Narrativa italiana Classici La scapigliatura e il 6 febbraio
 

La scapigliatura e il 6 febbraio La scapigliatura e il 6 febbraio

La scapigliatura e il 6 febbraio

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di La scapigliatura e il 6 febbraio, opera di Cletto Arrighi edita da Mursia. Nel romanzo si intrecciano due trame: una politico-sociale sull'onda degli ideali di rivoluzione inneggianti alla rivolta, all'opposizione all'Austria, e impregnata di volontarismo generoso e di utopie ribellistiche; e un'altra, più propriamente "narrativa", che riecheggia persino nel romanzo noir dell'epoca, ma non tralascia gli spunti umoristici, il "colore locale", certe caratteristiche tipiche del romanzo d'appendice. Entrambe ruotano attorno a Emilio, personaggio un po' foscoliano, ma che ha qualcosa anche dei protagonisti di Eugène Sue, e che è il portavoce disperato e deluso di una generazione che, dopo di lui, si chiamerà per sempre degli scapigliati.

Cletto Arrighi (1830-1906), pseudonimo anagrammatico di Carlo Righetti, è stato un politico, giornalista e scrittore italiano, massimo esponente della corrente della Scapigliatura. Fondò nel 1860 il periodico satirico La cronaca grigia, nel 1867 fu eletto deputato. Oltre al suo romanzo più famoso, La Scapigliatura e il 6 febbraio, che diede il nome alla corrente della Scapigliatura, scrisse alcuni romanzi storici, una parodia dei Promessi sposi, Gli sposi non promessi, e diverse opere per il teatro in dialetto milanese.

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La scapigliatura e il 6 febbraio 2014-05-14 16:03:53 lollina
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lollina Opinione inserita da lollina    14 Mag, 2014
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Essere giovani, ribelli e incazzati 150 anni prima

Noto soprattutto come romanzo-manifesto dell’omonimo movimento letterario che, per poco più di un decennio, animò la vita culturale milanese portandovi una ventata di inquietudine e freschezza, di ribellione e di malcontento per un clima politico e letterario rapidamente divenuto stantio dopo i fuochi risorgimentali, “La scapigliatura” è però tra quei romanzi ottocenteschi che sono invecchiati male: difficile proporne la lettura oggi, quando proprio quei fremiti di ribellione e disgusto, quei languori di noia e di autodistruzione nel vino e negli amori facili, quelle passioni scandalose e a malapena nominate potrebbero suscitare il sorriso, se non addirittura il riso dei lettori più giovani.
Eppure la santificazione della passione vera ancorché adultera, il riscatto morale e sociale ricercato in punta di baionetta nel sacrificio per una causa che oggi solo vincendo il senso del ridicolo potremmo chiamare quella della patria e della libertà, se ripensate nel loro contesto, quello dominato dall’ombra lunga di Manzoni, dei suoi casti amori coniugali e del Risorgimento dei “sieuri” illuminati, riacquista almento in parte la sua carica eversiva.
Ciò non toglie che la trama sia debole: l’amore della ricca e annoiata Noemi per il giovane Emilio bello e dannato, segretamente coinvolto nella cospirazione antiaustriaca, ha tutti i caratteri del romanzo d’appendice, compresa l’agnizione finale che trasformerà una storia d’amore colpevole in una colpa indicibile. Altrettanto inevitabile l’esito, con la morte da eroe del protagonista.
Disponibile su Google Libri il pdf dell’edizione originale, da leggere con intenti documentari o per scoprire come si poteva essere giovani, ribelli e incazzati anche 150 anni prima di Twitter.

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