Dettagli Recensione

 
Musica
 
Musica 2018-09-12 10:50:36 Mario Inisi
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Mario Inisi Opinione inserita da Mario Inisi    12 Settembre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

La gioia di vivere

Musica è un romanzo interessante, non bello e sincero come le confessioni di una maschera, ma criptico. Credo che possa essere considerato un tentativo di Mishima di affrontare i propri problemi e di curare se stesso. La storia parla di una ragazza bellissima che va dallo psicoterapeuta dicendo di non sentire la musica. Il terapista ritiene che la musica potrebbe rappresentare per lei l’orgasmo, cosa poi confermata dalla ragazza. Il terapista stesso ha dei dubbi su questo punto, e ritiene l’accostamento riduttivo (per la musica) e riflette che il 98% delle donne ha simili problemi senza risentirne più di tanto. La ragazza, intelligente e dilettante lettrice di psicologia, mette a dura prova l’analista mentendo e omettendo fatti importanti. L’analista ipotizza un legame/interesse incestuoso per il fratello, cosa poi confermata dalla ragazza. Altro simbolo che compare nei sogni e nell’immaginario di lei sono le forbici, elemento anche questo spiegato con difficoltà.
Io credo che la interpretazione del caso suggerita dall’analista-Mishima serva a sviare il lettore. I tre personaggi chiave, cioè analista, ragazza e ragazzo vestito di nero potrebbero essere tre facce della personalità dell’autore. L’analista sembra una sorta di super io che tenta di prendere in mano le redini della psiche compromessa dell’autore curandola in una sorta di autoterapia. In effetti il rapporto tra terapista e cliente è insolitamente conflittuale, specie da parte del terapista che instaura una specie di braccio di ferro intellettuale con la ragazza. Di lei spesso dice che mente o che non racconta fatti importanti che il terapista però in qualche modo indovina sempre. La ragazza e il ragazzo con la maglia nera potrebbero rappresentare due lati di Mishima e le forbici potrebbero essere appunto il simbolo di una personalità scissa in cui le due facce, cioè il ragazzo e la ragazza, lottano uno contro l’altra per sopravvivere. La musica non credo che rappresenti l’orgasmo. Potrebbe simboleggiare in modo molto più ampio e profondo la voglia di vivere che manca a ragazzo e ragazza o la capacità di sentire l'amore inteso in senso lato. Le forbici da ikebana celano il desiderio di curare “la pianta” asportando una delle due personalità (ma un taglio non cura la persona come potrebbe curare una pianta). Non per niente le forbici le impugna lei quando il ragazzo vestito di nero bussa alla sua porta ma poi è lei che scappa dicendo che qualcuno la vuole uccidere. A questo punto la soluzione apparentemente felice del romanzo nasconde l’impossibilità di risolvere il conflitto. Il ragazzo scompare dalla storia. Il ragazzo è il personaggio più autentico. Lo troviamo che pensa al suicidio, simile a un cormorano appollaiato sullo scoglio e lo lasciamo probabilmente al punto di partenza dato che il racconto della ragazza di essere riuscita a guarire la sua impotenza era una bugia.
Di fondo alle pagine c’è una insoddisfazione per la trattazione freudiana delle nevrosi che pone attenzione solo al corpo e ai suoi desideri. Il tentativo di risolvere il conflitto tra desideri e morale (nel caso dell’incesto) rimuovendo la morale (per abbattere il senso di colpa) e invocando il principio di realtà è inutile anche se apparentemente riuscito. Forse un tentativo più efficace sarebbe stato quello che a un certo punto fa la ragazza quando accorre al capezzale dell’uomo che odiava. Dice di avere sentito la musica nel momento in cui si è dimenticata di se stessa per aiutare lui.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
190
Segnala questa recensione ad un moderatore

Commenti

2 risultati - visualizzati 1 - 2
Ordina 
Bella presentazione, Mario.
Sì, questo libro pur scorrevole non è affatto fra i testi migliori dell'autore; lo trovo anzi come un'opera minore se pensiamo a libri belli come "Neve di primavera", "Dopo il banchetto" oppure "Il padiglione d'oro".
Che strana terapia, poi. Freud sarebbe inorridito.
In risposta ad un precedente commento
Mario Inisi
13 Settembre, 2018
Segnala questo commento ad un moderatore
Però il romanzo è utilissimo per capire Mishima. La prima parte è interessante, poi tira peri capelli la parte finale per risolvere il caso.
2 risultati - visualizzati 1 - 2

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

La mia giornata nell'altra terra
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La fortuna
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Sono mancato all'affetto dei miei cari
Valutazione Utenti
 
4.8 (1)
La treccia alla francese
Valutazione Redazione QLibri
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Città in fiamme
Valutazione Utenti
 
4.8 (1)
Ritratto di donna
Valutazione Redazione QLibri
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il tessitore
Valutazione Utenti
 
3.3 (1)
Il segreto dell'alchimista
Valutazione Redazione QLibri
 
3.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La stanza delle mele
Valutazione Utenti
 
3.3 (1)
Il ritorno di Sira
Valutazione Redazione QLibri
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Stalingrado
Valutazione Redazione QLibri
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Fame blu
Valutazione Redazione QLibri
 
3.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti su QLibri

L'improbabilità dell'amore
La grande foresta
La tua seconda vita comincia quando capisci di averne una sola
L'uomo che aveva visto tutto
Serge
La foresta della notte
L'eredità
Dove sei, mondo bello
Maimai
Gli ansiosi
Il guardiano notturno
Le vie dell'Eden
La lingua perduta delle gru
Tomas Nevinson
La promessa
L'uomo che amava i bambini