Parole nascoste Parole nascoste

Parole nascoste

Letteratura italiana

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Ogni famiglia è un pianeta governato da leggi tanto precise quanto misteriose. Il sole di questa famiglia è il padre, un sole nero, riottoso, che però quando decide di donarsi esprime un calore ineguagliabile. Malinconia, alcolismo, depressione, malattia sono le eclissi spaventose e inattese, i lacci che impediscono i movimenti, le parole impronunciabili. Parole che la figlia, diventata adulta, insegue e recupera nei labirinti della memoria. Perché nel gesto stesso di raccontare, nominare quel che è stato sempre taciuto, nascosto, è racchiuso un potenziale catartico, la possibilità di rifiutare quel che c'è di tossico nel nutrimento che ci ha cresciuti. Senza rancore, perché "non esistono torti, e in questo mio gesto di scrivere c'è tanto di mio padre e di quello che poteva essere, perché le parole non dette degli uomini messi a tacere risuonano nelle voci delle figlie che non hanno più vergogna". L'autrice affianca con grande efficacia il punto di vista della se stessa bambina – che ha una visione parziale delle cose e non può che interpretare attraverso un filtro infantile e poi adolescenziale quel che le accade intorno –, e quello della donna adulta che ha ricostruito, compreso e meditato ed è giunta all'accettazione del mistero che spesso i nostri genitori non smettono di essere.



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Parole nascoste 2024-04-30 07:46:52 marialetiziadorsi
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marialetiziadorsi Opinione inserita da marialetiziadorsi    30 Aprile, 2024
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Una storia di famiglia

Ho iniziato questo romanzo attratta dalla valutazione quasi a cinque stelle dei lettori che ho trovato online. La vicenda è autobiografica, non c’è nulla da svelare perché è tutto già detto dall’inizio, e racconta la storia del padre dell’autrice e del loro rapporto da lei ricostruita poco alla volta con il racconto. In una storia del genere il senso sta proprio nel come racconti il rapporto e i sentimenti. Ma partiamo dalla vicenda.
Il legame padre figlia in famiglia è sempre stato molto forte, talvolta quasi al punto da escludere la madre, donna concreta e pragmatica.
Arianna adora il padre già da bambina e continua ad adorarlo anche da adolescente pur non capendo tutto di lui e non riuscendo a dare un nome a ciò che sembra divorarlo un po’ alla volta, al suo strano disinteresse sempre più marcato per il mondo, inteso come lavoro, famiglia, affetti e all’alcol che diviene sempre più presente nella vita del padre. Arianna non si rende conto, al contrario della madre, che che la quantità di alcol è decisamente troppa al punto da fare di lui un vero alcolizzato. Ma nessuna delle due ha le armi per fermarlo.
La storia inframmezza il racconto dell’infanzia di Arianna, soffermandosi anche sulle figure dei nonni materni e paterni, spiega al lettore come i genitori si sono conosciuti, amati e infine sposati. La madre manterrà sempre il suo carattere semplice ma pratico, e la parabola tra i due è inversa: tanto più la madre dimostrerà il suo attaccamento alla vita tanto il padre renderà sempre più presente in famiglia la sua perenne insoddisfazione per tutto e il suo allontanamento.
Il racconto passa poi a raccontare l’adolescenza della protagonista, che all’epoca si vedeva grassoccia, e il suo conseguente sforzo per dimagrire che l’ha portata ai limiti dell’anoressia.
Nel frattempo il rapporto tra i genitori si deteriora fino a giungere ad una separazione che tuttavia rientrerà ben presto.
Il fisico del padre di Arianna, forte fumatore oltre che bevitore, inizia però a risentire dello stile di vita portandolo a diversi ricoveri in ospedale fino a che si manifesterà il tumore ai polmoni. Non è possibile naturalmente opporsi a certe malattie, di sicuro però una diminuzione di alcol e fumo avrebbe potuto minare meno il fisico. Pare però che al padre di Arianna nulla interessi, neanche rimanere in vita. Sembra invece cercare a tutti i costi la morte.
Arianna all’inizio nega anche con se stessa la malattia del padre, quasi che a non nominarla non esista nel tentativo di non rovinare la sua giovinezza che vuole vivere a tutti i costi in modo sereno fino a che la finzione non sarà più possibile.
Non ho apprezzato particolarmente questo romanzo che non centra lo scopo che si prefigge. La parabola affettiva non è ben delineata e rimane in superficie, affidata alle poche parole che la descrivono senza riuscire a passare sotto lo strato esterno, senza far entrare il lettore dove i sentimenti abitano.
I rapporti umani tra le persone sono freddi e impersonali: lo sono stati davvero o c’è un deficit descrittivo?
La figura del padre, che sarebbe potuta essere più sfaccettata e cardine della storia, rimane anch’essa un po’ sullo sfondo. Cosa c’è in primo piano? Non sono in grado di dirlo. Forse nulla.
E’ una vicenda di famiglia questo “Parole nascoste”, che forse nasce da una comprensibile necessità umana della scrittrice che però lì si arresta non riuscendo a coinvolgere il lettore in una vicenda che, alla fine, non sente.
La struttura narrativa, fra l’altro, ha qualche illogicità, come l’investire sulla descrizione di nonni che non ha alcun impatto sulla storia nè, vorrei dire, particolare interesse.
Il linguaggio è semplice, senza fronzoli e non trasmette altro che non sia il racconto puro e semplice e nulla lascia al lettore salvo la comprensione della storia. Per la quale rimane il mio profondo rispetto ma che non mi sembra diversa da tante altre simili che probabilmente in molti sono costretti a vivere e che mai arriveranno sulla carta.
Mi dispiace sempre dover dire che mi sono pentita dei soldi spesi per l’acquisto, questo è però sicuramente uno dei casi.

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