Narrativa italiana Romanzi Il procuratore
 

Il procuratore Il procuratore

Il procuratore

Letteratura italiana

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Il procuratore è il romanzo d'esordio di Andrea Vitali ed è già l'opera di un autore maturo, che sa creare e raccontare un mondo facendocelo sentire vivo e presente, di uno scrittore che conquista l'attenzione del lettore con un fuoco d'artificio di invenzioni e una scrittura di rara efficacia. Partendo da un episodio che gli aveva raccontato suo padre, reinventandolo e arricchendolo con maestria, Vitali ha imbastito una storia di piccoli misteri e di erotismi di provincia.

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Il procuratore 2018-03-10 08:49:57 Renzo Montagnoli
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Renzo Montagnoli Opinione inserita da Renzo Montagnoli    10 Marzo, 2018
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Un lenone non spregevole

Il termine procuratore potrebbe far intendere che si tratta del magistrato inquirente che perseguita i criminali o al massimo che è riferito alla figura di una persona che agisce in nome e per conto di un’altra sulla base di un preciso mandato scritto; non è così, perché Marco Perini, il personaggio principale di questo romanzo, procura ragazze giovani e molto disponibili sia per le case chiuse che per l’esercizio del meretricio in proprio. Un tipo così potrebbe essere definito giuridicamente come un protettore, un lenone, un magnaccia; la differenza è che lui non rischia di essere incriminato, perché siamo nel ventennio virile del fascismo in cui il perfetto italiano doveva essere considerato come un toro da monta e quindi qualsiasi attività volta al raggiungimento dello scopo non poteva essere considerata illecita. Il romanzo, il primo dell’autore comasco, trae origine, come specificato dallo stesso nella prefazione, da un episodio raccontatogli dal padre e da lui, grazie alla innata creatività, ampliato con soluzioni, situazioni ed eventi volti a descrivere un certo mondo in una ben precisa epoca. In effetti, di tutte le opere di Vitali che ho fino a ora letto, questa, pur con certe carenze rivenienti da una naturale inesperienza, mi sembra forse la migliore, perché ha il pregio di soffermarsi sulle caratteristiche dei protagonisti, descrivendoli in modo chiaro con semplici e concise parole, tutti attori ben inseriti in una vicenda tutto sommato non trascendentale, ma che è proprio nella riproduzione dell’ambiente e dell’atmosfera che trae il maggior pregio. Intendiamoci, se è vero che si sorride, anche perché la satira politica non è nelle corde dell’autore, non è che a lettura ultimata ci si lasci trascinare dall’entusiasmo per i particolari contenuti, o per il messaggio portato, no, sarebbe pretendere troppo, mentre invece la valenza va cercata nella capacità di far trascorrere piacevolmente alcune ore, che è poi la caratteristica dei lavori di questo autore, un buon artigiano della penna, ma non di certo un artista di particolare spessore. Del resto, costretto in casa da una fastidiosa bronchite, ho trovato una via di fuga al tedio giornaliero proprio in questo romanzo, ripromettendomi di leggerne altri dello stesso autore quando avrò la necessità di staccare, quando riterrò opportuno non impegnarmi in letture difficili, bensì di abbandonarmi al puro e semplice piacere di un teatrino frivolo e rasserenante.

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Il procuratore 2014-05-10 16:42:46 cesare giardini
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cesare giardini Opinione inserita da cesare giardini    10 Mag, 2014
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Il romanzo d'esordio di Andrea Vitali


E’ il romanzo d’esordio di Andrea Vitali, che in un interessante prologo spiega la sua passione per la scrittura e per il racconto in particolare delle quotidiane vicende della sua gente. Siamo a Bellano, negli anni del fascismo che precedono la seconda guerra mondiale ed il giovane Marco Perini, scapestrato figlio di un’onesta famiglia locale, tira a campare frequentando ragazze d’ogni genere e “procurando” (ecco la ragione del titolo del romanzo, apparentemente inspiegabile dato l’iniziale evolversi degli eventi)
giovani donne disponibili a rinomati bordelli d’allora o sistemandole in pensioncine allo scopo di sfruttarle in proprio. Tra un’avventura e l’altra, trova modo di innamorarsi della navigata prostituta Zita , proponendole il matrimonio : sarà forse l’unica per cui proverà sentimenti meno fugaci e che alla fine sistemerà come sarta dopo averle fatto abbandonare la poco onorevole professione . L’abilità dell’Autore sta nel far giostrare attorno al personaggio principale tutta una serie di amene figure che vivacizzano la storia : un puntiglioso maresciallo dei carabinieri che si danna per venire a capo di fatti ambigui e misteriosi, un albergatore smanioso di avventure sentimentali, due notai pasticcioni, una barista avvenente che darà una svolta finale al romanzo…Non manca naturalmente un’eredità cospicua, lasciata dai mesti genitori del vivace protagonista. Il quale protagonista, da sfruttatore di disponibili fanciulle, si trasformerà alla fine in personaggio finalmente positivo, riscattando una vita di dissipazioni :
si attiverà per salvare ebrei e antifascisti e metterli in salvo sulla sponda libera del lago. Un bel romanzo, godibilissimo : un ottimo preludio all’autentica verve ironica di Andrea Vitali, che si mostrerà appieno nei numerosi successivi romanzi incentrati sempre sul collaudatissimo microcosmo bellanese.

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Il procuratore 2012-05-05 05:28:31 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    05 Mag, 2012
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"Il procuratore" di Andrea Vitali

“Il procuratore” è uno dei primi romanzi di Andrea Vitali. La copertina retrò ritrae il battello della “Navigazione Lariana” e proprio con questa scena si apre il racconto: l’Alessandro Volta, “il battello a elica più grande del lago, attracca” a Bellano. Corre l’anno 1938, è novembre, e nel paese sulla sponda lecchese del lago di Como sbarca un forestiero, Marco Perini, che si rifugia al “Caffè dell’imbarcadero” ove incontra Deilde: una giovane donna il cui viso è un “déjà vu”.
Marco Perini é originario di Bellano ed è un procuratore. Non nel significato forense del termine: perché il misterioso personaggio “intermedia”, quindi “procura”, carne umana: ossia donne per le case di tolleranza.
Da quell’attracco parte il flash back della narrazione, attraverso il ricordo del procuratore, che ripercorre le tappe della sua turpe carriera.
Le gesta del procuratore sono, come spesso succede nei romanzi di Vitale, lo stratagemma per ripercorrere la storia dal 1911 sino all’anticamera della seconda grande guerra: attraverso fatti locali, attraverso le vicende della gente comune.
La retrospettiva storica si incrocia con la storia presente del procuratore: nell’atto conclusivo, tra la canonica e il ristorante Cavallino, Marco Perini incontra Deilde per ascoltare una rivelazione che sarà un fulmine a ciel sereno e accompagnerà il protagonista alla ripartenza dall’imbarcadero.
Mentre divampa la seconda grande guerra, Marco Perini si ritrova con nuove consapevolezze, in piena maturità, a riconvertire la sua attività lavorativa: “Adesso mi occupo di uomini: di ebrei e antifascisti, li aiuto a espatriare”. Perché “le guerre non solo ti impongono di cambiare vita: ti costringono anche a cambiare testa.” Con buona pace di tutti, anche di …

… Bruno Elpis

Leggete la mia intervista ad Andrea Vitali sul mio sito www.brunoelpis.it
Il link completo dell'intervista è http://www.brunoelpis.it/le-interviste/197-intervista-ad-andrea-vitali

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... altre opere di Vitali. Chi lo legge per la prima volta, comincerà con uno dei suoi primi romanzi!
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