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Una pandemia ha devastato la Terra, lasciando gli esseri umani divisi in due categorie: i vivi e i morti viventi. Guidati da un governo provvisorio stabilitosi a Buffalo, gli americani cercano di restaurare la civiltà. Il loro primo obiettivo è spazzare via da Manhattan le ultime sacche di resistenza, rappresentate da soggetti infetti che non si sono trasformati in zombie ma si trovano in uno stato semicatatonico. Mark Spitz fa parte di una delle squadre di civili che lavorano nella zona sud dell'isola. È un personaggio tortuoso, fosco, confuso. Il suo mondo, il mondo in cui si muove, è un inferno di ludica violenza dove le tracce della follia umana e i danni di un capitalismo aggressivo coesistono con il disperato desiderio di ritrovare la propria umanità. In Zona Uno Colson Whitehead prende il genere horror, ne distrugge gli schemi e ci restituisce un affresco allucinato e preciso di New York. Una celebrazione della modernità e insieme una veglia anticipata per la sua fine.



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Zona Uno 2014-05-05 03:58:12 Maurizio
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Opinione inserita da Maurizio    05 Mag, 2014

Soldi sprecati

Ma quale nuovo autore del romanzo Americano... Stile confuso, un diluvio di parole a volte fini a se stesse, un tentativo malamente riuscito di far passare per un nuovo modo di scrivere un mero esercizio sintattico. Vuoi dire 'a'? Dillo ma intanto costruisci intorno ad 'a' un circuito di parole quanto più lontane dal contesto di 'a'. Ecco in estrema sintesi il succo di questo libro. Un mattoncino (per fortuna non è un tomo da mille pagine) indigeribile.

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