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Non ho risposte semplici

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In tutto l'arco del Novecento pochi cineasti sono riusciti ad attraversare i decenni e i generi mantenendo una cifra stilistica propria e riconoscibile così come ha fatto Stanley Kubrick. In questo nuovo volume della collana dedicata al grande cinema, minimum fax presenta una raccolta di interviste che delineano con grande precisione il suo genio allucinato e metodico al tempo stesso, che ha accompagnato (e in molti casi creato) l'immaginario visivo degli ultimi quarant'anni. Da Orizzonti di gloria a Full Metal Jacket, passando per 2001 - Odissea nello spazio, Arancia meccanica e Shining, quest'opera ripercorre le tappe della carriera di un cineasta spesso discusso, talvolta incompreso ma sempre indipendente fino all'ostinazione, che ci ha regalato alcune delle visioni più belle e profonde della storia del cinema.

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Non ho risposte semplici 2012-03-20 16:14:51 Francj88
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Francj88 Opinione inserita da Francj88    20 Marzo, 2012
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Genio è chi pensa in modo diverso..

"Non ho risposte semplici. Il genio del cinema si racconta" è una raccolta di interviste fatte a Stanley Kubrick da decine di giornalisti nel corso della sua gloriosa carriera. Mai come in questo caso l'epiteto di genio (spesso abusato) è meritato. Kubrick ha influenzato come pochi altri cineasti la scena cinematografica, nella incessante ricerca di una via "estrema" nel (e con) il linguaggio cinematografico che, quasi per forza di cose, doveva finire per condurre allo scavalcamento del cinema stesso.

La lettura è davvero molto interessante per gli appassionati di cinema e per gli amanti dei film di Kubrick ma non pensate che il Maestro dia delle risposte definitive sull'interpretazione e sul significato dei suoi film più controversi come 2001 Odissea nello spazio o Arancia Meccanica. Kubrick ritiene che il film per chi lo osserva è un viaggio visivo principalmente e un viaggio interiore, attraverso la propria coscienza e sensibilità e molte volte la verbalizzazione non è necessaria, anzi dare una precisa chiave di interpretazione sminuirebbe in un certo senso la visione del film, lo renderebbe anzi meno interessante allo spettatore. Dopotutto i film, come i libri o qualsiasi altro prodotto artistico si nutrono della fantasia di chi ne fruisce.
Questo non significa che leggere i resoconti degli incontri e delle conversazioni con Kubrick sia un’attività poco proficua per comprenderne, almeno in parte, l’opera. La lettura di queste interviste anzi è il miglior modo per liberarsi dei facili miti e delle leggende fiorite intorno alla sua figura, visto che il meticoloso Kubrick esigeva di rileggere le sue dichiarazioni onde potervi apportare modifiche "a freddo", a voler demolire ogni rischio di fraintendimento. Dopotutto il cineasta affermava:

"Gli unici modi che i giornalisti hanno a disposizione per fottermi sono citarmi in maniera errata o citarmi fedelmente".

Il libro fornisce poi tante informazioni su quello che possiamo definire il "metodo" Kubrick: la ricerca di un soggetto che quasi sempre si affida al caso di letture instancabili e onnivore, la lunghissima fase di preparazione e la stesura della sceneggiatura, le riprese, naturalmente la fase più difficile da gestire, e il rapporto con gli attori, infine la fase di post-produzione (e in più di un’occasione Kubrick ha modo di sottolineare come il montaggio sia l’unica pratica originale e veramente peculiare del cinema.

Insomma per gli appassionati del genere, e di Kubrick in particolare, è un libro imperdibile!!

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