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I miei giorni alla libreria Morisaki
 
I miei giorni alla libreria Morisaki 2023-01-13 16:15:58 Jaeger
Voto medio 
 
2.5
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
1.0
Piacevolezza 
 
3.0
Jaeger Opinione inserita da Jaeger    13 Gennaio, 2023
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Insipido, per il mio palato di lettore occidentale

E se un giorno scoprissi all’improvviso che il tuo fidanzato, e pure collega di lavoro, sta per sposare un’altra donna, la sua fidanzata ufficiale, mentre tu eri solo una distrazione, l’amante?
È ciò che succede alla protagonista di questo romanzo, Takako, che in un colpo solo perde fidanzato e lavoro. Non riuscendo più a sopportare la costante presenza dell’ex nella sua vita, talmente insensibile da voler proseguire la loro relazione anche dopo il fidanzamento ufficiale e in futuro il matrimonio, darà le dimissioni e si dedicherà ad un’unica attività: dormire.

Non potendosi permettere di continuare a vivere dei risparmi messi da parte, finirà per trasferirsi nella stanzetta sopra la libreria del suo eccentrico zio, scoprendo il piacere della lettura che la aiuterà a riprendere in mano la sua vita.
Nel farlo aiuterà anche lo zio e la ancor più eccentrica zia fuggitiva a capirsi e riallacciare il loro strano rapporto.

L’inizio è promettente, ma l’impressione è che del libro ci sia appunto solo l’inizio. Non c’è un vero sviluppo e sicuramente non c’è un finale.
Pur sapendo di non avere per le mani un libro della Kinsella e non aspettandomi certo un romance credevo che Takako avrebbe a un certo punto trovato l’amore, che avrei saputo che ne sarebbe stato della sua vita futura... Invece no. Quando pensi che stia per nascere qualcosa scopri che invece avevi frainteso, così come Takako stessa.

È una lettura veloce, fresca, scorrevole... che però non lascia nulla se non la sensazione di qualcosa di incompiuto. Forse bisogna essere abituati alla scrittura giapponese, non so, ma l’ho trovato un libro talmente delicato e impalpabile da essermi scivolato addosso come acqua. Il punto forte è l’atmosfera, l’ambientazione, ma non basta a emozionare, complici forse i personaggi: così caricaturali e appartenenti a una cultura talmente lontana dalla nostra che rendono difficile immedesimarsi.
Basti pensare che la reazione di Takako alle rivelazioni del fidanzato è... non fare nulla. Medesima reazione quella dello zio la cui moglie sparisce dall’oggi al domani con un semplice biglietto: non fare nulla. Non che sia nella cultura giapponese fare scenate, urlare, tirare pizze in faccia... però insomma... alla fine non si va a parare da nessuna parte. Con questo libro non ridi, non piangi, non lascia davvero nessuna sensazione.

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