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L'uomo duplicato
 
L'uomo duplicato 2018-09-04 06:25:20 enricocaramuscio
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enricocaramuscio Opinione inserita da enricocaramuscio    04 Settembre, 2018
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Chi è l'originale?

Immaginate di mettervi comodamente in poltrona a guardare un film senza pretese, leggero, con la speranza di farvi strappare qualche sorriso, magari una risata, e di passare un'ora e mezza senza troppi pensieri. Come reagireste se, ad un certo punto della pellicola, comparisse sullo schermo un attore minore, una comparsa di cui a volte non appare neanche il nome tra i titoli di coda, che vi assomiglia in tutto e per tutto? Una copia spiccicata di voi stessi che potrebbe essere la vostra stessa immagine riflessa in uno specchio. Riuscireste ancora a dormire la notte? Riuscireste a condurre una vita normale? Non sentireste un impulso irrefrenabile a cercare nome, cognome, data di nascita, indirizzo e qualsiasi altra informazione utile o inutile che sia, riguardo al vostro sosia? Ma una volta incontrato il vostro doppio la vostra vita che direzione potrà prendere? Saramago prova a rispondere a queste domande attraverso l'esperienza di un trentottenne professore di storia di scuola media, Tertuliano Maximo Afonso, depresso, solitario, con alle spalle un matrimonio fallito ed ora invischiato in una relazione senza futuro. Guardando un film si imbatte in un attore che si rivela la copia precisa di se stesso. A questo punto la sua vita viene stravolta radicalmente. L'uomo ha in testa un solo obiettivo, conoscere il suo clone, incontrarlo, confrontarsi. Più di tutto gli importa sapere chi dei due è nato prima, chi cioè è l'originale e chi invece un banale duplicato. Dopo un'estenuante indagine, telefonate ai limiti dello stalking, discussioni e precauzioni, il nostro mite professore riesce ad incontrare il suo "gemello". L'incontro però per Tertuliano si rivela una delusione e decide di chiudere ogni rapporto con il sosia. Tuttavia la sua ricerca ha ormai innescato una serie incontrollabile di eventi e la tragedia, purtroppo, è dietro l'angolo. Saramago si cimenta in un tema, quello del doppio, che viene spesso proposto in letteratura ma che non sempre viene trattato nel migliore dei modi. In questo caso, data la maestria della penna in questione, il risultato è ottimo. L'autore riesce ad affrontare l'argomento con originalità, tenendo la storia sempre in bilico tra l'assurdo ed il possibile, tra l'onirico ed il reale. Con la sua solita prosa caratterizzata da una punteggiatura a dir poco stravagante e la sua grande capacità di raccontare le esperienze e i pensieri umani, il maestro portoghese riesce a trasmettere perfettamente tutte le emozioni che prova il protagonista, dal suo marasma interiore iniziale alla sorpresa per la scoperta del doppio, dall'ansia della ricerca alla paura dell'incontro, dall'affetto per la madre ai sentimenti contrastanti che caratterizzano la sua relazione con Maria. Ogni aspetto della mente di Tertuliano viene sviscerato, messo in luce, ogni cambio di umore, ogni perplessità, ogni timore viene percepito dal lettore ormai immedesimatosi perfettamente nel personaggio. Se per due terzi il libro può apparire lento, ridondante, a tratti noioso, nella restante frazione si trasforma in un tumulto di emozioni che giustifica il possibile tedio precedente e che culmina in un finale inaspettato. Ma ecco che, quando tutto appare concluso, il genio di Saramago estrae dal cilindro l'ennesima sorpresa. “Ogni secondo che passa è come una porta che si apre per far entrare ciò che ancora non è successo, quello a cui diamo il nome di futuro, ma, sfidando la contraddizione con quanto si è appena detto, l’idea corretta sarebbe forse che il futuro è solo un immenso vuoto, che il futuro non è altro che il tempo di cui l’eterno presente si alimenta.”

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Commenti

4 risultati - visualizzati 1 - 4
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kafka62
04 Settembre, 2018
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Bel commento, Enrico. Confesso che dei romanzi di Saramago non è il mio preferito (a mio parere dalla metà degli anni '90 lo scrittore portoghese ha iniziato un lento e inesorabile declino), ma leggere Saramago ha un po' lo stesso effetto di incontrare un vecchio amico: sai già quello che ti aspetta, ma il piacere dato dalla sua antica amicizia riesce comunque ad essere sempre superiore alla sua mancanza di imprevedibilità.
Ottima recensione Enrico. Non ho letto questo libro di Saramago (in realtà è un autore che, ahimè, conosco poco), ma leggendo il tuo commento mi sono incuriosita. Lo segno sicuramente.
siti
04 Settembre, 2018
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Il tuo commento è molto bello e invoglia, letti Cecità e Il vangelo , mai delusa.
Vi ringrazio. Saramago è un autore che finora non mi ha mai deluso.
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