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Il libro delle case Il libro delle case

Il libro delle case

Letteratura italiana

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A quante parti di noi siamo disposti a rinunciare per continuare a essere noi stessi? E soprattutto: dove abbiamo lasciato ciò che non ci siamo portati dietro? Quali case lo custodiscono in segreto o lo tengono in ostaggio? Per raccontare la vita di un uomo, l'unica possibilità è setacciare le sue case, cercare gli indizi di quel piccolo inevitabile crimine che è dire "io" sapendo che dietro c'è sempre qualche menzogna. Il libro delle case è la storia di un uomo - "che per convenzione chiameremo Io" -, le amicizie, il matrimonio nel suo rifugio e nelle sue ferite, la scoperta del sesso e della poesia, il distacco da una famiglia esperta in autodistruzione. La storia di Io salta di casa in casa, su e giù nel tempo, ciascuna è la tessera di un puzzle che si compone tra l'ultimo quarto del millennio e il primo degli anni zero: è giovane amante di una donna sposata in una casa di provincia, infante che insegue una tartaruga in un appartamento di Roma mentre dalla tv si rovesciano le immagini di Aldo Moro sequestrato e del corpo di Pasolini rinvenuto all'Idroscalo; è marito in una casa borghese di Torino, bohémien in una mansarda di Parigi e adulto in carriera in un albergo londinese; ragazzo preso a pugni dal padre in una casa di vacanza, e studente universitario buttato sopra un materasso; poi semplicemente un uomo, che si tira dietro la porta di una casa vuota. Costruito come una partita di Cluedo o un poliziesco esistenziale, Il libro delle case è un viaggio attraverso i cambiamenti degli ultimi cinquant'anni, nelle sue geografie, nelle sue architetture reali così come in quelle interiori, i luoghi da cui veniamo e quelli in cui stiamo vivendo, le palazzine di periferia degli anni sessanta, lo sparo che cambia il corso della storia, e il bacio rubato dietro una tenda. In un romanzo unico per costruzione, poesia e visionarietà, Bajani traccia il grande affresco di un'educazione sentimentale a metri quadri.



Recensione della Redazione QLibri

 
Il libro delle case 2021-02-07 11:33:19 Belmi
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Belmi Opinione inserita da Belmi    07 Febbraio, 2021
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Educazione sentimentale a metri quadri

Andrea Bajani con il suo nuovo romanzo decide di raccontare la vita di Io (così verrà chiamato per tutto il libro), attraverso le abitazioni in cui il protagonista è cresciuto ed ha vissuto gli attimi salienti della sua vita.

Il romanzo è innovativo, su questo non ci sono dubbi, l'autore suddivide il libro in capitoli dedicati alle varie case, ogni due o tre pagine ci troviamo in un anno diverso e in una nuova casa.
Partiamo dalla sua nascita, ma i salti temporali sono continui, andiamo avanti e indietro nel tempo e spesso ci ritroviamo dopo molte pagine nelle solite case, ma in anni e situazioni differenti.

Lo stile dell'autore è particolare, forse anche un po' troppo, minimalista nel rappresentare alcune scene ma comunque non superficiale. Non sarà facile mettere tutti i tasselli al posto giusto per avere alla fine un quadro generale, molte volte durante la lettura mi sono sentita un po' spaesata, non è poi semplice leggere un libro in cui i protagonisti sono Io, Nonna, Madre, Padre, Sorella, Moglie, Bambina e Tartaruga.

Bajani mostra il dietro le quinte, quello che succede nelle case e non solo. Un romanzo che si fa leggere ma che non mi ha entusiasmata. Avrei preferito un approccio più empatico, una storia se non più lineare, almeno più coinvolgente. Le basi ci sono tutte, l'idea è interessante, le dinamiche molto forti ma nel complesso non incanta.

Questo è solo un pensiero personale, l'autore a mio avviso “gioca” troppo con l'italiano, cerca di esaltarlo e di utilizzare parole molto ricercate, a volte anche troppo, ma il risultato non è poi così piacevole, che voglia mettere troppo in luce le sue doti?

Non so se consigliarlo e non saprei a chi consigliarlo...posso dire che è un libro diverso e forse adatto a chi vuol apprezzare nuovi stili di scrittura.

“È da qui, nascendo che il mobilio detterà a Io per sempre la sua legge: sarà lui, da oggi in poi, ad avere l'ultima parola su tutti gli spazi che Io vorrà abitare, sulle metrature, sull'altezza dei soffitti, sull'organizzazione degli oggetti, dei vestiti, della pasta e del cibo in scatolette.”

Buona lettura.

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Il libro delle case 2021-03-07 13:12:57 silvia t
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silvia t Opinione inserita da silvia t    07 Marzo, 2021
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Le emozioni abitano le case

Mi è capitato sotto gli occhi come una luce, per caso, che ha risvegliato la mia curiosità.
Non sono rimasta delusa, una scoperta davvero piacevole e inaspettata.
Con uno stile originale e coinvolgente Bajani riesce a scardinare ogni chiodo che forma le sovrastrutture lasciando il posto a ciò che davvero è essenziale: le emozioni.

Le emozioni rimangono come echi nelle case vuote, i concetti stessi si fanno casa di emozioni proteggendole e amplificandole.

Lo stile, come accennato prima, è senza dubbio la caratteristica che più risalta, esalta una trama banale, la storia di una vita fatta di amore, paure, tristezza, odio, malinconia, liberata dalla pesantezza dei particolari, dei dialoghi spesso inutili.

I personaggi,quelli viventi, (ma possiamo davvero affermare che le case non abbiano una loro vita aldilà di coloro che la occupano?) seppure appena accennati sono tridimensionali, vivi, potrebbero essere ognuno di noi e la scelta di chiamarli con il nome comune di persona rende ancora più universale il concetto.

Difficile poter trasmettere il senso di fusione che si realizza durante la lettura di qeusto libro, ogni individualità si disperde e si fonde, appunto, con il resto, diventando parte di un tutto, quasi ancestrale, in cui spicca come emozione paradigmatica, fattasi casa per antonomasia la Tartaruga, vera chiave di lettura di tutto il libro.

Piena di sensazioni piacevoli ho lasciato questa lettura, felice per aver finalmente trovato un autore italiano che mi ha davvero completamente convinta.

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