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L'artista del coltello
 
L'artista del coltello 2016-09-19 03:51:23 68
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68 Opinione inserita da 68    19 Settembre, 2016
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Calma protratta o tempesta imminente?

La vita di Jim Francis scorre in una quiete apparente, lontana da vecchi tormenti e brutti ricordi. Affermato scultore, arricchito, sposato con Melanie, affascinante psicologa, padre attento ed amorevole, vive nella quiete della soleggiata California, tra forza creativa e lunghe passeggiate sulla spiaggia.
Ma chi è realmente Jim Francis? E che cosa si cela dietro l' ovvio mostrarsi? Niente meno che Frank Begbie, il celeberrimo sociopatico e malvivente di " Trainspotting ".
Oggi e' un uomo rinato, redento, ha cambiato la propria essenza, riabilitata dall' arte ed incanalata nella creativita' durante e dopo la prigionia , più semplicemente ha imparato a tenere sotto controllo quella rabbia che " in fondo non è che un' emozione ".
Parlando di se' riconosce di essere stato un uccello in gabbia, un uomo debole, che non sapeva controllare gli impulsi più oscuri.
Ma quando una terribile notizia lo raggiunge, la morte del figlio Sean ( avuto dal precedente matrimonio ) trovato ammazzato nel proprio appartamento di Edimburgo, tornerà nella città natale per le esequie e per fare chiarezza su quella morte di mistero vestita.
Dovrà fare i conti con un passato ingombrante ed un presente per lo più sconosciuto ( anche in alcuni protagonisti ).
Riuscirà a conservare il proprio aplomb, o cadra' vittima della rabbia repressa e di quel se' abbandonato e silente?
Di certo gli altri vedono in lui lo specchio dei propri ricordi, ovvero un avanzo di galera scozzese, drogato di violenza, di cui si è sempre nutrito, con la disperazione incollata addosso.
Edimburgo al suo arrivo è una città cambiata, comunque fascinosa, sferzata come sempre dal vento gelido del Mare del Nord. Rivoli di muschio crescono tra i ciottoli, e tutto e' pervaso di un silenzio e di una immobilita' di morte.
Franco ( come e' chiamato in Scozia ) stenta a riconoscere la ex moglie June, la sorella, il cognato, invecchiati, abbrutiti, appesantiti, consumati dagli anni e da vite trascinate tra alcool, droghe e psicofarmaci.
Gli stessi compagni di malaffare sono cambiati, altro da se', Larry, Mark Renton, Spud Murphy, Davie Power, e che dire di Terry Lawson, taxista pornodivo ( protagonista di " Fin che dura la corsa " ), che continua la propria delirante ed indisturbata corsa ignaro del dolore di chi lo circonda?
Sulla scena figure ingrigite e brutali che vivono realta' disperse, vite separate, buttate, affrante, un gelo dell' animo un po' metaforico ma che ben rappresenta il disagio e la resa dell' oggi.
Frank osserva e rifugge la mestizia del presente, somma di un passato vissuto tra violenza gratuita, fallimenti scolastici, derisioni, bullismo, delinquenza, sadismo, incoscienza di padre ( lui stesso non sa bene quanti figli abbia lasciato ad Edimburgo ).
Allora era l' unica via conosciuta per uscire da un baratro di inettitudine ed urlare al mondo la propria esistenza. Ma, per qualche oscura ragione che risiede in una mente malata, nel torbido ci si può specchiare e riconoscere.
Iniziera' un viaggio-thriller ( con vista sulla tormentata infanzia ) intricato ed allucinogeno, tra colpi di scena, verita' sconcertanti, la ricerca di un senso, o forse solo il recupero del proprio istinto, e di quell' abisso pulsionale ed emozionale che è incarcerato e sopito ma pronto ad esplodere.
Welsh, come sempre, stupisce per forza espressiva, inventiva e stomachevole flusso di azioni e reazioni aberranti, vomitando situazioni paradossali e gelidi fotogrammi di puro terrore in una calma apparente, quasi assistessimo ad un film horror vestito di normalita'.
La seconda parte del romanzo si fa perdonare l' eccesso iniziale di senso estetico, autocompiacimento, immobilismo narrativo che poco si addice all' autore.
I dialoghi inseguono un ritmo incalzante, una escalation di violenza e cruda verità in un iper-realismo che sfocia nell' inimmaginabile.
La peculiarità' dell' autore sta nel sapere creare e sviscerare un viaggio vorticoso tra le parole, trascinando il lettore in un oceano lessicale, in un turpiloquio aspro e violento che genera azione ed è funzionale alla stessa.
Alla fine tutto ritorna ad una quiete apparente ma, come sempre, il senso sta nel capire con chi abbiamo a che fare e chi siamo realmente. Tra le pagine emerge, oltre ad una società cruda e violenta, disagiata, psicogena, un senso di disfacimento famigliare, e Jim-Frank sa che le colpe e le assenze protratte ed ingiustificate dei genitori ricadranno sui figli e verranno rispedite al mittente in una sorta di legge del contrappasso.
Ed allora quale futuro ci attende? Per il momento solo un' ipotesi, nessuna certezza, in fondo ancora non sappiamo esattamente chi siamo.

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Ciao!
Bella recensione e grazie per avermi fatto scoprire questo libro! Ho letto Trainspotting molti anni fa e sono una fan assoluta di Renton (ma anche di tutti gli altri) e un libro che parla di Begbie non posso perdermelo!! Non ne sapevo l'esistenza! Aggiunto alla lista!
Marta
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