Narrativa italiana Letteratura rosa Un uso qualunque di te
 

Un uso qualunque di te Un uso qualunque di te

Un uso qualunque di te

Letteratura italiana

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È quasi l’alba di un giorno di primavera e Viola riceve una telefonata. È il marito che le dice di correre subito in ospedale. Ma Viola non è nel suo letto. E così sullo scolorare della notte, mentre i semafori si fanno sempre meno luminosi e i contorni delle strade diventano più netti, Viola arriva dove avrebbe dovuto essere da ore. Quella che ci racconta senza prendere mai fiato è una vita fatta di menzogne, passione, tradimenti, amore, sensi di colpa e rimpianti. Ma adesso non è possibile mentire, il terrore e la verità la aspettano in quella stanza d’ospedale dove le sue bugie non la potranno più aiutare.



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Opinioni inserite: 15

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Un uso qualunque di te 2016-09-06 12:34:20 Unda Maris86
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Unda Maris86 Opinione inserita da Unda Maris86    06 Settembre, 2016
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Luce

“Un uso qualunque di te” è la storia di una vita “a rovescio”. Ma non solo per il racconto basato sulla tecnica narrativa del flash-back. “A rovescio” soprattutto perché Viola, la protagonista, ripercorre i suoi anni “in controluce”, rivelandoci l’interno del guscio in cui l’hanno imprigionata, nel tempo, il giudizio dei familiari e la morale comune. “A rovescio”, ancora, perché, nonostante un marito praticamente perfetto, tutta la sua vita appare come una serie di scelte inevitabilmente sbagliate, con sensi di colpa ogni volta più pesanti e invincibili. “Luce” è, in tutti i sensi, il centro del romanzo: nel lessico, nei sussulti del cuore, nel nome di una figlia ormai adolescente, nel desiderio finale di redenzione. Tutti ingredienti che rendono il racconto, nel complesso, coerente ed unitario. Unica pecca un finale abbastanza prevedibile e una trama non sempre all’altezza della complessità insita nelle emozioni descritte. Efficace, in compenso, lo stile di scrittura, dotato di grazia, buongusto ed intensità espressiva, tanto che, a tratti, si ha l’impressione di leggere poesia in prosa.

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Un uso qualunque di te 2014-07-24 20:57:05 Domitilla Ganci
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Domitilla Ganci Opinione inserita da Domitilla Ganci    24 Luglio, 2014
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Esercizio di stile

Decifrare il titolo enigmatico ed evocativo di questo romanzo è ciò che mi ha spinto a leggerlo, nonostante la storia, che intuivo abbastanza drammatica, non mi avesse attirato.
I primi capitoli del racconto, mi hanno sorpresa. Per quale strano motivo un’autrice, tra l’altro
all’ epoca agli esordi (quindi con tutto l’interesse a proporre qualcosa di nuovo, che si distingua e attiri l’attenzione), esegue una copia precisa dell’inizio di un altro celebre romanzo per presentare il suo lavoro?
Chi ha letto il libro avrà immediatamente notato la perfetta sovrapposizione di questa storia con “Non ti muovere” della Mazzantini.
Beh? Che significa?

So che molte scuole di scrittura creativa, consigliano di ispirarsi a trame note per iniziare a cimentarsi nell’ arte della narrazione…ma si tratta di esercizi! Poi non si viene pubblicati!
Comunque dopo un po’(un bel po’…), il racconto si allontana dal “modello”, per virare verso un dramma a tinte fosche.

La storia è quella di un amore controverso e complesso: quello tra Viola e Carlo.
Diversi, distanti, separati da anni di menzogne e ipocrisia, condividono un’esistenza borghese, tiepida e rassicurante.
Saranno destinati ad incontrarsi davvero, solo nel momento più crudele e drammatico della loro vita.

Viola è una donna contemporanea, che cela dietro una facciata di apparente determinazione, una grande fragilità, fatta di paure e insicurezze.
Vive una situazione comune: ha una figlia adolescente, un lavoro creativo e soddisfacente, una suocera noiosa e petulante.
Ma Viola ha un animo tormentato e un passato nebuloso che le ha lasciato strascichi pesanti. Viola è stata una “cattiva ragazza”, sfrenata e disinibita, a caccia di esperienze forti. L’amore puro e paziente di suo marito non è bastato a redimerla: Viola non è una madre di famiglia, è ancora un’adolescente egoista, insoddisfatta e immatura che si occupa dei suoi cari in modo superficiale e poco attento. Le è rimasta dentro l’inquietudine che la spinge verso una vita parallela, fatta di incontri disordinati e occasionali, che le lasciano solo un grande vuoto nel cuore.

