Narrativa straniera Romanzi Le sorelle Donguri
 

Le sorelle Donguri Le sorelle Donguri

Le sorelle Donguri

Letteratura straniera

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Guriko, rimasta orfana da ragazzina, nella solitudine della sua stanza gestisce, insieme alla sorella Donko, un sito di posta per persone in difficoltà che si chiama “Donguri shimai” (Le sorelle Donguri). Quando il messaggio di una donna che lamenta la perdita del marito induce Guriko a ripensare a Mugi, il suo primo amore, una strana forma di inquietudine la spinge a interrompere la propria clausura, ma non impiegherà molto a scoprire che l’uomo morto di cui parla l’e-mail è proprio Mugi. Ormai rassegnata e disperata, Guriko incontra Mugi in sogno e riesce a confidargli tutto ciò che non aveva mai avuto il coraggio di dirgli, trovando finalmente la serenità e il desiderio di cominciare una nuova vita. Banana Yoshimoto, attraverso la delicata voce narrante di Guriko, ci parla di temi quali la morte, il superamento del dolore, il potere salvifico della condivisione della sofferenza e del motivo del sogno che scioglie tensioni e problemi.

Recensione della Redazione QLibri

 
Le sorelle Donguri 2018-07-06 16:55:04 Chiara77
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Chiara77 Opinione inserita da Chiara77    06 Luglio, 2018
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Ogni cosa è collegata alle altre

“Tutti sono convinti che i problemi siano qualcosa di personale, ma, nell'immensità che ci circonda, è più inquietante pensare a come ogni cosa sia collegata alle altre. Ecco perché in tanti preferiscono scrivere a noi anche se hanno già qualcuno accanto. Vogliono avere la certezza che lanciando un sassolino in questo oceano così vasto potranno vedere comunque i cerchi nell'acqua. Vogliono sapere che dall'altra parte c'è qualcuno, anche se si tratta di qualcuno che non potranno mai vedere.”

Guriko e Donko sono due sorelle che hanno sofferto tantissimo durante l'infanzia e l'adolescenza. Adesso, all'età di circa trent'anni, hanno aperto un sito internet dove ricevono e rispondono a mail di persone sconosciute che chiedono un consiglio, confidano un problema o uno stato d'animo.
La voce narrante appartiene a Guriko, la sorella minore, che si occupa a tempo pieno del sito e gestisce la casa, mentre ricerca faticosamente pace, serenità ed equilibrio interiore. La sorella maggiore, Donko, è invece più eccentrica, meno propensa all'interiorizzazione delle esperienze; ha un lavoro nella redazione di una rivista femminile ed una spiccata tendenza ad innamorarsi. Non vuole sposarsi o costruire relazioni stabili però, è attratta soltanto dalla fase iniziale delle storie d'amore, dopodiché perde tutto l'interesse. Le due sorelle sono unite da un passato difficile e da un profondo legame che i genitori si immaginavano già per loro prima che nascessero: decisero infatti, alla nascita della prima figlia, di darle la metà del nome Donguri (castagna in giapponese), mentre l'altra metà del nome l'avrebbero data alla sorellina, che sarebbe nata un paio d'anni dopo.
Guriko sta attraversando un momento particolare, esce raramente, non ha una vera e propria vita sociale, ma vive intensamente una spiccata sensibilità. Riesce ad essere in contatto con la propria parte interiore più profonda e sommersa, che si manifesta nelle sensazioni, nei ricordi, nei sogni.

Siamo di fronte ad un breve romanzo delicato ed introspettivo: lo stile di Banana Yoshimoto è lieve nel descrivere situazioni dolorose e complicate. Ognuno vive cercando di tirare avanti meglio possibile, affrontando lutti, abbandoni, incomprensioni inevitabili. Ma nessuno è completamente isolato dagli altri, anzi, siamo tutti collegati da una rete di sentimenti ed emozioni: quello che provano gli altri, quello che accade a chi ci ha voluto bene ha un effetto che ricade su di noi.

“ Una persona muore e fa un cerchio sull'acqua che si allarga a includere chi gli sta intorno. Ciascuno di noi occupa una porzione di spazio in questo mare enorme che è la somma di tutte le nostre anime, ed è uno spazio uguale per tutti.”

Una lettura che induce alla meditazione ed all'introspezione. Una storia sussurrata che lascia nell'aria una miriade di pensieri e riflessioni.

