Narrativa straniera Romanzi Lo stato dell'unione. Scene da un matrimonio
 

Lo stato dell'unione. Scene da un matrimonio Lo stato dell'unione. Scene da un matrimonio

Lo stato dell'unione. Scene da un matrimonio

Letteratura straniera

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Nick Hornby racconta la vita coniugale al tempo della Brexit in un romanzo conversazione ironico, pungente ma anche profondo: la storia di una crisi… o forse di un grande amore. Tom, critico musicale disoccupato, e Louise, gerontologa, sono sposati da anni e pensano di avere costruito una relazione solida, finché un «piccolo sbaglio» non li spinge sull'orlo della rottura. Andare da una consulente matrimoniale sembra essere l’unica soluzione. Prima di ogni seduta, per mettere a fuoco i punti salienti di cui discutere, marito e moglie si incontrano al pub. Ed è proprio qui, al solito tavolo, davanti a una birra e a un bicchiere di vino, che i due sviscerano il loro rapporto in un fitto, divertentissimo dialogo botta e risposta. Fra ardite metafore mediche che vedono il matrimonio come un paziente moribondo, e analogie sportive tra la vita sessuale e le prestazioni di un centometrista, prende forma una domanda capitale: e se il matrimonio fosse come un computer? E se, dopo averlo aperto e smontato per capire come funziona, il risultato fosse una marea di piccoli pezzi impossibili da rimettere insieme?

Recensione della Redazione QLibri

 
Lo stato dell'unione. Scene da un matrimonio 2019-10-12 15:09:33 Chiara77
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Chiara77 Opinione inserita da Chiara77    12 Ottobre, 2019
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Un matrimonio

Tom e Louise sono una coppia in crisi coniugale. Hanno deciso di rivolgersi ad una consulente matrimoniale e tutte le settimane, poco prima della seduta, si ritrovano nel pub di fronte alla casa della terapista per bere qualcosa e parlare un po'.

Il libro di Nick Hornby, “Lo stato dell'unione” è una pièce teatrale e non un romanzo. È costituito quasi interamente dalle battute che si scambiano i due coniugi nel pub prima di entrare dalla consulente matrimoniale, che costituisce l'unica ambientazione. L'autore interviene pochissimo e solo per fornire qualche indicazione didascalica su qualche stato d'animo o sommaria descrizione.

I dialoghi sono taglienti, talvolta ironici, talvolta amari e ci raccontano un matrimonio che sta finendo: Tom e Louise non avevano quasi niente in comune quando si sono messi insieme, a parte le parole crociate e il desiderio di diventare genitori, si sono uniti per formare una famiglia ma cosa li ha tenuti insieme? Il sesso. Ed ora che la stanchezza, i problemi di lavoro dell'uno, la tendenza ad annoiarsi dell'altra li hanno allontanati non riescono più a fare sesso (almeno non fra di loro). Il matrimonio è sull'orlo del baratro: riusciranno a salvarlo? Più che gli incontri con la consulente matrimoniale, saranno decisivi gli appuntamenti preliminari al pub: tra un sorso di vino bianco e una pinta di birra sarà possibile per Tom e Louise sviscerare sogni, dubbi e desideri e dirsi, finalmente con sincerità, cosa vogliono cambiare e cosa vogliono salvare del loro matrimonio.

“Lo stato dell'unione” è un libro che si legge in un soffio, vi strapperà qualche risata e vi trasmetterà un po' di malinconia. L'amore, quando diventa un matrimonio che dura da tanto tempo, si trasforma, cambia e risente della stanchezza, delle insoddisfazioni personali, della difficoltà a comunicare dei coniugi.

“ «No, non... Stiamo uscendo dal seminato. Ma forse è questo che ci aspettiamo da un matrimonio. Una macchina a moto perpetuo che non esaurisce mai l'energia. Però noi abbiamo dei figli, un mutuo, tua madre, mio padre, il lavoro, il non lavoro... Come fa uno a non sentirsi oppresso da tutto questo?»”

Non resta che parlarne in modo brillante e pungente, mescolando la tristezza all'ironia, con leggerezza.

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Lo stato dell'unione. Scene da un matrimonio 2019-10-19 19:37:58 68
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68 Opinione inserita da 68    19 Ottobre, 2019
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Analisi di un matrimonio

Una coppia, Tom e Louise, figlia di un matrimonio in crisi, forse ai titoli di coda a causa del tradimento di lei, il presente una pausa riflessiva sfociata in una consulenza matrimoniale obbligata, tentativo di riparare l’ irreparabile.
Incontri ripetuti nello stesso bar, seduti l’ uno di fronte alla altra, i soliti drink, sguardi indagatori e parole sarcastiche in attesa della terapia, osservando altre coppie ed immaginando possibili storie, parlando di se’ e della propria vita, riconsiderandone i contenuti ed il senso, quel precoce incrocio sessuale da cui tutto ebbe inizio sfociato nel matrimonio e nella gioia figliale.
Tom e Louise sono invecchiati in modo così diverso, con visioni e lavori diversi, lui è stato un critico musicale, lei è una geriatra.
Avrebbero molto di cui parlare, dei rispettivi lavori, delle difficoltà scolastiche del proprio figlio, della morte della madre di lui, ma finiscono sempre per discutere delle stesse cose, un tempo litigavano e facevano parecchio sesso riparatore, oggi persino la Brexit, di fatto un divorzio, pare una rappresentazione perfetta del loro matrimonio.
Louise continua ad osservare Tom, ricorda quel tradimento giustificato dalla noia sessuale, in lui permane lo spettro di depressione e disoccupazione.
Che cosa entrambi vogliono realmente? Un matrimonio che sembri un matrimonio, anche se non funziona, una verità racchiusa nella noia ed in un legame sempre meno importante, fino a quando Tom si è arreso certificando la certezza di una fine.
Ma la noia, in fondo, non sarebbe la cosa peggiore se la vita non fosse così lunga ed i due protagonisti alla metà del loro percorso, forse potrebbero accontentarsi di farcela, come accade nella maggior parte dei matrimoni.
Questo rituale settimanale continua ad accompagnare una terapia di preseduta in cui Louise confessa il senso del proprio tradimento quando, sola ed indesiderata, non si sentiva in sintonia con il mondo.
Ed allora si può tornare al passato, cancellare gli errori, ed il sesso può ripresentare il volto dell’ amore? Ed il dolore e la rabbia per il tradimento? Ed un tempo avrebbero mai potuto essere solo amici?
Forse un’ altra verità, evidente ma poco consolatoria, si mostra, che si tratti di una coppia riunificata in crisi coniugale permanente, in una fine che parrebbe un inizio, un matrimonio ripartito dalle fondamenta senza più possederne i requisiti perché non sarebbe lo stesso matrimonio, semplicemente un posto dove volere vivere.
Un fitto duello verbale senza narrazione, essenziale, diretto, sarcasmo e verità acclarate, rabbia e risentimento, con un pizzico di cinismo, leggerezza ed autoironia riconducibili a Nick Hornby, pur in una ridotta versione di se’.
Un testo teatrale che si legge tutto d’ un fiato e che si presta a riflessioni su rottura e crisi coniugale generate dalla routinaria noncuranza dei protagonisti, smarriti e confusi in un reale caotico, solitudini inconsistenti, con la sensazione di non comprendere chi si ha di fronte, parlando a se’ e di se’, fino ad un sentimento, non proprio condiviso, che da semplice sguardo diviene visione e certezza: si finisce con l’ accettarsi per quello che si è, più o meno consapevolmente....

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