Un brutto giorno sua figlia Luce viene ricoverata: è in fin di vita per una grave epatite, ma Viola tarda a raggiungerla perché mentre sua figlia muore, lei è in un letto sconosciuto, distratta e lontana.
Il racconto prosegue attraverso continui salti temporali: dal capezzale di Luce agli anni della scuola, all’ incontro con il marito, alle scelte sbagliate, fatte senza convinzione, trovandocisi dentro, senza sapere bene come e perché.
Nel flusso di coscienza che sgorga dalla paura, dal senso di colpa che la annichilisce, Viola si costringe a ricordare e ogni episodio la sfinisce e la annienta, mentre parte una corsa contro il tempo che la porta alla ricerca spasmodica di un espediente per salvare Luce.

Nonostante una trama abbastanza inverosimile, il romanzo finisce per coinvolgere e si legge d’un fiato (quantomeno per la curiosità di sapere dove si vuole andare a parare!).
Secondo me resta poco convincente l’estremizzazione dei personaggi: Viola, figura negativa per tutto il romanzo, subisce un rapido e maldestro processo di santificazione negli ultimi capitoli, Carlo il marito, fastidiosamente perfetto nel suo ruolo di mammo , risulta irreale, trasfigurato dal quotidiano sacrificio del tollerare le stranezze della moglie, Angela l’amica-sorella è (non a caso!) un angelo morbido e protettivo che non mette in discussione le scelte schizofreniche di Viola, anzi, inspiegabilmente, le condivide e le avalla, la suocera chiusa e rigida nel suo ruolo, è un personaggio piatto e stereotipato.

Mah, non vorrei dare giudizi affrettati su questa autrice, che mi sembra goda comunque delle simpatie di molti lettori, ma questo romanzo mi ha lasciato parecchie perplessità.
Proverò a leggere il suo ultimo libro (o penultimo, mi sembra una scrittrice particolarmente prolifica) sperando, almeno, in qualcosa di più originale.

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Un uso qualunque di te 2014-05-13 19:58:32 sam1306
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sam1306 Opinione inserita da sam1306    13 Mag, 2014
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l'amore di una madre

Questo libro mi ha travolto come un torrente in piena. L'autrice, una vera scoperta rivoluzionaria e capice di trasmettere emozioni, dalla rabbia, alla paura, al coraggio, all'insicurezza. Viola rappresenta il concetto opposto della mamma modello, non si prende cura come dovrebbe di Luce, presa dalla sua eterna adolescenza, quel amore sbagliato e travolgente per Massimo e il ragazzo modello della porta accanto, Carlo. La protagonista, da traditrice diventa salvatrice con un gesto estremo, portata dalla frenesia della situazione drammatica. La possibilità di perdere Luce è elevata, in un letto d'ospedale con il padre che in questo romanzo rappresenta la figura di un "mammo". In sua figlia rivedo molto la figura della madre, in Carlo l'uomo così fragile e insicuro da non capire il dolore che una madre possa provare . Un romanzo travolgente, dal finale inaspettato. Una lettura molto scorrevole e lineare.

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Un uso qualunque di te 2014-05-13 12:05:44 F.Angeli
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F.Angeli Opinione inserita da F.Angeli    13 Mag, 2014
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STORIA DI UN GESTO DI ESTREMO CORAGGIO

Un uso qualunque di te è la storia di un dramma vissuto da una famiglia in cui la figlia di Viola e Carlo si trova in gravi condizioni di salute, narrata usando diversi punti di vista; per la maggior parte del libro la storia viene raccontata in prima persona da Viola. E' più un flusso di pensieri che una narrazione vera e propria, in cui sono presenti sbalzi temporali dal passato al presente, alternando la tragicità della situazione che Viola, Carlo e la figlia Luce stanno vivendo ai ricordi felici di Viola quando era più giovane, in particolare quando la sua relazione con Carlo era appena iniziata.
Nonostante lo stile non sia impeccabile (io non sono d'accordo per il modo in cui viene narrata la storia, ovvero con il tempo passato visto quello che succede alla fine, poiché Viola non potrebbe effettivamente raccontare quello che succede, doveva essere usato il presente secondo la mia opinione) la storia colpisce parecchio, e talvolta commuove chi legge la storia, ammaliando il lettore con il costante flusso dei pensieri di Viola.
Non è un capolavoro, ma può far riflettere parecchio sul valore della vita e sul coraggio, pur essendo una storia dalla semplice trama, e porta a voler finire il libro tutto d'un fiato una volta iniziato.

