I tempi nuovi I tempi nuovi

I tempi nuovi

Letteratura italiana

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Uno studente modello ucciso con un colpo alla tempia e un uomo svanito nel nulla. Iniziano le indagini e le strade dei rudi e onesti sovrintendenti di polizia Carella e Ghezzi sono ancora una volta destinate a intersecarsi con quelle dei segugi dilettanti Carlo Monterossi e l’amico Oscar Falcone. È ancora Milano, questa volta quella fuori dalla prima cintura, la protagonista del romanzo di Robecchi, una metropoli avvelenata dai tempi nuovi a cui tutti si adeguano.

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I tempi nuovi 2019-05-28 09:57:28 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    28 Mag, 2019
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Una Milano tra ombre e verità

Carlo Monterossi, investigatore per diletto e autore televisivo di gran notorietà, è chiamato questa volta ad indagare su un traffico di riciclaggio di denaro sporco che ha luogo mediante corrieri coinvolti nel giro, spesso, inconsapevolmente. Ad accompagnarlo nell’avventura, l’amico Oscar Falcone, e la sovrintendente Agatina Cirielli. A queste non ufficiali indagini si affiancheranno, parallelamente, nel momento in cui ci “scapperà” il morto, quelle di rito. Al contempo Monterosso verrà investito dell’ulteriore compito di ritrovare il compagno scomparso di un’affascinante e misteriosa donna. Sullo sfondo, Milano. Con i suoi fantasmi, le sue ombre, le sue apparenze, le sue criticità.
Il tutto attraverso la voce di un Robecchi come sempre caratterizzato da una penna priva di fronzoli, diretta, fluida e da un giallo solido composto da personaggi affezionati e da un buon intreccio narrativo. Un grande merito dell’autore è inoltre quello di riuscire a descrivere attraverso una trama dedicata ad un doppio arcano da risolvere, quella che è la società del tempo, con tutte le sue bruttezze, le sue apparenze, le sue finzioni, le sue colpe, i suoi crimini e avvalorata da un messaggio mediatico altamente diseducativo e fasullo.
Una lettura non impegnativa, godibile ma anche capace di far riflettere il conoscitore che vi si avvicina.

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I tempi nuovi 2019-04-25 16:23:53 cesare giardini
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cesare giardini Opinione inserita da cesare giardini    25 Aprile, 2019
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I "tempi nuovi" sono ancora lontani.

Ritorna Carlo Monterosso, autore televisivo di fama e investigatore per diletto, personaggio caro ad Alessandro Robecchi: questa volta, sempre collaborando con l’amico Oscar Falcone e con una poliziotta, la sovrintendente Agatina Cirielli, stanca della solita noiosa e spesso inconcludente routine del commissariato e decisa a mettersi in proprio, indaga su misteriosi e ingenti flussi di soldi (sono milioni di euro!) provenienti da attività illecite e consegnati tramite ignari e occasionali corrieri ad una organizzata banda di criminali che ricicla il denaro sporco e lo riconsegna “pulito” ai mittenti, trattenendo ovviamente una congrua percentuale. Tutto fila liscio come l’olio, finchè un ignaro corriere viene trovato assassinato: partono le indagini, quelle ufficiali dei poliziotti Carella e Ghezzi, ben noti a chi ha già letto i gialli della serie, e quelle parallele di Monterosso e Falcone, questa volta aiutati dalla nuova socia. L’indagine è però complicata dalla presenza di una affascinante avventuriera che si rivolgerà a Monterosso per ritrovare il compagno scomparso: da qui tutta una serie di sorprese che porteranno ad un colpo di scena finale sorprendente ma non del tutto inatteso (per un lettore smaliziato). Sullo sfondo una Milano d’oggi, con le sue mille attrattive, bella e scintillante in superficie, amara nel sottofondo, denso di attività illecite, di locali malavitosi ove corruzione e soprusi la fanno da padroni e dove scorrono fiumi di denaro inimmaginabili. Robecchi ci fa quasi toccare con mano questo mondo, con il suo stile scorrevole ed accattivante, ben conscio che, vi piaccia o no, questo è l’andazzo di una metropoli con i suoi incorreggibili vizi. Non mancano, oltre ai consueti protagonisti della serie, i ben noti comprimari: Katrina, la fedelissima domestica di Monterosso, con i suoi straordinari manicaretti, la signora Rosa, moglie di Ghezzi, la diabolica Flora de Pisis conduttrice del programma trash della TV Crazy Love, scene melodrammatiche costruite ad arte per smuovere i dati dell’Auditel. E poi ci sono i cosiddetti “tempi nuovi” del titolo: tempi nuovi per modo di dire, sembra ammiccare sornione l’autore, perché, citando Goethe “ lo spirito dei tempi è lo spirito degli uomini nei quali i tempi di rispecchiano, e questo è spesso così meschino!” (Faust). Infatti, in una vicenda parallela, i nostri investigatori tentano invano di incastrare un bullo che terrorizza una compagna di scuola: ma l’autore dei soprusi è figlio di un ben noto e autorevole professore, e la trasmissione televisiva che dovrebbe far luce sulle violenze subìte dalla ragazza viene, per ordini dall’alto, modificata.
Un giallo ben strutturato che rivela, se ce ne fosse ancora bisogno, l’abilità dell’autore nel cogliere lo spirito dei tempi e nel disegnare un mondo televisivo artefatto e diseducativo ed una Milano sotterranea malandrina. Ma “i tempi nuovi” sono ancora lontani …

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Gli altri gialli di Alessandro Robecchi.
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