Umanità disadorna

Due semplici numeri ( quattro e nove ) hanno sostituito i nomi propri per esigenze di anonimato e politica aziendale, un lavoro da ultimare in dieci giorni, duecentotrenta chilometri di una strada a due corsie che unirà il sud rurale al nord urbano in un paese del terzo mondo infestato dalla corruzione, dopo anni uscito da una sanguinosa guerra civile ed oggi retto dall’ ennesimo governo illegittimo in attesa di una parata celebrativa ad opera completata.
Quella strada è un ponte simbolico di pace e prosperità, un lungo rettilineo nero rivolto al futuro, un lento viaggio stanziale attraverso luoghi malconci, spolpati, deserti, tra occhi incuriositi che si defilano e solitudine coatta.
Un lavoro da eseguire senza complicazioni, immersi in un senso di alienazione imperante, scopo primario dei due protagonisti ( o almeno di uno dei due ), inseguendo una precisa tabella di marcia, chilometri fagocitati servendosi di un veicolo all’ avanguardia, tecnologia estremizzata in un luogo non luogo dove imperano fame, baratto e lotte intestine.
Una narrativa essenziale, presente, diretta e reale nella veridicità di un paesaggio disadorno, un caos in cui ancora sopravvivono gioia ed iniziativa frenetica, negozi, alberghi improvvisati, baracche, cumuli di spazzatura in fiamme.
Quattro e nove, figli di un occidente complice ed ignaro di quello che sta accadendo, due numeri al servizio di una organizzazione che tutto decide, opposti complementari, l’ uno esperto, razionale, freddo, perfettamente calato nel ruolo e nel protocollo, quietamente felice solo con la propria asfaltatrice, tutto il resto ritenendolo non necessario, l’ altro inesperto, inafferrabile, ondivago, senza alcuna maturità e serietà, come fosse un bambino in vacanza, ad un certo punto un semplice ladro malato di cui disfarsi.
Contrasti insanabili figli di incompatibilità e distacco obbligato al servizio dell’ azienda assumeranno senso in una progressiva reciprocità, abbandonando la routine, per una contingenza degenerata e la necessità di rimediare alla fallacia umana di un avventuroso imbecille ma soprattutto per soccorrere umanamente chi ha reale bisogno di aiuto e non può morire miseramente.
Il proprio rapporto duale di vicina lontananza, una opposta visione del lavoro e di quella parte di mondo, relegato a semplice fatto della loro vita, ora li assorbirà totalmente prima che tutto possa mutare, le parole ritorcerglisi contro, ogni certezza svanire.
Nella seconda parte del breve romanzo azioni e relazioni si stringono consapevolmente, relazioni schiette, intense, una umanità che svicola il semplice protocollo e l’ alienazione imperante fortificata dall’ idea che ovunque esistono criminali, uomini intriganti e codardi ma anche individui accesi da intenzioni più elevate.
E’ allora che i propri sospetti mal riposti ed il peso di giudizi superficiali e mendaci, sinonimo di ignoranza, lasciano il campo a relazioni, pietà, ad una idea di fratellanza che assolva il desiderio di chi desidera non morire solo ed abbandonato.
È allora che si apre la speranza di altro ed una possibilità salvifica che spezzi là cecità freddamente assolta del semplice e meccanico completamento di un compito prima di allontanarsi e osservare gli accadimenti, prima che tutto ancora una volta imploda e si trasformi orribilmente...

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
140
Segnala questa recensione ad un moderatore

 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

La misura del tempo
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il colibrì
Valutazione Redazione QLibri
 
4.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La seconda porta
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Lungo petalo di mare
Valutazione Redazione QLibri
 
4.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il ciarlatano
Valutazione Redazione QLibri
 
4.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
I cani di strada non ballano
Valutazione Redazione QLibri
 
2.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La spia corre sul campo
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Tutti i miei errori
Valutazione Utenti
 
3.5 (1)
L'ultima intervista
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
3.5 (1)
Bianco
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Sotto un cielo sempre azzurro
Valutazione Utenti
 
5.0 (1)
Assolutamente musica
Valutazione Redazione QLibri
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti di QLibri