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Un uso qualunque di te 2013-12-17 17:54:44 Rory91
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Rory91 Opinione inserita da Rory91    17 Dicembre, 2013
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Chi ti ama, resta

Questo libro racconta la storia di una famiglia "spezzata".
Viola viene descritta all'inizio come una donna insoddisfatta della sua vita,dal suo lavoro e della sua famiglia.
Carlo sembra essere il collante tra Viola e sua figlia Luce, il quale cerca di colmare le mancanze di una madre spesso assente.
Il libro è ben scritto, la narrazione alterna descrizioni degli anni precedenti in cui la voce narrante Viola cerca di spiegare i motivi della sua insoddisfazione e la descrizione della notte\mattina in cui Viola e Carlo sono chiamati in ospedale al capezzale della figlia, intossicata da uso di droghe.
Interessante è il riferimento all'interno dell'opera ad opere classiche come Romeo e Giulietta, Abelardo ed Eloiosa che fanno comprendere al lettore la tragedia che si sta consumando e la drammaticità della storia.
è come se i protagonisti di questo romanzo fossero legati da un filo "intermittente",infatti sono destinati a perdersi e ad incontrarsi per poi perdersi nuovamente.
Bellissima la contrapposizione tra i due uomini che ruotano intorno alla protagonista Viola: Carlo e Massimo il primo farfallone, interessato alle avventure e pronto ad inventarsi una doppia vita, un mestiere da fotografo pur di far colpo, omettendo di avere una moglie, il secondo accecato dall'amore, tanto da non rendersi conto dei tradimenti della moglie, però concreto e amabile.
Ho rivalutato Viola solo nelle ultime pagine, ho apprezzato il contenuto della lettera che lascia a sua figlia Luce in cui cerca di spiegare il senso della vita scusandosi per non essere stata un buon esempio da seguire.
Finale che commuove e intristisce.

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Un uso qualunque di te 2013-09-16 17:12:42 phoebe1976
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phoebe1976 Opinione inserita da phoebe1976    16 Settembre, 2013
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Secondo tentativo: fallito!

Quest'autrice mi è stata caldamente consigliata da più parti, persino da amici lettori che conoscono bene i miei gusti. Eppure tra di noi non è scattata la scintilla, nemmeno con questo secondo tentativo.
Anzi, se in "Non volare via" la narrazione si era dimostrata interessante e ben strutturata, in questo libro, prevedibile e alquanto stucchevole, non c'è nulla da salvare. I personaggi non hanno sfaccettature, la storia è assurda e il melenso pervade ogni cosa. Quale esempio dovremmo evincerne? Quale morale? Quale messaggio sotteso?
Un libro che lascia un brutto sapore in bocca

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Famiglia Cristiana
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Un uso qualunque di te 2013-04-30 10:51:24 SARY
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SARY Opinione inserita da SARY    30 Aprile, 2013
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Sacrificio

È una storia di tradimenti, confessioni, drammi e redenzioni.
Viola è una moglie infedele, Carlo è un padre fantastico e Luce è ciò che unisce, divide e ricongiunge i poli opposti. Sembra una famiglia perfetta, entrambi i genitori si sforzano di recitare il ruolo assegnato, è in un momento tragico che verranno chiariti ed esternati per sempre i sentimenti di questi esseri umani impotenti davanti al destino, piccoli in confronto all’enormità della tragedia che li ha colpiti. Ho provato antipatia per Viola e grande stima per Carlo.
Cosa sono disposti a fare i genitori per salvare i figli? Quali sacrifici compiono anche all’insaputa del figlio? Rinunziare alla propria vita.
La voce narrante è Viola, alterna i capitoli tra prima e dopo il ricovero di Luce. Ci sono anche dei passi delle più grandi tragedie d’amore di tutti i tempi.
La trama non è particolarmente originale, ma non per questo è meno piacevole. Si legge con ansia, pensi: e adesso? No non è possibile. Perché?
Secondo me la copertina e il titolo ingannano, odorano di Bosco e Kinsella, che tra l’altro trovo spassose, invece lo stile ricorda la mia cara Tamaro, ecco perché l’ho letto con tanto trasporto, chiaro, semplice, pulito, i messaggi arrivano a destinazione.
Anche questa scrittrice ha aperto uno spiraglio, ho lasciato libero accesso alle parole, si sono depositate le ho accarezzate, siamo state buone compagne in questo breve viaggio.
Apprezzo le persone che riescono a rendere il quotidiano speciale e coloro che trasformano i luoghi comuni in perle di saggezza e riflessioni da custodire e approfondire.
Lo consiglio a tutti, sicuramente non è un capolavoro, ma neanche un romanzo da scartare a priori, io sono rimasta colpita ed affondata.