“Di tanto in tanto penso a tutti gli uomini straordinari che lasciano questo mondo senza scrivere libri, senza andare in tv, senza quasi mai raccontare le proprie idee ed esperienze. Mi immagino la loro interiorità come qualcosa di limpido, simile a un lago dalla superficie cristallina che, al momento della morte, li inghiotte serenamente, in armonia. La laboriosità delle loro vite è controbilanciata dalla quiete con cui il cielo li prende con sé. Le loro mani rugose e piene di graffi, le carni esauste e raggrinzite sfumano con grazia. Come una piante che si secca conservando la propria bellezza, se ne vanno senza lasciare ombre.”

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Le sorelle Donguri 2018-09-10 19:25:10 Ginevrosità
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Ginevrosità Opinione inserita da Ginevrosità    10 Settembre, 2018
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Scivolata su una buccia di Banana

Come Marco, anche io ammiro molto la cultura giapponese e mi piacerebbe davvero poter capire il significato di certe tradizioni che sembrano così lontane dalle nostre. Inoltre, il Giappone è una terra suggestiva e meravigliosa, per questo, non avendo sempre le possibilità di affrontare un viaggio importante e costoso, mi piacerebbe leggerne almeno qualche riflesso nei romanzi. E' questo che cercavo da "Le sorelle Donguri": scenari mozzafiato, vento che mi scompiglia i capelli e trasporta petali di fiori, usi e costumi a me sconosciuti, sapore di una cucina ricca e particolare che incornicia una bella storia.
Purtroppo ho percepito lo stile di scrittura vuoto, frasi elementari e corte. Troppi punti odiosi che rendevano i pensieri della protagonista vaghi e piatti.
La storia non è niente di che, ma su questa so che non bisogna avere troppe pretese, visto che un bravo scrittore sa rendere interessante anche la lista della spesa. Tuttavia, ci sono delle scivolate dell'autrice che mi hanno più volte spinto a chiudere il libro e guardare per aria. Non ho apprezzato il modo in cui è stato introdotto l'amore della vita di Guri-chan: lui riemerge attraverso un sogno, lei fa ricerche in merito e poi la vicenda viene lasciata lì senza un perchè, semplicemente la vita della protagonista continua esattamente come prima. Non è stato gestito granché bene, questo amore aggiunto nel mezzo della storia.
Ho proseguito a denti stretti la lettura per un motivo che inizialmente giudicavo curioso: le foto di scorci del Giappone interrompevano la scrittura.Personalmente apprezzo oltremodo illustrazioni e foto, le trovo un trampolino di lancio che aiuta l'immaginazione a tuffarsi per bene in un oceano nuovo. Sono arrivata fino alla fine sperando che venissero giustificate... Perché proprio la foto di un grattacelo? Perché proprio la foto dei fiori fucsia? Non ci è dato sapere.

Alla fine, "Le sorelle Donguri" non mi ha lasciato nessun ricordo, nessun messaggio da portare con me. In poche parole mi ha arricchito quanto un articolo di cronaca all'interno di un giornaletto di provincia.

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Le sorelle Donguri 2018-09-03 23:03:50 Marco Caggese
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Marco Caggese Opinione inserita da Marco Caggese    04 Settembre, 2018
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Troppo sospesa

Lo confesso, ho dei problemi con la cultura Giapponese.
E' un popolo che ammiro, ma sento i loro usi e costumi lontanissimi dai miei, tanto da non riuscire a familiarizzarci.
Questo romanzo aveva tutte le caratteristiche che cerco in un libro per poterlo amare: una storia minimale con possibili sviluppi sorprendenti (due sorelle che decidono di creare un blog di lettere on line alle quali loro risponderanno in maniera sincera e disincantata.
Delle due sorelle una è schiva e solitaria, l'altra è costantemente fidanzata, ma appena una storia diventa seria, lei la chiude cercando fantasiosi pretesti.
Le cento pagine del libro scivolano cosi, tra una profonda riflessione e un gesto minimale...cento pagine di introspezioni, di pensieri anche molto interessanti, ma...che noia!
Sono infiniti i richiami ai piatti, alle usanze, agli oggetti della cultura giapponese, tutti certosinamente citati e spiegati. A me, sostanzialmente, di avere informazioni dettagliate sull'okayu interessa quanto un documentario di due ore sulla vita del Licaone...
Insomma, "Le Sorelle Donguri" è un libro, a mio parere, troppo sospeso, totalmente privo di energia, di rottura, troppo legato alla cultura giapponese, uno spaccato di vita dove è difficilissimo entrare in empatia con le protagoniste.
Abbiamo il racconto della triste storia familiare delle due protagoniste, ma al di là delle intime riflessioni delle sorelle Donguri, non succede nulla.
Personalmente ho avuto la sensazione di aver letto un libro al quale mancano tante, tante pagine, un'opera incompiuta.
Se avete altri libri sul comodino, leggete quelli..

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