Narrativa straniera Romanzi La voce delle onde
 

La voce delle onde La voce delle onde

La voce delle onde

Letteratura straniera

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Senza mai chetarsi, ora infuriata ora implacabile, la voce delle onde ci accompagna durante tutta la lettura di questo romanzo. Si tratta di una storia d'amore che sulla sponda del mare nasce e si sviluppa, raggiungendo apici di toccante e poetica spontaneità e semplicità. La vita, fatta di coraggio e di sacrificio, di un povero villaggio di pescatori giapponesi è lo sfondo per le uscite sul mare in tempesta, la pesca delle perle e i convegni d'amore dei due giovani protagonisti, Shinji e Hatsue, su al tempio di Yashiro, che dall'alto del monte domina l'Isola del canto - Utajima - come armoniosamente la chiamano i suoi abitanti.

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La voce delle onde 2017-10-04 20:56:11 Pigottina
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Pigottina Opinione inserita da Pigottina    04 Ottobre, 2017
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Le onde di Uto-Jima

E' stata una lettura molto piacevole, una poetica storia d'amore in un villaggio di pescatori, ma continuando a leggere, mi sono resa conto che la storia d'amore è stata quasi uno "stratagemma" per farci conoscere Uto-Jima. Il libro è come se fosse stato dedicato ai suoni e alla natura dell'isola, senza però tralasciare, anche se li ho trovati un po' in secondo piano, i suoi abitanti; forti, leali (anche chi di primo acchito non è sembrato) e un po' ruvidi nella loro semplicità, ma non banali.

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La voce delle onde 2015-09-13 13:09:36 mia77
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mia77 Opinione inserita da mia77    13 Settembre, 2015
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La voce delle onde di Yukio Mishima

Libro essenziale, scorrevole e poetico, che consiglierei come lettura per adolescenti. Una storia d'amore semplice, ambientata in un villaggio di pescatori di un'isola giapponese, sulla quale vivono persone semplici, che hanno per ideali il lavoro e la famiglia.
Il mare e onde sono coprotagonisti della storia, visto che fanno da sottofondo a tutte le vicende, soprattutto alla storia d'amore fra Hatsue e Shinji. Le onde, anche se tempestose, sono la voce assidua dello spirito dei protagonisti e il mare è il canto che serve per celebrare i giovani e ingenui amanti. In questo libro vediamo un mondo simbolico, dove uomo e natura si fondono. Mondo anelato dal protagonista, quanto il suo amore per le tradizioni, visto il suo disagio esistenziale rispetto alla società industriale in cui viveva.
Bimbo cresciuto da una nonna troppo presente e assillante, che l'ha instradato alla tradizione giapponese. Ragazzo con una debole e fragile costituzione fisica: cosa inaccettabile per un giapponese nato nel culto dei samurai. Per questo si dedica alla cura del corpo, attraverso arti marziali e rafforzamento dello stesso con body building ed allenamenti di ogni tipo.
Nonostante il suo masochismo, il sadismo e la sua omosessualità si sposa e fa due figli: un modo come un altro di tuffarsi nella tradizione e perpetuare la specie.
La sua solitudine e il suo edonismo ci permettono di tracciare similitudini con il nostro Gabriele D'Annunzio e anche con Oscar Wilde.
In Mishima batte un cuore da samurai, pronto come i nobili guerrieri dell’antico Giappone a dare la vita per il proprio Signore. E come i samurai, in diretta televisiva, si auto infligge il seppuku, che non equivale in nessun modo al suicidio da noi concepito in Occidente. Per noi è una sconfitta, un sintomo di debolezza e volubilità, un crimine. In Giappone l’harakiri è l’ultima vittoria, il solo modo di salvare la propria integrità in caso di insuccesso, era la vivificazione incessante di un Giappone protettore di valori più alti e nobili della vita, rispettabili a costo della vita stessa che rimane, senza di essi, vuota ed incompiuta. La tradizione giapponese lo vedeva come unico modo per recuperare l'onore perduto.
Ho dovuto informarmi sulla vita dell'autore per apprezzare questo primo libro, che altrimenti mi sarebbe sembrato un po' banale e semplice. Comunque è una lettura carina, a mio avviso niente di più.

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La voce delle onde 2012-07-27 07:35:44 C.U.B.
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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    27 Luglio, 2012
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UTA – JIMA

La Voce delle Onde e’ il canto del mare.
E’ l’Oceano Pacifico, che con increspatura costante simula il respiro di un sonno addormentato.
E’ il mare in tempesta, che grida la passione amorosa di un ragazzo.
E’ il canto della natura, che intona deliziose armonie.
E’ una distesa infinita che nutre i pescatori, il bianco boccheggiare delle onde come l’oro del grano mosso dal vento.
E’ un fondale ricco di ostriche, che offre alle donne tuffatrici piccoli gioielli di perla, come i frutti della terra per l’agricoltore.

Uta-Jima e’ una minuscola isola giapponese nel Pacifico.
L’unica attivita’ e’ la pesca ed i grattacieli, i cinematografi, le rotaie di Tokjo sono cose di un altro mondo.
Qui la gente e’ semplice, si nutre e commercia i frutti del mare. Vive in piccole casupole.
Non si chiudono le porte a chiave a Uta – Jima, non ci sono ladri in questa piccola comunita’.
Donne pescatrici di perle che si radunano davanti ad un falo’ per riscaldarsi.
Uomini di mare induriti dal sole e dalla salsedine, ma con il cuore lucido di onore.
Ragazzi che si incontrano la sera al lume delle lampade di carta, per leggere o chiacchierare.
E una bella storia d’amore, baci di alghe e sale in un tempio sulla vetta della montagna.

Penna tipicamente giapponese anni ’50, essenziale fluida e piacevolmente lenta , di un luogo e un tempo che non ci appartengono piu’.
Passeggiando tra sabbia e oceano, un semplice kimono a proteggerci dal sole.

Buona lettura

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