“ Una sofferenza però non la possiamo ignorare. È espressione di un’afflizione interiore più profonda. Cancella tutto, fa scomparire quello che hai intorno, anche ciò che ti appartiene di più”

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Tutti i libri di Susanna Tamaro
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Un uso qualunque di te 2013-02-25 10:39:36 C.U.B.
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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    25 Febbraio, 2013
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Un uso sbagliato di noi

Viola che e' una donna, una fidanzata,una moglie, una madre.
Ma e' forse sufficiente il vocabolo con cui definiamo il nostro ruolo a calarci realmente in quel ruolo ?
Perche' Viola quella notte come altre non era nel suo letto, accanto al marito.
Viola non era a casa sua, nella stanza attigua alla camera della figlia adolescente.
In nome di quale etereo nulla talvolta sacrifichiamo il consolidato tutto della nostra vita, di cui potremmo nutrirci e saziarci ?
Viola non era nel suo letto e sua figlia nemmeno, non piu'.
Ora dovra' cercarla, raggiungerla, in un incubo in cui l'onore del risveglio non e' una faccenda scontata.

Bella la trama , non mi ha particolarmente entusiasmata la penna dell'autrice. Non che scriva male, questo no, ma nonostante io sia una lettrice ipersensibile e la storia narrata possa toccare picchi strazianti, non mi ha particolarmente emozionata, commossa, colpita.
Chiamiamola lettura apatica, mi aspettavo un fervore emotivo molto piu' profondo, forse il ghiaccio tra me e Rattaro non si e' rotto per la forte antipatia che ho provato nei confronti della protagonista fin dalle prime pagine, o forse semplicemnte perche' il suo stile veloce ed asciutto non mi ha coinvolta.
Molto bella invece l'idea di inserire stralci di classici d'amore, da Giulietta e Romeo a Tristano e Isotta o Amore e Psiche. Quasi a dire quello e' l'amore platonico, l'amore eterno ed inestinguibile che brucia il cuore di ardore e lealta', questo invece e' il nostro talvolta piccolo, talvolta squallido mondo.

Buona lettura.

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Un uso qualunque di te 2012-12-12 17:22:25 Zoe 2012
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Zoe 2012 Opinione inserita da Zoe 2012    12 Dicembre, 2012
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Meraviglioso

Tre giorni per leggerlo ed altrettanti per rincorrere e mettere insieme le parole giuste.
Commentare un libro così non è semplice, come è difficile trovarne uno che ti travolga al punto tale da farti piangere. Il pianto, che sia di gioia o dolore è l'apice dell'emozione e questo piccolo libro le contiene tutte.
Ti resta addosso, nella testa, pensi a cosa faresti se capitasse a te. Te lo porti dentro.
Viola sembra avere proprio tutto ciò che è una vita perfetta, bella come le opere d’arte che espone nella sua galleria: un marito amorevole, una figlia dolce e giudiziosa, un’amica che è più di una sorella.
Viola tradisce, e tu non capisci perchè le piaccia sporcare tutto questo candore. Dice che quando sa di dover incontrare un artista interessante anche nell'aspetto salta come una gatta selvatica. Nessun paragone potrebbe essere più adatto a descriverla, lei che nell’occasione di una notte si trasforma e scivola via da una vita intera.
Non ti piace ma vai avanti perché nella sua storia sei coinvolta più che mai.
E poi arriva quella maledetta notte in cui Luce, la figlia che sembra appartenere più al padre, giunge in ospedale in fin di vita.
Viola, ancora stropicciata da quella stessa notte passata in un altro letto e che sembra ormai appartenere ad un’altra lontanissima vita, si trova in bilico sul buco nero che risucchia tutta la speranza, le certezze, le gioie e i dolori mentre il passato, quel passato da cui credeva essere fuggita indenne, torna a presentarle un conto decisamente troppo alto.
Una volta nella vita noi possiamo usare in un modo qualunque qualcun altro senza la consapevolezza di ferire.
Una volta nella vita possiamo essere usati in un modo qualunque da qualcun altro ed esserne brutalmente feriti.

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Un uso qualunque di te 2012-11-16 15:35:31 manumanu74
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manumanu74 Opinione inserita da manumanu74    16 Novembre, 2012
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Deludente

Ho letto questo libro incuriosita dagli ottimi commenti e devo dire che poi ne sono rimasta decisamente delusa. La storia è del tutto inverosimile, i personaggi sono caratterizzati male, le loro reazioni a certi comportamenti sono assolutamente fuori luogo.
Innanzitutto la trama è copiata da "Non ti muovere" di Margaret Mazzantini (comunque poi lontano mille miglia come svolgimento). Qui è la madre che, nel momento in cui la figlia è ricoverata in fin di vita, racconta tutta la sua vita a partire dalla paternità della figlia.
La protagonista è da disprezzare, per quanto male ha fatto a sè stessa e agli altri. Allo stesso tempo gli atteggiamenti del marito sono assolutamente incomprensibili (soprattutto nella parte finale in cui quasi la moglie diventa un esempio da prendere come riferimento!!!!), per non parlare del gesto che compie la protagonista, sia nella tipologia che nel contesto in cui avviene.
Per me è un libro brutto, la cui trama e lo sviluppo non stanno in piedi.

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