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Letteratura italiana

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«L'avrebbero vestita le sue nipoti. Io diedi loro l'abito che aveva comprato da poco e una camicia di percalle. L'abito era rosa antico e smanicato. E Paola non girava mai a braccia nude, le sembrava poco elegante». Comincia così questo romanzo, con poche misurate parole che segnano l'ingresso di un uomo nel tempo che segue alla scomparsa della persona amata. E il tempo che segue è un elenco di luoghi, oggetti, libri, episodi. È il tempo della mancanza e della memoria, e procede per scarti, per oscillazioni. Da una parte, il resoconto del presente, tracciato con grande pudore, ma senza fingimenti; dall'altra, la cronaca dura di una catastrofe privata (la diagnosi, le cure, gli interventi, le veglie sulle poltrone con una coperta addosso). "Senza" è il racconto di un amore a cui è stata negata la possibilità di invecchiare. Una lettera postuma, ma anche un'agenda del vuoto, lo stupore dei posti che sopravvivono, lo strazio dell'assenza, l'insofferenza per l'egoismo che si annida persino nel dolore. E, infine, un apprendistato della solitudine, che è sempre vedovanza di qualcosa, secondo il significato originario della parola latina, viduus, letteralmente «privo». Per il vedovo non è stata ancora elaborata una figura sociale. La sua è la vergogna dell'uomo solo, licenziato dalla Storia e asservito a un mondo improvvisamente desertificato e antimusicale dove tuttavia, insieme al dolore e al cordoglio, attraverso la scrittura sopravvive ancora l'amore.



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Senza 2022-04-11 09:49:50 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    11 Aprile, 2022
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Il senso dell'assenza

Questo libro ha un grandissimo impatto emotivo, perché racconta le emozioni forti, profonde, dolorose, intime di un lutto. Il protagonista è un vedovo, che perde non solo la sua metà, ma il suo tutto. Non si tratta di una vera e propria storia, quanto di un racconto di emozioni tristi, arrabbiate, malinconiche, che ci avvolgono in un turbinio. L’autore cerca di raccontarci il senso della mancanza, il senso dell’assenza, in un percorso che va dalla dimensione ossessiva della malattia ai piccoli gesti del quotidiano. In queste pagine c’è dolore, c’è nostalgia, c’è silenzio, ci sono ricordi, ma soprattutto c’è il vuoto e c’è l’assenza. Raccontati in modo magistrale. Perché rendono pienamente il suo essere infragilito, annientato, azzerato. Il tempo non lenisce, il tempo sottolinea, il tempo forse ammorbidisce i contorni, ma non cancella, non dimentica. Si dice che è necessario imparare l’arte di voltarsi, per andare oltre. La verità è che chi ha amato tanto, in un lutto perde anche una parte molto importante di se stesso. Invecchiare insieme delicatamente è un regalo della vita, che non deve essere dato per scontato.

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