Narrativa italiana Romanzi Nel silenzio delle nostre parole
 

Nel silenzio delle nostre parole Nel silenzio delle nostre parole

Nel silenzio delle nostre parole

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Il vincitore della prima edizione del Premio DeA Planeta, creato da DeA Planeta Libri e assegnato il 15 aprile 2019. È quasi mezzanotte e una nebbia sottile avvolge la metropoli addormentata. In un palazzo di quattro piani, dentro un appartamento disabitato, un frigorifero va in cortocircuito. Le fiamme, lente e invisibili dall'esterno, iniziano a divorare ciò che trovano. Due piani più in alto, Alice scivola nel sonno mentre aspetta il ritorno di Matthias, il ragazzo che ama con una passione per lei nuova e del quale non è ancora riuscita a parlare a sua madre, che abita lontano e vorrebbe sapere tutto di lei. Anche Bastien, il figlio della signora che occupa un altro degli interni, da troppi mesi ormai avrebbe qualcosa di cruciale da rivelare alla madre, ma sa che potrebbe spezzarle il cuore e non trova il coraggio. È un altro tipo di coraggio quello che invece manca a Polina, ex ballerina classica, incapace di accettare il proprio corpo dopo la maternità, tantomeno il pianto incessante del suo bambino nella stanza accanto. Giù in strada, nel negozio di fronte, Hulya sta pensando proprio a lei, come capita sempre più spesso, senza averglielo mai confessato, ma con una voglia matta di farlo. Per tutti loro non c'è più tempo: un mostro di fuoco sta per stravolgere ogni prospettiva, costringendoli a scelte estreme per colmare quei silenzi, o per dare loro un nuovo significato. Con una straordinaria sensibilità e una scrittura che diventa più intensa a ogni pagina, Simona Sparaco indaga i momenti terribili in cui la vita e la morte si sfiorano diventando quasi la stessa cosa, e in cui le distanze che ci separano dagli altri vengono abbattute dall'amore più assoluto, quello che non conosce condizioni.

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Nel silenzio delle nostre parole 2019-07-27 13:53:00 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    27 Luglio, 2019
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Labile vita...

Tutto ha inizio da un articolo di giornale scritto da Massimo Gramellini, compagno dell’autrice, nel 2017 e avente ad oggetto storie di uomini e donne, di madri e di figli coinvolti nel rogo della Grenfell Tower di Londra. Da questi fatti hanno avvio le vicende che si snodano nella capitale tedesca e che vedono quali protagonisti Alice, la giovane ragazza di Tivoli che si trova a Berlino grazie al progetto Erasmus e che aspetta il ritorno di Matthias, il ragazzo che ama, Bastien, il figlio della signora che occupa un altro degli interni custodendo un segreto che non ha il coraggio di rivelare perché capace di spezzarle il cuore, Polina, l’ex ballerina classica che non si riconosce in quel nuovo corpo provato da una gravidanza inaspettata e particolarmente difficile, Naima, che ha lasciato la famiglia in gioventù togliendosi il velo e cambiando religione per amore di un uomo che da tanti anni le dorme accanto e Hulya che ancora una volta sta pensando a quell’ex danzatrice a cui non ha mai confessato i suoi pensieri ma verso cui nutre un gran desiderio di farlo.
Tanti volti, tanti personaggi, tanti dolori, tante anime a confronto fatte di ferite mai risarcite, vuoti mai colmati, sorrisi offuscati da lacrime e malinconia e troppo spesso mancati. Tante storie, tante vite che si intrecciano e tante altre che non sono destinate ad incontrarsi, ma che sono tutte accomunate da un unico denominatore comune: il fatto che quella potrebbe essere l’ultima giornata della loro vita.
Un progetto ambizioso, quello della Sparaco. Un progetto che ci invita a guardarci dentro e a interrogarci sul nostro comportamento, sul nostro essere, su quella chiamata a cui non abbiamo risposto, su quel sorriso che non abbiamo concesso per un’arrabbiatura che non siamo riusciti a placare, a quel sorriso che non abbiamo ricambiato, a quel saluto che non siamo riusciti a dare a quel familiare che forse non avremo più modo di incontrare.
Ma “Nel silenzio delle nostre parole” è anche un’analisi su quella che è diventata la nostra società attuale, una società fatta di individui sempre più egoisti, egocentrici, accentratori, assenti, distratti, chiusi nel loro orticello e per questo sempre più incapaci all’empatia, all’emotività, alla condivisione, all’ascolto.

«Ti ricordi, Alice, quando ti ho detto che la morte è una soglia che si attraversa nudi?»

Attraverso una penna fluida e leggera che accompagna chi legge pagina dopo pagina, Simona Sparaco dona ai suoi lettori un romanzo di gran contenuto e gran riflessione, un testo che si sviluppa in modo perfettamente equilibrato, che non si arrischia, che non pretende altro che ricordarci quanto la vita sia un bene prezioso e che talvolta un sorriso può fare più di mille parole.
Uniche due note che deboli che ho ravvisato nel componimento sono state una partenza lenta, caratterizzata da un’eccessiva tendenza descrittiva che può trasmettere una sensazione di ridondanza e un finale un po’ forzato, per un lieto fine che non era necessariamente una prerogativa assoluta e che per questo stona un po’.

«Mi piacerebbe che anche tu fossi in grado di guardare ai vuoti della vita come a noi ha insegnato la zia Amira. Non solo come a qualcosa che manca. Cerca piuttosto in quei vuoti la tua opportunità di esistere ancora, e in maniera diversa»

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Nel silenzio delle nostre parole 2019-06-12 09:16:07 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    12 Giugno, 2019
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Silenzi e parole

Vincitore del Premio Dea Planeta 2019, Nel silenzio delle nostre parole di Simona Sparaco, è un romanzo che entra, di prepotenza e in profondità, nel vissuto umano di una serie di abitanti di un condominio a Berlino.
Da notare la contrapposizione del silenzio a cui fa riferimento il titolo e l’ululato, forte ed assordante, delle sirene accorse a domare l’incendio dello stesso condominio. Metafora del vivere umano, tramite le parole si narrano le vite di alcuni degli abitanti del condominio: da Polina, ballerina giovane con un figlio appena nato da una relazione con il suo coreografo; a Naima e suo marito che assieme al figlio compongono la famiglia Bastien; ad Alice, studentessa Erasmus nativa di Tivoli, che lì vive una relazione appassionata con Matthias, estroso pittore. Di fronte al palazzo c’è un locale sempre aperto, dove lavora Hulya, giocatrice di ruby, segretamente innamorata di Polina. Di ognuno di loro sono raccontate le speranze, i drammi interiori, i segreti, la quotianità, il loro sentire e vivere. In un percorso introspettivo, profondo ed intimo, si snoda un mosaico di vita, di razze, di abitudini e di costumi differenti. Fino alla tragedia ultima, che tutto sconvolge e capovolge.
Un ottimo approfondimento psicologico dei personaggi caratterizza il romanzo, scritto con perizia e sapienza narrativa. Un romanzo dalle molteplici e variegate forme , che descrive i rapporti tra madri/ figli e figlie, tra donne speciali e donne inadeguate. E su tutto vola nel cielo il collante universale degli esseri umani: l’amore, declinato all’ennesima potenza.

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