Narrativa italiana Avventura Il serpente di Dio
 

Il serpente di Dio Il serpente di Dio

Il serpente di Dio

Letteratura italiana

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Ismail è forte, determinato, curioso. Andrei ha solo qualche mese più di lui ma è saggio e protettivo come un adulto. Ismail è musulmano, Andrei è cristiano, ma nel tempo leggero dell'adolescenza anche la religione è un dettaglio senza peso. Nel loro villaggio incastonato tra i monti del Caucaso, dove le due comunità convivono in un clima di rispetto reciproco sigillato da un'antica tradizione, Ismail e Andrei sono solo due ragazzini, amici per la pelle. Finché Konstantin, un agente corrotto, sceglie il villaggio come avamposto per i suoi loschi traffici, e il tempo dei giochi svanisce in un soffio.

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Il serpente di Dio 2016-10-27 01:21:14 CortaZur
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CortaZur Opinione inserita da CortaZur    27 Ottobre, 2016
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L'amicizia oltre la religione



Dopo la tetralogia siberiana che lo ha reso famoso, Lilin scrive un romanzo di pura fiction che continua ad attingere da quell’universo pericoloso e intrigante che ben conosciamo e che continua a regalare emozioni forti e molto vero simili. Romanzo attualissimo, dove il conflitto di religioni la fa da protagonista, dove i due giovani protagonisti sono essi stessi la dimostrazione che una soluzione a questo conflitto esiste. Andrej è cristiano, Ismail è musulmano, cresciuti insieme sono due teste di uno stesso cuore. A loro è affidata la salvezza del villaggio esempio di integrazione dove da secoli cristiani e musulmani vivono in pace. Non sono dello stesso avviso gli altri protagonisti, ovvero Konstantin una spia russa e i terroristi-trafficanti musulmani guidati da Hassan che fanno della guerra una mera occasione di profitto per i loro traffici, e i reparti militari delle forze speciali russe guidati da Novak (gran personaggio questo Novak!) che invece considerano i terroristi e i loro complici solo degli scarafaggi da schiacciare.
In questo reticolo di interessi superiori, tra eserciti in conflitto si dipanano le storie dei personaggi, ognuna ben descritta nei minimi dettagli come a voler dare al lettore una spiegazione e forse una umanità ai protagonisti che invece sembrano averla persa. Ognuno ha le sue buone ragioni in cuor suo, per essere lì in quel momento e Lilin ci apre delle finestre nel passato di essi utile per ampliare la nostra comprensione di quel mondo che ci può sembrare complicato, incomprensibile e distante.

Lo stile é cinematografico direi pronto per un uso televisivo, le descrizioni sono dettagliate, le scene di combattimento violente, veloci e coinvolgenti, l’esperienza dell’autore in guerra è palese e lo si evince da come tutti questi elementi siano al posto giusto al momento giusto.
Il serpente di Dio è un libro di guerra ma anche di pace, è un libro che affronta l’odio tra religioni ma anche l’amicizia tra le persone, è un libro che si fa leggere velocemente ma che poi, resta dentro e sedimenta.

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per coloro che hanno amato il Lilin “siberiano”, non resteranno delusi nel leggere questo Lilin “caucasico” che sembra straordinariamente, e ancora una volta, maledettamente reale.
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Il serpente di Dio 2014-07-15 15:24:41 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    15 Luglio, 2014
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HASSAN, ISMAIL, KONSTANTIN, ANDREIJ

Non sempre la vita ci permette di scegliere e perdere “noi stessi” è facile come uno schioccar di dita. Ismail e Andreij, Hassan e Konstantin lo sanno molto bene.
Il musulmano Ismail e il cristiano Andreij, sono la prova tangibile della mutabilità dell’esistenza. Quattordici anni e un “cuore solo”. Nati e cresciuti in una realtà priva di ogni forma di astio tra i due culti, nel rispetto gli uni degli altri e nella pace più assoluta; i due giovani si ritroveranno ad essere i custodi di quei simboli che hanno siglato l’accordo tra le due religioni. Da un giorno allo altro abbracceranno l’età adulta abbandonando definitivamente gli anni dei giochi. Dovranno proteggere la pace del loro villaggio ed indirettamente quel legame di profonda e sincera amicizia che li caratterizza da sempre.
Hassan e Konstantin rispettivamente, terrorista capo delle bestie di Shaitan ingaggiato dal secondo, il corrotto agente russo dell’Fbs, rappresentano le minacce da cui Ismail e Andrej devono difendersi: Konstantin ordina infatti ad Hassan di conquistare il villaggio dei giovani, porre fine alla tregua esistente tra i due culti e una volta preso il comando del paese instaurarvi una nuova via per il traffico di droga. Questo è secondo il russo l’unico modo per salvaguardare la propria vita e indirettamente è anche per Hassan l’unica possibilità di salvezza.
Il romanzo è ambientato nel Caucaso, “giochi di potere” lo orchestrano dal principio alla fine. Una intricata rete di strategie, piani, sotterfugi snodano la trama ricca di avventura che caratterizza l’opera.
Il “Serpente di Dio” non è un romanzo scontato, né per deboli di cuore o di stomaco. Non si risparmia nel descrivere situazioni crude e feroci che agli occhi di molti possono risultare irreali o paradossali quando sono in verità specchio di una diversa realtà.
Con grande maestria Lilin riesce a passare dalle atrocità a ritmi morbidi e avvolgenti, descrive con intensità ogni suo personaggio, nulla lasciando al caso. Magistrale la descrizione che ci offre in merito a sentimenti quali odio, amore, paura, ambizione, istinto di sopravvivenza. Dettagliata ed esaustiva l’ambientazione che rende la narrazione reale, tanto che il lettore è in grado di riscontrarne la veridicità negli ambienti a se vicini.
Una lettura intrigante, diversa dalle precedenti opere dell’autore, soddisfacente e non scontata. Un libro capace di sorprendere dal principio alla fine, epilogo compreso.

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Educazione Siberiana, Caduta Libera
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